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venerdì, 16 maggio 2008
Maria Sharapova (anni 21) approda ai Quarti di finale di Roma. Lo fa battendo una giovane danese di origine polacca, Caroline Wozniacki, non ancora diciottenne, con un 6-4, 7-6 che non rende fino in fondo l'idea. Nel secondo set, la russa stava sull'1-5.

scritto alle 10:53
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giovedì, 15 maggio 2008
È ufficiale: trasferta vietata a Parma. Si è appena conclusa la riunione del Comitato per l’ordine pubblico di Parma e la decisione per la partita Parma-Inter è quella di vietare l'accesso allo stadio per i tifosi nerazzurri.
“In pratica gli interisti non possono andare a Parma perché i romanisti hanno accoltellato i catanesi davanti all'Olimpico” (cito Hae da Bauscia).
E mi chiedo come si comporterà quel genio di Matarrese in vista della finale di Coppa Italia, sabato 24 maggio. Farà un ispirato appello alla calma?
Con rincrescimento, ieri su Liberazione (organo del partito per cui voto) ho letto un penoso articolo sull’argomento: riprendeva le frasi insensate di Matarrese come fossero oro colato, lamentava la disparità di trattamento fra tifoserie, ipotizzava vantaggi all’Inter, eccetera.
A volte temo che la crisi della sinistra sia irrimediabile. Però, sempre ieri su Liberazione, c’era un meraviglioso articolo su Gomorra, il film di Matteo Garrone tratto da Saviano.
Nel delirio mediatico in corso, mi domando come mai nessuno abbia ancora scritto che il gran capo di Unicredit, Alessandro Profumo, noto tifoso interista, ha nelle sue mani l’impressionante debito della Roma… Fra l’altro, se la Roma vincesse lo scudetto avrebbe un crollo in Borsa (spese aggiuntive per i premi e per gli ingaggi).
So che molti pensano il contrario, ma sono convinto che questo sordido clima di accerchiamento sia il carburante per lo scudetto di cui l’Inter aveva bisogno.
giovedì, 15 maggio 2008
Squallori giornalistici
Franco Ordine – memorabile la litigata a Controcampo con Mancini, che gli ricordava il suo datore di lavoro – oggi si supera: sul Giornale, imbastisce un lungo articolo su Walter Zenga, dal quale fa capire che Zenga e Mancini si odiano da più di vent’anni.
«Non so e non voglio sapere quel che accade all’Inter; guardatemi, non ho mica il ciuffetto, la polo bianca e il pullover verde...» ripete facendo il verso al look di Mancini senza nascondere una rivalità tutt’altro che calcistica e che affonda le radici nella rispettiva gioventù quando l’interista divenne l’uomo e lo sposo di Roberta Termali, l’ex di Roberto Mancini appunto.
Zenga è rimasto dieci anni con la Termali, poi si è risposato altre due volte.
Cercando foto della Termali - una bionda con un gran bel sorriso, che su OdeonTV conduceva un programma di calcio insieme a Zenga e Fabio Fazio - ho trovato una notizia risalente al 5 febbraio 1997, dal Corriere della Sera. Titolo: “Truffa miliardaria per Mancini”.
Dal testo: “Altre truffe ai danni di calciatori. Nella rete questa volta sono finiti Roberto Mancini, attaccante della Samp, e Michelangelo Rampulla, secondo portiere della Juve, "bidonati" rispettivamente per un miliardo e 400 milioni il primo e 20 milioni, il secondo. Nel crack ci sarebbe anche Roberta Termali, presentatrice e moglie del portiere Walter Zenga. Poca roba comunque rispetto ai 7 miliardi truffati a Roberto Baggio per una miniera di marmo nero in Perù…”.
scritto alle 09:49
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mercoledì, 14 maggio 2008
Esigenti frequentatori di questo blog mi fanno notare che da tre giorni sono iniziati gli Internazionali d'Italia e non ho ancora pubblicato una sua foto...

scritto alle 18:06
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martedì, 13 maggio 2008
IL SETTIMANALE IN EDICOLA - Sub Roma: trenta centri sociali, i movimenti per la casa, associazioni, botteghe del commercio equo, gruppi d’acquisto, comitati cittadini, collettivi femministi si interrogano su cosa fare adesso, con Alemanno? Grillini parlanti: il meet up di Treviso, per capire il popolo di Grillo. Ipercarta 68, seconda puntata: da «L’istituzione negata» alla legge 180. Altra politica: intervista a Paolo Ferrero.
FUORIGIOCO, 17 - Nel corso della Guerra di Spagna, una selezione basca e la squadra del Barcellona attraversarono l’Europa e si spinsero fino in Sudamerica per raccogliere fondi a sostegno della causa repubblicana. Accolti da applausi, fiori, manifestazioni di entusiasmo, una selezione di calciatori dei Paesi Baschi, “eroici combattenti repubblicani” per la stampa sovietica, la sera del 16 giugno 1937 raggiunge Mosca dopo un avventuroso viaggio in treno. Il calcio dell’URSS era decisamente arretrato, privo di rapporti internazionali. Tre calciatori baschi facevano parte dell’undici ideale selezionato dai giornalisti al termine dei campionati del mondo 1934, quando la Spagna di Zamora stava per eliminare l’Italia di Meazza.
Le autorità sovietiche avevano previsto una serie di incontri: nel primo i baschi surclassano il Lokomotiv Mosca (5-2), nel secondo battono la Dinamo Mosca (2-1), mentre una selezione di Leningrado li costringe al pareggio. A quel punto i vertici del Partito arrivano a capire che l’onore dello sport sovietico imponga di conquistare almeno una vittoria. Allo scopo, vengono formate due rappresentative imperniate sulla Dinamo Mosca e sullo Spartak Mosca. Di nuovo, la Dinamo è seccamente sconfitta 7-4. Infine, l’8 luglio, davanti a 90.000 spettatori, lo Spartak dei quattro fratelli Starostin riesce a vincere 6-2. Ma il primo tempo si era chiuso sul 2-2 e nella ripresa l’arbitro assegna un calcio di rigore in favore dello Spartak talmente inverosimile che gli ospiti decidono di abbandonare il campo. Vi fanno ritorno quaranta minuti dopo, convinti dall’intervento di uno stretto collaboratore di Stalin, entrato nei libri di storia due anni dopo, per aver siglato l’accordo di non aggressione con la Germania, il Patto Ribbentrop-Molotov.
mercoledì, 07 maggio 2008
Un gigante
Vinta la quarta Coppa dei campioni di basket, alla guida del Cska Mosca, Ettore Messina ha raccontato un aneddoto, riferito da Flavio Vanetti sul Corriere di ieri.
Esordio stagionale europeo, il Cska batte Roma con un fortunoso tiro allo scadere. “I giocatori si vergognavano di come si fossero salvati. Il giorno dopo feci mixare al responsabile dei video le nostre immagini con quelle di una vicenda analoga capitata al Maccabi nel 2004. Gli israeliani eliminarono Kaunas, andarono alle finali e le vinsero. Per il tiro in extremis, loro festeggiarono, mica caddero in depressione”.
La morale è una lezione: “La fortuna è legittima, ma solo se dopo dimostri di essertela meritata”.
scritto alle 09:59
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venerdì, 02 maggio 2008
L'ennesima caduta del fu-fenomeno mi procura solo tristezza. Spero per lui che dopo questa vicenda esca definitivamente di scena e non faccia più parlare di sé.
Non fosse altro per rispetto verso quei tifosi nerazzurri che fra il 1997 e il 2000 hanno avuto un bambino e l'hanno chiamato Ronaldo.
scritto alle 16:20
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domenica, 27 aprile 2008
Dove trovare ispirazione? Dalla Linke tedesca o da Barack Obama? Dalla socialdemocrazia scandinava o da certi sindaci francesi o spagnoli? Dai movimenti altermondialisti che si stanno affermando in America Latina...
La sinistra italiana potrebbe cominciare la risalita imparando qualcosa dal Chievo e dall'Albinoleffe.
scritto alle 12:09
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giovedì, 24 aprile 2008
Retrocessioni
Ho fatto arrabbiare un amico di Livorno, con l'augurio di salvezza rivolto al Toro e all’Empoli. Perciò sento il dovere di indicare chi può retrocedere senza che io versi una sola lacrima.
Non il Torino, c’è la Storia. Non il Catania, c’è Zenga (ma non dimentico che volevano la vittoria a tavolino per Materazzi). Non il Livorno (nonostante Spinelli) per la maglia amaranto e il mito di Armando Picchi. Non l’Empoli, per Cagni e per Chiara. Non il Cagliari, per Milco e per Acquafresca (certo, c’è pure Cellino). Non il Parma, perché Cuper ha sofferto abbastanza. Restano il Siena – che si salverà facilmente – e la Reggina – che non vedo come possa salvarsi.
È un anno un po’ così, non si può sempre sperare che a retrocedere siano Juve e Milan.
scritto alle 13:31
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domenica, 20 aprile 2008
Forse il gol di Diamanti ha chiuso il campionato, la Roma ha perso una quantità di punti contro le squadre in fondo alla classifica, l’infortunio di Totti appare particolarmente beffardo (fosse stato squalificato per le offese all’arbitro…), ma la scena che sintetizza la situazione mi sembra quella immortalata nella foto: De Rossi che piange, in ginocchio in mezzo al campo, alla fine della partita.
Sono fra quelli che pensano che Totti abbia fatto bene a rinunciare alla nazionale e abbia fatto male a restare in giallorosso. Restando "Il Capitano", ha scelto di diventare un monumento, anziché dimostrare a tutti che le sue qualità potevano significare vittorie anche altrove. Ma la sua scelta "sentimentale" avrebbe anche potuto essere giustificata, se Totti non fosse Totti. Se, cioè, la sua personalità non fosse così ingombrante e invadente.
Ricordate come l’Inter ha vinto in settembre all’Olimpico? Per un rigore nato da un contropiede originato da un errore fra Totti e Pizarro, mentre la Roma era in attacco e batteva un calcio d’angolo. Per quale motivo Totti dovesse battere anche i calci d’angolo, oltre ai rigori e alle punizioni, resta un mistero inspiegabile. Illogico e inspiegabile.
Intorno a Totti è stata costruita la squadra. Anzi, Totti - stanco di fare la mezzapunta - si è fatto costruire una squadra intorno. Con le sue qualità prodigiose (nessuno sa calciare come lui) ha vinto la classifica dei cannonieri, l'anno scorso, ma lo schema della Roma ha progressivamente mortificato le qualità di alcuni co-protagonisti (il caso Mancini è il più clamoroso, ma anche Vucinic poteva rendere molto di più, e ha mostrato le doti migliori quando la Roma ha giocato senza Totti). Inevitabilmente, il gioco dei giallorossi – così bello dal punto di vista estetico, con manovre palla a terra che non temono confronti con le migliori squadre europee - è diventato prevedibile. L'assenza di un grande attaccante d'area è stata pagata con le squadre medio-piccole, che si chiudono in difesa. Spalletti non ha saputo trovare soluzioni alternative.
Ma cosa poteva fare Spalletti? La sua subalternità nei confronti del Capitano è stata totale. Non l'ha sostituito nel derby, anche se si trascinava per il campo. Ha sempre sostituito altri, anche quando erano più meritevoli di restare in campo. Nemmeno dall’incidente che ha negato a Totti le partite più importanti della stagione (quelle contro il Manchester), la Roma ha imparato qualcosa. Infatti, il capitano è stato schierato persino nella partita casalinga di Coppa Italia, mercoledì scorso (dove ha segnato il gol della vittoria). Totti ha davanti ancora 3-4 anni, ma la sua gestione dev'essere capovolta: va risparmiato per le partite davvero importanti, non impiegato sempre e comunque.
Con la sua esibita disperazione, De Rossi riconquista tutta la mia simpatia (le parole in libertà sui presunti favori avuti dall'Inter passano in secondo piano), ma anche "Capitan Futuro" deve cominciare a chiedersi cosa manca a Roma e alla Roma per tornare a vincere.
scritto alle 16:29
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giovedì, 10 aprile 2008
La Roma ha incrociato una squadra più forte ed è stata eliminata. Aggiungo, a scanso di equivoci, che pure l’Inter sarebbe stata eliminata da questo Manchester.
È evidente che la qualificazione, la Roma, se l’è giocata all’andata. Passi per il gol di Ronaldo, ma il regalo a Rooney per lo 0-2 avrebbe annichilito chiunque; in quel momento, la Roma usciva da 20 minuti di grande calcio senza essere riuscita a pareggiare. Nemmeno ieri sera meritava di perdere, ma la differenza di qualità in attacco si è fatta sentire. In certe partite, la Roma non può fare a meno di Totti, anzi Totti andrebbe ormai centellinato proprio per averlo al massimo in certe partite. È questa cattiva gestione del gruppo che credo vada rimproverata a Spalletti. Ora si tratta di verificare come reagirà la squadra a Udine: se vince, ci farà soffrire fino all'ultimo minuto dell'ultrima giornata.
Ferguson ha tenuto in panchina i tre calciatori fondamentali nella gara d’andata: Ronaldo, Rooney e Scholes. Mossa ai limiti della strafottenza. Non credo sarebbe cambiata la sostanza, ma mi sarebbe piaciuto vedere la faccia di Ferguson se De Rossi avesse segnato il rigore (generoso). Invece, è finita con un segno di superiorità persino più netto di quanto dica il risultato sul campo. E con De Rossi stravolto dalla fatica e dal peso dell’errore (purtroppo è anche da questi particolari che si giudica un giocatore).
scritto alle 09:35
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domenica, 06 aprile 2008
A pensar male...
La Roma batte 3-2 il Genoa con un rigore negli ultimi minuti, ma non si può pretendere che i giornali diano a questo dettaglio l'importanza attribuita, per esempio, a qualsiasi rigore assegnato all'Inter.
Il rigore era netto. Borriello ha fatto un intervento scriteriato e vistoso, Taddei è stato furbo e si è procurato il tiro dal dischetto. Ma non più tardi di due settimane fa il quotidiano più vicino alla Roma aveva scritto di un forte interessamento della Roma per Borriello...
http://www.corrieredellosport.it/Notizie/Calcio/23060/Roma,+ora+spunta+la+pista+Borriello
scritto alle 11:03
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giovedì, 03 aprile 2008
Il famoso Stile Juve secondo Fabrizio Miccoli
«Ho sempre avuto come procuratore Francesco Caliandro. Nel 2004, quando ero in prestito al Perugia ma già di proprietà della Juventus, mi telefonò Antonio Conte, all'epoca giocatore della Juve che non avevo mai conosciuto prima se non per il fatto che è della mia stessa città, Lecce. Conte mi disse di passare la procura ad Alessandro Moggi visto che l'anno dopo sarei tornato alla Juve e che Alessandro Moggi avrebbe potuto aiutarmi a restare. Io però rifiutai e rimasi col mio procuratore».
«Con lui (Luciano Moggi) ho avuto parecchi problemi sin dall'inizio. Per esempio mi fece togliere gli orecchini, che da regolamento interno non potevano essere portati ma che furono fatti togliere solo a me e non ad altri compagni. Mi emarginava e non mi faceva parlare, mentre con i compagni ho sempre avuto un ottimo rapporto. Ho saputo poi dai giornali che altri giocatori come Amoruso e Grabbi avevano avuto gli stessi problemi con Luciano Moggi. Quando ero alla Fiorentina in comproprietà con la Juve, rilasciai un'intervista in cui dissi che volevo rimanere a Firenze e non tornare a Torino proprio perché c'era Moggi. Per me sarebbe stata un tragedia. Alla fine però la Juve mi riscattò, andai in ritiro con la squadra e nessuno all'inizio mi fece pesare quella intervista. Ma quando in ritiro andammo a festeggiare dal sindaco la conquista dello scudetto io fui fatto restare nel pullman».
«Una volta ero in ritiro con la Juve e venni chiamato col mio procuratore da Moggi che mi disse che aveva trovato l'accordo col Portsmouth. Io rifiutai, non volevo andare in Inghilterra perché avevo una bambina piccola e mia moglie non voleva andare all'estero. Allora Moggi mi disse che mi avrebbe fatto smettere di giocare, aggiunse che in Italia non mi voleva nessuno perché avevo un carattere difficile e che la Juve non poteva permettersi di perdere 2 milioni di euro all'anno». Miccoli ha anche ricordato di altre minacce come: «se non vai dove dico io finirai di giocare. In Nazionale ci sei andato perché io ti ci ho mandato».
L’avvocato di Alessandro Moggi è Giulia Bongiorno, già difensore di Giulio Andreotti, deputata di An e probabile ministro del prossimo governo Berlusconi.
scritto alle 15:27
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mercoledì, 02 aprile 2008
Purtroppo Roma-Manchester è andata persino peggio del previsto (vedi post di ieri), ma è stata una serata istruttiva, mi ha confermato in certi pensieri e fatto capire qualcosa di nuovo. Per esempio:
1) ci sono giornalisti sportivi che vedevano favorita la Roma non solo per questi Quarti di finale, ma persino per la conquista della Coppa…
2) chi pensa che l’Inter sia all’altezza di vincere la Champions, dovrebbe ringraziare il Liverpool: contro questo Manchester ne avremmo beccati 4.
3) Spalletti non è meglio di Mancini (o di Capello): commette gli stessi errori, come Mancini, e non sa capovolgere situazioni molto difficili con una mossa di genio (l’ultimo a farlo, in Coppa, è stato Ancelotti).
4) la Roma potrà dedicarsi al campionato, rovesciandovi la rabbia per un’eliminazione che rischia di diventare cocente; all’Old Trafford, meglio andarci per salvare la faccia (1-1, 2-1), perché se ci si illude, se ne rimediano 3 o 4.
5) quanto è stato fortunato il Milan, un anno fa, a incrociare il Manchester senza Rio Ferdinand e Vidic.
6) Cristiano Ronaldo e Rooney sono la coppia d’attacco meglio assortita che io veda dai tempi in cui Ronaldinho era ancora un calciatore e faceva coppia con Eto’o.
7) i tifosi della Roma sono stati magnifici, quelli dell’Inter dovrebbero andare a scuola all’Olimpico.
8) senza Totti, la Roma perde metà delle soluzioni offensive; ma se le tre mezze punte (Mancini, Taddei e Aquilani) sbagliano partita, anche la presenza di Totti non può fare la differenza.
9) la parata di Van der Saar su Vucinic, sullo 0-1, è stata il momento topico dell’incontro; sull’1-1 potevano cambiare molte cose, ma alla fine ho temuto ne facessero un altro paio.
10) ci siamo persi l’annunciato spettacolo di Sabrina Ferilli.
scritto alle 10:31
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martedì, 01 aprile 2008
Dai microfoni di una radio, Sabrina Ferilli ha annunciato un’altra sorpresa al popolo giallorosso: “Se la Roma vincerà la Champions, prometto una performance per i tifosi che farà dimenticare lo strip tease del 2001 al Circo Massimo. Ma per scaramanzia non dico altro”.
Spero di sbagliarmi, mi piace molto come gioca la Roma, ma temo che resteremo a fantasticare su quale sarebbe stata la performance della Ferilli. Non credo che la Roma abbia la qualità per fermare Ronaldo, Tevez e Rooney, mentre (a differenza del Milan un anno fa) la difesa del Manchester è quasi al completo e non dovrebbe regalare spazi come a San Siro.
Non sono fra quelli che mitizzano Totti, ma la sua assenza si farà sentire: certo, avranno più responsabilità i vari Mancini e De Rossi, Vucinic e Aquilani, e qualcuno vorrà dimostrare che Totti funziona da tappo, perché pretende di entrare in tutte le azioni d’attacco. Ma la vera domanda è: perché Totti, a Cagliari, è stato tenuto in campo fino al novantesimo? Sembra che si sia fatto male all’inizio del secondo tempo…
Spero di sbagliarmi, ripeto, ma sarei già contento se la qualificazione fosse ancora in bilico nel secondo tempo all’Old Trafford. Temo che fra una settimana la Roma potrà concentrarsi sul campionato.
scritto alle 17:30
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lunedì, 31 marzo 2008

British Union of Fascists
Il presidente della Formula 1, Max Mosley - a destra nella foto - è stato filmato nel corso di un'orgia in stile nazista con cinque prostitute. Il tabloid londinese News of the World dice di lui: «in segreto è un pervertito sessuale sadomasochista».
Il giornale ha messo le mani su un video di cinque ore dove si vede il protagonista – sessantotto anni, figlio di Oswald Mosley, famigerato leader fascista britannico - che si atteggia a comandante di un lager nazista nel corso di una «depravata orgia in stile nazista», dà ordini in tedesco alle prostitute nude o seminude, le frusta e poi «gode a farsi frustare a sangue»; l’orgia sarebbe avvenuta in un lussuoso appartamento nel quartiere di Chelsea.
Mosley è ricchissimo. Suo padre Oswald era il leader del British Union of Fascists e intratteneva rapporti amichevoli con Mussolini e Hitler. In particolare, era molto legato a Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich. Papà e mamma Mosley si sono sposati nel 1936 nella casa del gerarca nazista. Max è nato quattro anni dopo.
E oggi non ha la minima intenzione di dimettersi.
scritto alle 11:45
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lunedì, 31 marzo 2008
Nella loro beceraggine maschilista, le trasmisioni sportive delle reti Mediaset necessitano di presenza decorative, meglio se straniere e con insormontabili problemi con la lingua italiana. Fa eccezione Elisabetta Canalis, che siede accanto a Piccinini anche per coprire la quota da opinionista interista e ogni tanto sfiorare la pagina del gossip.
Elisabetta si presenta ogni volta con un vestito diverso, spesso con le spalle scoperte (finché l'aria condizionata dello studio la costringe alla ritirata). Farsi rappresentare da lei è comunque meglio che da Mughini, ma vorrei far notare che solo la Canalis viene continuamente interrotta mentre parla. Da fini pensatori del calibro di Paolo Liguori, per dirne uno.
scritto alle 10:49
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domenica, 30 marzo 2008
Quarta udienza del processo alla Cupola
Secondo i PM Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, "Calciopoli era un’organizzazione simile più alla loggia massonica P2 e alla mafia che a una comune associazione a delinquere".
Nella quarta giornata dell’udienza preliminare del processo per la vicenda che nel 2006 ha scosso il calcio italiano, Beatrice e Narducci hanno chiesto il rinvio a giudizio per 37 indagati, da Moggi a Giraudo, da Carraro a De Santis, da Lanese (candidato UDC) a Pairetto.
Il giudice De Gregorio, che presiede l'udienza preliminare, ha respinto le richieste della difesa che intendevano far spostare il processo in una sede diversa da Napoli.
I PM hanno illustrato in cosa consista la "cupola" moggiana, sottolineando che non si sarebbe trattato di più associazioni cooperanti, ma di una sola organizzazione. Per le sue caratteristiche di segretezza e per i forti vincoli tra gli associati, la cupola aveva caratteristiche simili alla P2 e alla mafia, era in grado di influenzare le istituzioni e i vincoli fra i componenti si rinsaldavano continuamente.
Qualcuno lo spieghi a Mughini.
scritto alle 11:07
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martedì, 25 marzo 2008

Bologna, mercoledì 26 marzo, ore 19.30
"Arteria", vicolo Broglio 1/e (traversa di via San Vitale)
presentazione del libro, alla presenza di Giovanni de Paola e Daniele Fisichella (e del sottoscritto)
scritto alle 15:49
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venerdì, 21 marzo 2008
Numero speciale dedicato all’altra politica, quella al di sotto del sistema dei partiti. Articoli di: Marco Revelli, Paolo Cacciari, Maurizio Pallante, Tonino Perna, Giulio Marcon, Francesco Gesualdi. Un grande racconto dei luoghi e delle reti di sperimentazione democratica. Luiz Hernandez Navarro racconta l’Altra campagna zapatista, Gustavo Esteva la Comune di Oaxaca.
FUORIGIOCO, 10 - IL CIELO SOPRA PECHINO
Polemiche sullo smog erano già esplose nel 1996 per Atlanta, nel 1988 per Seul, nel 1984 per Los Angeles, e già nel 1968 per l’aria mefitica di Città del Messico: nello scegliere la collocazione dei giochi olimpici, il CIO non mette certo al primo posto la qualità dell’aria che gli atleti dovranno immettere nei polmoni.
Già dalle prossime settimane le autorità cinesi hanno previsto misure straordinarie: chiusura di industrie chimiche e metallurgiche, targhe alterne per limitare il traffico, nuovi autobus elettrici, riduzione dell’uso del carbone, realizzazione di nuove condutture per l’acqua potabile (gli ospiti sono abituati a standard consumistici inconcepibili per la popolazione locale).
Nel territorio urbanizzato della capitale cinese vivono quasi venti milioni di persone, circolano più di tre milioni di automobili, funzionano migliaia di fabbriche, raffinerie e centrali termoelettriche. È il livello di inquinamento atmosferico di Pechino che ha spinto il campione etiope Haile Gebrselassie a rinunciare alla maratona, di cui è primatista mondiale: soffrendo d’asma, Gebrselassie non vuole mettere a rischio la sua stessa incolumità, ma si presenterà al via dei diecimila metri. E il presidente del CIO non esclude cambiamenti d’orario per le gare di atletica e ciclismo.
La propaganda cinese cerca di parare il colpo con la nascita di un nuovo ministero dedicato all’ambiente. Ancor più propagandistico l’annuncio sull’8 agosto: rifacendosi alle previsioni dei meteorologi, le autorità ci fanno sapere che, con assoluta certezza, l’8 agosto non pioverà. Mancherà la supervisione artistica di Steven Spielberg, per protesta contro la politica della Cina in Darfur, ma chi lavora alla fastosa cerimonia di inaugurazione può (provare a) tirare un sospiro di sollievo.
scritto alle 09:20
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giovedì, 20 marzo 2008
Trovo, copio e incollo.

scritto alle 11:43
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giovedì, 20 marzo 2008
Grazie Behrami, grazie Spalletti
Erano 6 punti con 30 a disposizione, ora sono 7 con una partita in meno: il gol di Behrami ha trasformato il senso di una serata, respingendo indietro la Roma e, forse, portandola a pensieri che privilegino la Champions. Ma l’Inter, a Genova, ha fatto una fatica terribile, giocando bene la prima metà del primo tempo, male la seconda e in modo orrendo l’intera ripresa. Non ricordo una sola parata di Scarpi… Sostenere che questo sia dipeso dall’espulsione di Pelè, mi sembra stupido: il Genoa aveva già cominciato a dominare con l’Inter in 11, e solo le prestazioni encomiabili di Chivu e Cambiasso, Rivas e Suazo hanno impedito ai rossoblù di conquistare i tre punti.
Solo Mancini sa perché Jimenez è rimasto in panchina; se a quella del cileno si aggiungono le assenza di Stankovic, Figo e Vieira, era chiaro che ci sarebbe stato da soffrire, ma quello che non mi lascia tranquillo è lo scarso “possesso palla” che la squadra riesce a esprimere, perché se la palla ce l’hanno sempre gli altri, il gol prima o poi arriva.
Perciò, incassato l’omaggio laziale, credo sia giusto dire che non mi sento più vicino di prima allo scudetto. Juve e Lazio saranno passaggi critici: sono squadre in grado di correre come il Genoa, ma con molta più qualità offensiva.
Un indiretto motivo di fiducia mi viene dall'allenatore della Roma, che ancora una volta ha scelto di tenere in campo Totti, inutile fino al novantesimo, sacrificandogli Vucinic (che la Lazio non riusciva a marcare). Lo ripeterò fino allo sfinimento: Totti è il limite di una squadra bellissima, che raccoglie molto meno di quanto seminato.
scritto alle 09:16
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lunedì, 17 marzo 2008
Sul labiale di Ibra
La mia insopportabilità verso i tifosi milanisti di sinistra esce rafforzata dal killeraggio sistematico delle reti Mediaset nei confronti dell'Inter. Ore e ore dedicate a decrittare il labiale di un croato-svedese, anziché chiedersi come farà il Milan a non fallire su tutta la linea.
A questo punto, oltre alla Fiorentina, tifo Juve per l'ingresso in Champions, per il solo gusto di vedere il Milan in Albania e Norvegia a giocarsi l'Uefa, con le reti Mediaset a strombazzare la Coppa Uefa come fosse l'equivalente della Coppa del Mondo. E l'anno prossimo non farò altro che ripetere: "Vi piace vincere facile?".
sabato, 15 marzo 2008

Con una meta di Canale, innescata da un intercetto di Parisse, e un drop di Marcato a un minuto dalla fine, l'Italia ha battuto la Scozia nell'ultima partita del 6 Nazioni, giocata a Roma nello stadio Flaminio.
Partita densa di emozioni, ribaltata nel finale, vinta dall'Italia nonostante l'evidente inferiorità nel gioco alla mano, e una meta regalata agli scozzesi sul finire del primo tempo.
Nessuna nazionale italiana mi emoziona quanto quella del rugby.
scritto alle 16:16
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lunedì, 10 marzo 2008

Una meta meravigliosa, di puro cuore. Quanto al talento, mi sa che bisogna aspettare un'altra generazione.
scritto alle 18:42
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mercoledì, 05 marzo 2008
Fine corsa
La lezione di calcio impartita dai ragazzini dell’Arsenal al Milan è stata doppiamente istruttiva: ha mostrato come la fine di un ciclo possa essere vissuta con grande dignità, e ha confermato quanto sia ancora lunga la strada che deve compiere l’Inter per raggiungere certi livelli.
Il Milan è stato dominato, ma sa stare in campo così bene che – con l’aiuto della buona sorte – è capitolato solo a cinque minuti dai tempi supplementari. L’Inter ne avrebbe presi due all’Emirates Stadium e altrettanti nel primo tempo di ieri. A fare la differenza è, innanzitutto, la qualità dei difensori, la loro tecnica individuale, la capacità di proporsi nella costruzione della manovra: Maldini e Oddo, Nesta e Kaladze hanno giocato benissimo, semmai sono stati al di sotto delle attese Pirlo e Kakà, peraltro asfissiati dai raddoppi di marcatura.
Palla a terra, l’Arsenal è un vertice estetico, con centrocampisti capaci di giocare con entrambi i piedi e in grado di ricamare geometrie deliziose. Fabregas è forse il numero uno al mondo, oggi, come organizzatore di gioco; Flamini (svincolato) andrebbe preso a qualsiasi prezzo, perché corre e resta lucido, lancia e marca, si fa trovare ovunque ci sia bisogno; Hleb, che pure ha sbagliato troppo, possiede una proprietà di corsa senza pari. All'Arsenal mancano laterali in grado di arrivare sul fondo e crossare, manca un attaccante rapido in area di rigore, e manca, ancora, il killer instinct. Ma già oggi è il mio favorito per la Champions.
L’ingresso di Walcott ha preparato il colpo del KO, ripetutamente sbagliato nel 175 minuti precedenti. Ma il Milan ha saputo mascherare la sua netta inferiorità, e merita l’onore delle armi. Se davvero verrà confermato Ancelotti, questa è una squadra che in un paio d’anni tornerà a giocarsi la Champions (naturalmente spero il contrario: che perdano la testa e prendano Lippi).
Stasera, la Roma può farcela: il Real gioca a folate, non possiede un'organizzazione di gioco superiore a quella dei giallorossi, e in difesa non è proprio irresistibile. Tuttavia, al Bernabeu puoi perdere la testa in un attimo e la Roma deve ancora dimostrare di aver superato il trauma dell'Old Trafford.
scritto alle 12:08
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in: sport, nerazzurri
martedì, 04 marzo 2008

Ieri sera Sophie Marceau ha rifiutato di partecipare, in diretta, al telegiornale delle 20 di Tf1, perché fra gli ospiti c' era anche il leader dell' estrema destra francese, il presidente del Fronte Nazionale Jean-Marie Le Pen; l'attrice ha lasciato i locali delle rete televisiva privata - la più vista in Francia - quando ha scoperto che l'altro invitato del telegiornale era Le Pen.
Fra le notizie del giorno, il prevedibile litigio sulle candidature fra Radicali e Pd (con la Bonino inviperita, che rifiuta di fare da "soprammobile") e all'interno del Pd dove, per fare posto alle novità volute da Veltroni, si sono prodotti molti mal di pancia. La Sinistra Arcobaleno non sta meglio: i parlamentari saranno meno che dimezzati, e di volti nuovi se ne prevedono pochissimi.
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-8/guerra-seggi/guerra-seggi.html
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-8/verso-elezioni-8/verso-elezioni-8.html
Non ha avuto lo spazio che merita l'interrogatorio di Nicola Amoruso, già centravanti della Juve, a proposito delle minacce ricevute per entrare nella scuderia Gea. Nessuno che gli abbia riconosciuto un po' di coraggio per aver rotto la cortina di omertà che continua a coprire le nefandezze dell'associzione a delinquere.
Poi c'è la squalifica di 5 giornate, più che annunciata, ad Antonio Cassano, ormai indifendibile (temo che la Sampdoria si sia giocata l'Uefa, senza Montella e Bellucci). E infine il deferimento di Totti per le sue dichiarazioni "ironiche" sugli aiutini e sul campionato che non è mai nemmeno cominciato. Deferimento "intempestivo", secondo Rossella Sensi, come se ci fosse un momento giusto per rinviare a giudizio qualcuno che esce dalle regole. Non vi viene in mente Mastella, o Berlusconi?
Pronostico per stasera: per passare, il Milan dovrà segnare almeno due gol.
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Sta in una tavola di Doonesbury e mi sembra un'ottima domanda: «Scrivere blog non è sostanzialmente una cosa da sfigati rosiconi semidisoccupati che non hanno abbastanza talento o sono troppo pigri per fare i giornalisti sul serio?»
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A questo punto, oltre alla Fiorentina, tifo Juve per l'ingresso in Champions, per il solo gusto di vedere il Milan in Albania e Norvegia a giocarsi l'Uefa, con le reti Mediaset a strombazzare la Coppa Uefa come fosse l'equivalente della Coppa del Mondo. E l'anno prossimo non farò altro che ripetere: "Vi piace vincere facile?".