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Rudi.
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Perché non sia un 5 maggio al rallentatore

 

io sono interistaQuesto scudetto si può ancora vincere e questa è l’unica cosa che conta. Oggi e per tutta la settimana. Poi ci sarà tempo – fin troppo – per rimuginare sulla quantità di errori accumulati da Natale in poi, una sequenza impressionante, che sta capovolgendo il senso di una stagione che poteva essere trionfale. Fino a domenica, mi sforzerò di pensare positivo, nonostante tutto e tutti.

 

Freddamente, il punto di partenza deve essere questo: siamo un punto avanti a 90 minuti dalla fine, non cambieremmo la nostra situazione con quella della Roma, la difficoltà delle due trasferte (Parma noi, Catania loro) è simile, ma solo l’Inter ha il proprio destino nelle mani, mentre la Roma è costretta ad affidarsi alla radiolina. Aggiungo che al Catania può bastare un pari, al Parma no, e col pari al Cibali riusciremmo a vincere lo scudetto persino perdendo… Un’altra certezza è che chiunque sta riuscendo a segnare un paio di gol a questo Parma. Terzo dato inoppugnabile: l’Inter ha tanti problemi – soprattutto “di testa” – ma non è vero che le gambe non girano più: la partita di ieri e anche la semifinale di Coppa Italia dimostrano che le energie non sono finite.

 

Certo, questo sforzo di ottimismo non può celare il fatto che la festa abortita ieri è destinata a entrare nella leggenda dei colori nerazzurri. Faccio ancora fatica a crederci, ero sicuro avremmo vinto con due gol di scarto, impossibile immaginare un contesto più favorevole (fra l’altro c’era una luce bellissima). E viene la tentazione di darci un taglio, di mandare affanculo questa banda di irrimediabili psicolabili, capaci di vincere solo per distacco, e travolti dalla tensione davanti a qualsiasi Ora X.

L’Inter pretende troppo dai propri tifosi, li espone a sofferenze e patimenti che quelli delle altre grandi squadre nemmeno si sognano. Che sia questo il nostro privilegio?

scritto alle 09:48 | link | commenti (8)
in: nerazzurri, errori

La nerissima domenica di Roberto Mancini

Anni fa, Hector Cuper fu il colpevole per la sconfitta in un derby (gol di Serginho), avendo scelto di marcare Rivaldo con Nelson Vivas (che non giocava mai). Oggi Mancini ha proposto un'identica follia - schierare Maniche su Pirlo - ed è l'allenatore il primo colpevole di questa sconfitta che va oltre il risultato. Di questa brutta figura.

Schierare una coppia d'attacco come Cruz e Crespo, senza nessuno in grado di innescarli, è un'altra "trovata" indifendibile. Tutto il mondo sa come gioca il Milan, l'albero di Natale garantisce superiorità a centrocampo, l'Inter aveva la fortuna di poter aspettare e ripartire in contropiede, poteva starci anche la soluzione con una sola punta, e invece cosa fa Mancini? Si inventa Maniche e le due punte...

La situazione del nostro allenatore è tutt'altro che serena. Ho sempre difeso Mancini perché fare l'allenatore dell'Inter è un mestiere usurante, uno dei più complicati e stressanti che ci siano, ma a questo punto devo rivalutare l'uscita (che giudicavo sbagliata) di Moratti, all'inizio della settimana, quando sopravvalutava il valore di questo derby. Aveva ragione Moratti, avevo torto io. Dalla parte del torto mi ci ha fatto finire Mancini, perché è inconcepibile che una squadra che sta a tre punti dallo scudetto entri in campo come ha fatto l'Inter, molle e inguardabile per 60 minuti. La reazione successiva - una specie di scomposto arrembaggio, nel quale i nerazzurri saltavano regolarmente il centrocampo, e si sono esposti a un paio di contropiede che potevano essere letali - non cambia il mio giudizio, semmai lo aggrava. Tanta animosità è il segno di una crisi di nervi, le forze sono ricomparse a partita ormai compromessa, anziché essere riversate sul campo fin dal primo minuto. Salvo Julio Cesar, Materazzi, Cruz, Maicon e Chivu. Insufficienti Cambiasso e Zanetti, Rivas e Vieira (responsabile del secondo gol). Molto negativi Maniche e Crespo, ingiudicabili Maxwell e Balotelli, confusionario Suazo.

Il Milan ha vinto meritatamente ed è rientrato in zona Champions. L'Inter non ne ha più, diciamocelo francamente, e bisogna solo sperare che la stagione finisca in gloria e Mancini si prenda una lunga vacanza disintossicante. Sulla partita secca, anche se aveva vinto gli ultimi tre derby, fra lui e Ancelotti rimane un abisso.

scritto alle 19:45 | link | commenti (5)
in: nerazzurri, errori

Pensierini di un sabato pomeriggio

Allegato a L'Espresso, ho preso In A Silent Way, il meraviglioso cd di Miles Davis, uscito nel 1969. Vi suonano Joe Zawinul, Wayne Shorter, John McLaughlin, Chick Corea, Tony Williams, Dave Holland e Herbie Hancock. 

Nemeno un comunicato stampa e una conferenza stampa sono serviti a far pubblicare tre righe su Repubblica e sull'Unità, ad annunciare l'iniziativa pubblica con Nichi Vendola a cui sto per andare. Sapevo che sarebbe stata una campagna elettorale feroce, ma le conseguenze della rottura dell'Unione saranno incalcolabili.

Devo fare ammenda e aggiungere un post alla categoria "errori": Casini ha annunciato che correrà solo. Se anche Mastella farà altrettanto dovrò cospargermi il capo di cenere.

L'Inter ospita il Livorno privo di Tavano. Una bella fortuna. Così si potrà far riposare Cordoba, che era l'unico in grado di contrastarne il passo. Attenzione a Bogdani (tipico sottovalutato) e soprattutto a Diego Tristan (non dimentico quella magca serata da La Coruna, quando Tristan contribuì al 4-0 ai danni del Milan). E' una di quelle partite che possono rivelarsi facilissime oppure inquietanti.

Stasera dovrei vedere Juve-Roma, e non so per chi fare il tifo. La mia simpatia per la Roma è messa a dura prova dalle ultime polemiche, e forse la squadra più favorita dagli arbitri - secondo Zeman, che preferisce tacerne il nome - è proprio quella giallorossa, che ha giocato 9 volte con l'uomo in più. Ma come si fa a tifare Juve?

Ieri sera ho visto Caos calmo, e mi ha lasciato freddo: ci penserò un po' su, prima di scriverne.

Scusami, Maria

Maria Sharapova's emotions overflow during her quarter final win

Smentendo il mio pronostico, Maria Sharapova ha battuto (6-4, 6-0) Justine Henin. Dalla cronaca della Gazzetta: "La belga, imbattuta dallo scorso Wimbledon (32 match), è franata di fronte alla disarmante potenza di Maria Sharapova che nell'occasione ha giocato uno dei migliori match della carriera. La siberiana ha trovato angoli impossibili conquistando campo ad ogni colpo. La Henin ha impiegato 14 minuti per vincere il primo game, ne ha dovuti attendere 44 per ottenere la prima balla break con la quale ha recuperato da 2-5 a 4-5. Justine ha servito per rientrare definitivamente in partita cedendo però il game e il set dopo aver salvato tre set point. Nel secondo non c'è stata storia, la Henin è ulteriormente calata mentre la russa ha mantenuto lo stesso ritmo senza la minima incertezza. Justine non subiva un punteggio così severo da oltre 5 anni".

scritto alle 14:29 | link | commenti (2)
in: sport, morettine, errori

Roberto Mancini 2007Un po’ mi duole ammetterlo, ma Roberto Mancini è diventato un grande allenatore. Temevo di no; lo vedevo eccessivamente legato alle proprie idee, poco duttile, condannato a ripetere gli stessi errori.

Il primo anno, con quell’assurdo record di pareggi, mi sono fissato su quell’idea.

Il secondo anno, con l’equivoco Veron-Pizarro e con Stankovic schierato anche zoppicante, mi sono detto che non riusciva a tagliare il cordone ombelicale con certi calciatori a cui è tanto affezionato.

Il terzo anno ha guidato un carrarmato da 97 punti, ma ha fallito l’esperimento Burdisso proprio nella partita più delicata, e ha sostituito Figo qualche volta di troppo.

Quest’anno le sta indovinando tutte. Posso perdonargli persino l’insistenza su Adriano (che avrei ceduto in estate), perché il brasiliano è pur sempre un patrimonio da non svendere, ma con lui in campo non si è mai vista l’Inter migliore, quella che sa gestire i ritmi della partita.

Con due mosse semplici e perfette, Mancini ha dato equilibrio alla squadra, spostando Zanetti a centrocampo e dando a Cambiasso le chiavi della manovra. Zanetti e Cambiasso non sono fuoriclasse, ma stanno al posto giusto e fanno migliorare tutti gli altri.

Per vincere competizioni come la Champions devi avere Ibra e Cruz al meglio, Figo e Stankovic, Maicon e Chivu in condizioni almeno decenti, e sperare che Samuel e Julio Cesar mantengano l’attuale stato di forma. Ma è grande merito di Mancini se in Italia gli avversari sono già costretti a giocarsi tutte le partite con l’assillo di vederci scattare in fuga.

scritto alle 12:44 | link | commenti (8)
in: nerazzurri, errori

"… Migliaia di italiani si sono organizzati per seguire la nazionale nel tormentato percorso in terra di Francia. Da uno di loro ho saputo che intorno agli stadi circola una maglietta semi-clandestina. Sopra c’è scritto “Vinca chiunque. Tranne gli inglesi”. Andrà a ruba, anche perché esprime un auspicio destinato ad avverarsi. I segnali che vengono dal campo sono inequivocabili: il titolo mondiale sarà conquistato da uno degli squadroni dell’emisfero sud, se non gli All Blacks (che in semifinale incroceranno l’Australia), quel Sudafrica che ha sconfitto i campioni del mondo in carica (l’Inghilterra, appunto) con un devastante 36-0. In quale altro sport può succedere?"

 

Coveretc08

Chi segue anche solo superficialmente questo blog, avrà imparato a riconoscere il narcisismo che si nasconde dietro la mania di fare pronostici. Ho aggiunto il tags "errori" proprio per evidenziare quanto mi piaccia scommettere su un esito, più o meno probabile.

Fin dal primo numero, mi è piaciuto scrivere su "Carta" - collaborazione gratuita, non ci sarebbe neanche il caso di dirlo - trovando uno spazio assolutamente libero in cui riversare un po' di opinioni (e un po' del narcisismo di cui sopra). Una volta li ho contati: avrò scritto ormai più di 130 articoli, in gran parte di sport, con varie incursioni politiche. Da quando esce "Carta Etc", cioè il mensile, ho spedito regolarmente il mio pezzo per la rubrica "Fuorigioco", senza fare i conti con i rischi dettati dai tempi tipografici: il numero che esce oggi, per esempio, contiene un mio articolo sui mondiali di rugby recapitato tre settimane fa.

 

La lunga premessa serve a spiegare le righe su in alto, scritte per l'articolo Rimbalzi di una palla ovale. Ho preso una cantonata pazzesca. Ho dato per certo che vincesse una squadra dell'emisfero sud, peggio, ho affermato che in semifinale si sarebbero incrociate l'Australia e la Nuova Zelanda. Che hanno perso entrambe, incuranti degli effetti sulla mia reputazione.
scritto alle 14:56 | link | commenti (4)
in: politica, sport, errori

Non ho visto le partite, ma la bellissima corsa vinta da Valentino Rossi davanti a Pedrosa e Stoner. Però, sento il bisogno di citarmi, riportando due mie luminose previsioni di inizio campionato.

La prima è che chi fa più punti della Roma, vince lo scudetto.

 La seconda è che l'Inter doveva sfoltire la rosa e cedere Cesar.

AGGIORNAMENTO SERALE

Nel volley, avevo previsto che in Russia vincesse la Russia, battendo la Spagna. Nel basket, avevo previsto che in Spagna vincesse la Spagna battendo la Russia. E' andata a finire esattamente al contrario.

scritto alle 17:22 | link | commenti (3)
in: nerazzurri, errori

Il basket non l’ho visto, un po’ per l’orario, un po’ perché non mi era mai piaciuta, questa squadra, persino quando aveva vinto. E se i vicecampioni olimpici, nonché la presunta "nazionale più forte di sempre" non riescono nemmeno ad entrare nelle prime 8 in Europa e vengono esclusi dai giochi di Pechino, qualcuno dovrà comincaire a chiedersi quale sia il vero livello della nostra pallacanestro, dove qualche “talento” sporadico rischia di nascondere un pauroso abbassamento del livello medio. Anche questi presunti talenti si sono rivelati inferiori alle attese, abbiamo pagato cara l’assenza di un grande play e di un grande pivot, tirato con percentuali allucinanti, e quanto a personalità, bé, lasciamo perdere.

La pallavolo l’ho vista dalla metà del secondo set, e quando i russi (fortissimi e fragilissimi) hanno stravinto quel parziale, ho pensato che sarebbe finita 3-0. Invece, la nazionale di Montali ha avuto una reazione magnifica, ha fatto perdere la testa ai russi, rimontando due set e portandosi sul 4-0 nel decisivo tie-break. Qui è mancato qualcosa. La potenza straripante della nazionale russa è tornata a imperversare, l’inesperienza di molti azzurri è ridiventata vistosa, e una sconfitta prevedibile si è trasformata nell’eliminazione (provocata non ieri, ma contro la Bulgaria). La "generazione dei fenomeni" ha lasciato un buco, ma sul nuovo gruppo si potrà ancora contare, anche se latitano quelli che ti fanno stare a galla mentre il resto della squadra va a fondo.

In serata ho visto un po’ di calcio e di rugby, saltando da un canale all’altro. A un certo punto, con l’Ucraina sul pari e la Romania in rimonta, ho pensato che sarebbe stato un mercoledì nerissimo, indimenticabile. Invece, l’Ucraina si è incredibilmente sbilanciata, subendo il bel contropiede di Di Natale (al suo posto, avrei fatto giocare Quagliarella: questo post fila direttamente nella categoria "errori"), mentre la mischia azzurra – passata la burrasca del primo quarto d’ora del secondo tempo - è tornata a dominare, costringendo i rumeni a un’infinità di scorrettezze, puntualmente punite da Ramiro Pez. Non sarei enfatico né per l’Italia del rugby né per quella del calcio: hanno sconfitto avversari nettamente inferiori e devono ancora conquistarsi la qualificazione. Certo, ho provato più soddisfazione per la faticosa vittoria nella palla ovale che per quella sgraffignata in quel di Kiev.

Ultimi punti decisivi, Pez non sbaglia e l'Italia vince. Ap

Leggo che anche il baseball, nonostante 15 oriundi su 24 convocati, ha rimediato una figuraccia agli Europei: la nazionale non è entrata fra le prime sei, e ha perso il treno per Pechino. Dove andrà, per il rotto della cuffia l'Italia del calcio (Under 21) e dove cercherà di conquistarsi un posticino quella del volley. Ma già oggi è chiaro che la spedizione cinese sarà molto meno numerosa del previsto, e il CONI risparmierà un sacco di soldi.

scritto alle 09:41 | link | commenti (1)
in: sport, errori

Deluso, anzi preoccupato

Clicca per ingrandire

L’Inter ha fatto una pessima figura, dominata dalla Roma sul piano del palleggio: il numero dei calci d’angolo (9 a 0) e dei calci di punizione dal limite (5 a 1) fa capire lo scarto di rendimento in fase offensiva. Certo, Suazo, Figo e Ibrahimovic hanno sprecato 4-5 palle-gol abbastanza facili, ma la Roma poteva passare in vantaggio ben prima del calcio di rigore, se Giuly non si fosse divorato alcune occasioni colossali, e a parte l'ultimo quarto d'ora del primo tempo, il "pallino" della partita è sempre stato nelle mani di Totti e C. 

L’impressione più negativa l’ho avuta dal centrocampo: Dacourt e Vieira, Zanetti e Figo, Cambiasso e Stankovic (il peggiore) sono stati sovrastati, ho contato almeno 6 lanci lunghi di Cordoba (sintomi di totale impotenza), e in definitiva il successo giallorosso è più che meritato, e poteva essere più netto. Dopo il rigore, l'Inter non è nemmeno riuscita a tirare in porta... Vedendo una squadra che camminava e non era in grado di produrre accelerazioni (Suazo fa storia a sé), mi sono chiesto che senso abbia avuto giocare certe amichevoli in giro per l’Europa. E siccome avverto uno sconsiderato ottimismo sulla "oggettiva" forza nerazzurra in campionato, mi permetto di avanzare due previsioni: giocando a questi ritmi, l’Inter può perdere in casa con l’Udinese; e da certe iniezioni di entusiasmo, una Roma priva di Juan, Pizarro, Mancini e Perrotta può ricavare la consapevolezza di non essere inferiore a nessuno.

 

PS – speravo Mancini scegliesse Burdisso per il ruolo di terzino destro: l’ha fatto, e purtroppo Burdisso è stato uno dei protagonisti negativi. Ma se schieri una difesa a 4 composta da 4 centrali, e un centrocampo a rombo in cui nessuno va sulle fasce, il problema va ben al di là della serata storta di Burdisso.

scritto alle 09:25 | link | commenti (6)
in: nerazzurri, errori

Fra le cose su cui ho cambiato idea, in questi anni, c’è la voce di cantanti come Roy Orbison, Sam Cooke, Aaron Neville. Una volta non le sopportavo, ora mi viene da definirle celestiali.

picture: http://www.72seconds.com/mt/archives/Busting%20into%20Heaven%20-%20(c)%20Rod%20Boothby%202005-thumb.jpg

 

scritto alle 15:39 | link | commenti
in: confessioni, errori

David Suazo

 

Dopo aver vacillato sulla sanità mentale dell'Inter e sul fatto che Moratti potesse farsi irridere così clamorosamente, facendosi scippare Suazo dopo avergli fatto fare e visite mediche, gli ultimi sviluppi mi obbligano a qualche parola di pentimento.

 

Sono fra quelli che compreranno la maglietta di David Suazo e immagino che al suo primo gol "verrà giù" San Siro.

 

L'esito della vicenda è confortante non solo per la correttezza dell'honduregno - che pure va rimarcata - quanto per il fatto che a questo punto anche ai più malitenzionati riuscirà difficile contrapporre Moratti a Mancini, facendoci venire la gastrite con l'ipotesi dell’indigeribile Capello.

 

Solo un appunto, infine, sulle parole morattiane a proposito dell’obiettivo Champions League: giusto dichiarare l’ambizione, ma come si fa a non capire che il punto debole di questa squadra è la difesa, e che uno come Christian Chivu va assolutamente preso? L'Inter con Suazo può rivincere lo scudetto, senza un grande difensore non può sperare di alzare la Coppa.

scritto alle 11:26 | link | commenti (9)
in: nerazzurri, errori

You'll Never Walk Alone (epitaffio)

Il training pro-Liverpool è fallito miseramente, ne sono molto dispiaciuto. Soprattutto, mi dispiace aver cullato un'illusione, quella che a Istanbul fosse finita una lunga fase storica caratterizzata dall'incredibile, impareggiabile, mitologica, sconfinata fortuna rossonera. Purtroppo non è così. Purtroppo il vecchio Milan è tornato.

Non quello di Sacchi che stravinceva e spingeva all'ammirazione. No, è riapparso quel Milan che azzanna le partite decisive senza fare nulla per vincerle. Che vince una Champions sbagliando un tiro in porta, anzi il primo tiro in porta (effettuato all'ultimo minuto del primo tempo).

Oltre che fortunoso, il gol di Inzaghi era irregolare: ha vistosamente allargato il gomito per deviare il pallone. Ma non mi aspetto di trovare questo fatto in molte cronache sportive, e nei rari casi in cui se ne farà cenno, lo troveremo accompagnato da aggettivi come "cinico", "furbo", "rapace", "micidiale", "spietato"... Inzaghi è il simbolo di questo Milan. L'imperdonabile colpa di questo Milan è volerci convincere che chi vince ha sempre ragione.

Il momento che cambia la partita. Empics

scritto alle 09:04 | link | commenti (11)
in: politica, sport, confessioni, errori

Sette partite alla fine di questa indimenticabile stagione nerazzurra. E anche se la Coppa Italia ci sta simpatica, temo non rivedremo più l'Inter prepotente che travolgeva ogni ostacolo, fra novembre e marzo. Cosa resta da chiedere, dunque?

Primo: che le scelte sul futuro non siano influenzate da queste ultime sette partite. Decidere di tenere Adriano, per esempio, è una scelta che va fatta oggi, senza aspettare fine maggio. La mia opinione è nota: va ceduto. Serve un centravanti meno rozzo, capace di giocare per la squadra e dotato di piedi migliori. Se davvero Toni andrà in Germania, una scelta sicura sarebbe Lucarelli, ma anche Rocchi e Bianchi possono valere la scommessa. E poi c'è Suazo, la cui affidabilità è notevolissima.

Secondo: non saranno queste partite a farci cambiare idea su Gonzalez e Solari. Meno che mai su Recoba. Piuttosto, già con l'Empoli comincerei ad allargare lo sguardo sulle rivelazioni di questo campionato. Uno come Andrea Raggi, per esempio, sarebbe da prendere al volo: non ha ancora 23 anni, toscano di Carrara, sa difendere, buon colpitore di testa, ha dimostrato di saper presidiare la fascia destra. Non lo vedo inferiore a Mesto.

Inter 3 - Empoli 1. Non gli ho portato fortuna, a Raggi, ma resto convinto che sia da grande squadra.

scritto alle 13:35 | link | commenti (2)
in: nerazzurri, errori
Non ho cambiato idea su nessuno degli argomenti esposti nel post precedente, ma adesso Inter-Empoli potrebbero giocarla anche a mezzanotte.
scritto alle 17:50 | link | commenti (2)
in: errori

Pare che il falco di palude sia questo

http://rudi.splinder.com/post/11754633

Ma che colpa ne ho se non l'ho mai visto e Google mette fuori strada?

scritto alle 16:55 | link | commenti (4)
in: confessioni, errori

Solo in tarda età, dunque con colpevole ritardo, devo dare ragione ai miei amici Milco e Massimo, incrollabilmente contrari all'ora legale, al punto che i loro orologi rimangono sempre settati sull'ora solare (con gli effetti, sugli altri, che potete immaginare).

Hanno ragione loro. L'introduzione dell'ora legale provoca uno sconvolgimento biochimico dal quale, ogni anno che passa, faccio sempre più fatica a difendermi. E siccome questa scelta viene giustificata con ragioni economiche (peggio, economiciste), mi sento di avanzare una proposta rivoluzionaria, che farà parte del mio programma di governo, appena verrò eletto "capo del mondo": no all'ora legale e abolizione dei fusi orari.

Nemici dell'orologio di tutto il mondo, unitevi!

 (Salvador Dalì)

scritto alle 09:22 | link | commenti (3)
in: confessioni, errori

copertinaPiove sul bagnato

Lo stampatore ha sbagliato a stampare e la fretta ha impedito di verificare: il risultato è che una buona parte delle copie del libro risultano difettose.

Il testo c'è tutto, ma dopo pagina 66 ci sono 4 pagine di troppo, e dopo pagina 70, di nuovo altre 4 facciate ripetute. E' già in corso la ristampa.

Di solito non uso la categoria della sfortuna, ma di solito non sono così demoralizzato.

Scusami Santiago, non avevo ancora speso una parola buona su di te

Ora che è andato in gol anche Solari, sono 18 i calciatori dell'Inter che hanno segnato nel corso di questa stagione: Adriano (5), Andreolli (1), Burdisso (6), Cambiasso (5), Cordoba (1), Crespo (11), Cruz (7), Figo (1), Gonzalez (1), Grosso (3), Ibrahimovic (11), Maicon (2), Materazzi (5), Samuel (3), Solari (1), Stankovic (5), Vieira (4), Zanetti (1).

Se fa gol persino Solari, è lecito aspettare anche questi: Dacourt, Maaroufi, Maxwell, Recoba.

scritto alle 08:36 | link | commenti
in: nerazzurri, errori

Cominciamo a prendere le misure

Poco importa se la doppietta di Ronaldo ruberà spazio alla celebrazione di un record storico - 16 vittorie consecutive in campionato - il cui effettivo valore si potrà misurare fra vent'anni e più.

Come i 2 metri della Simeoni. Come i 19"72 di Mennea sui 200 metri. Come l'oro mondiale di Magnini nei 100 stile libero. Come l'oro olimpico di Juri Chechi agli anelli. Come il Roland Garros 1976 di Panatta. Come certi filotti vincenti di Tomba in slalom e Valentino Rossi sulla motogp. Non so quanti vivranno abbastanza per veder superato questo record dell'Inter. Lasciamo che parlino della doppietta di Ronaldo e della tripletta di Del Piero, e rimandiamo i discorsi sullo scudetto almeno fino alla notte del derby.

Contro il Cagliari, la squadra non ha fatto niente di speciale: ha semplicemente confermato la propria forza, è passata in vantaggio e gestito il risultato con un centrocampo semplicemente fantastico. Dacourt e Zanetti hanno recuperato decine di palloni, Figo è stato quasi perfetto, Stankovic sembrava dormire finché si è prodotto in una prodigiosa accelerazione, finita sul palo. E quel cross di Ibrahimovic è un gioiello abbagliante.

Sono contento che Mancini mi abbia smentito, limitando il turn-over; forse è Spalletti che dovrebbe spiegare la contemporanea rinuncia a Taddei e Mancini. Un solo appunto critico: è in partite "facili" come questa che trovo indifendibili certi limiti tecnici e tattici di Cordoba e Adriano, due a cui una grande squadra può rinunciare senza timore. Intanto, un altro difensore di valore mondiale fa già parte della rosa nerazzurra.

scritto alle 20:34 | link | commenti (15)
in: nerazzurri, errori

Bologna, Italia (forse)

Due anni fa di questi giorni, si discuteva della possibile candidatura di Sergio Cofferati a sindaco di Bologna. Ne ho scritto, ho perso quasi tutti gli ultimi amici (sia dentro Rifondazione che fra i DS) e Cofferati è puntualmente stato paracadutato a "riconquistare" la storica città rossa.

Lascio da parte, per carità di patria, il bilancio amministrativo del sindaco e della sua giunta. Mi limito alle conseguenze che l'elezione di Cofferati ha avuto e sta avendo dentro il partito della rifondazione comunista.

Alle elezioni comunali, il voto alla lista è stato negativo. In seguito, con grandi difficoltà, il partito ha cambiato segretario e segreteria. Ha perso molti iscritti. Ha perso l'unico assessore comunale (rimasto in giunta, sulla base di un rapporto fiduciario con il sindaco). Ha atteso più di un anno in anticamera, per ottenere un nuovo assessorato. Ha perso la pazienza (pochi giorni fa), dichiarandosi indisponibile a entrare nella nuova giunta allargata. E ieri ha perso anche l'unico presidente di Quartiere (che rimarrà al suo posto, immagino, per le stesse motivazioni dell'assessore).

Quest'ultima uscita dal partito è, se possibile, ancor più traumatica di quella che coinvolse l'assessore. Per motivi biografici e di esperienza politica. Non mi dilungo sulle ragioni, serissime, che hanno portato il presidente del Quartiere San Donato alla sua decisione. Sto al fatto: a Bologna, Rifondazione dimostra continuamente, ripetutamente di non saper stare al governo e di non saper fare l'opposizione, perde forze, accumula figuracce e lacerazioni personali.

Tralascio tutto il resto: le contraddizioni sul piano nazionale, una certa dose di improvvisazione tattica, la lentezza esasperante del percorso verso la Sinistra Europea. Ma il peccato originale - ciò che distingue Bologna da tante altre realtà - risale a due anni fa: troppi non hanno capito cosa avrebbe prodotto l'arrivo di quel sindaco. Certe disgrazie, in politica, colpiscono chi se le va a cercare.

scritto alle 15:53 | link | commenti (2)
in: politica, errori

Viva l'America!

After throwing for 247 yards and a touchdown, the Colts' Peyton Manning was named MVP of Super Bowl XLI.

Da questo blog pieno di riguirgiti marxisti-leninisti parte una sofferta, necessaria autocritica. Aveva ragione Bush e torto Togliatti, meglio Eisenhower di Veltroni, meglio Edgar Hoover di Giuseppe Di Vittorio...

 

In America sì che c'è democrazia. Opportunità per tutti. Meritocrazia allo stato puro. Non il feudalesimo camuffato che si respira dalle nostre parti, dove le gerarchie sono sempre le stesse, ossificate, nei secoli dei secoli.

 

Esempio supremo del Sogno Americano, ecco il Superbowl. L'ha vinto Indianapolis, che sarà la ventesima città per numero di abitanti, come se lo scudetto del calcio lo vincessero Padova o Foggia.

 

Era il XXXXI° Superbowl. Il campionato di football americano lo giocano 32 squadre. In 41 edizioni ci sono stati 17 vincitori diversi. Nessuno ha vinto più di 5 volte (Dallas, Pittsburgh, San Francisco). Considerando le finaliste sconfitte, 26 franchigie su 32 sono arrivate a disputare l’ultimo atto. Solo 6 sono finora rimaste a guardare.

 

Ora andate a rileggere l’Albo d’Oro del campionato di calcio, e poi ditemi dove vorreste vivere.

scritto alle 09:58 | link | commenti (7)
in: politica, sport, errori

Senza parole, senza scuse

http://arancioeblu.splinder.com/post/10771933

scritto alle 13:30 | link | commenti (3)
in: confessioni, errori

Mercato di riparazione (3)

   

   

L'Inter sta ferma, e in effetti sembra difficile migliorare una formazione che vince dodici partite di fila e sta per recuperare un po' di infortunati; spero si stiano studiando le mosse per un'intelligente politica delle alleanze, e per un progressivo ringiovanimento della rosa, in vista del prossimo campionato.

Storari, portiere titolare del Messina, dove è spesso capitano, è stato acquistato dal Milan, dove farà la riserva: il che vuol dire che il Messina è certo di retrocedere, e monetizzerà con altre cessioni; per esempio Arturo Di Napoli, il Re Artù di scuola nerazzurra, che dobbiamo ringraziare per il rigore che ha allontanato la Roma due punti di più. 

Quel rigore l'ha provocato, anzi regalato, Christian Chivu, difensore rumeno verso il quale devo confessare una mia debolezza; palla al piede, considero Chivu il più forte difensore del mondo, ha la visione di gioco di una mezzala, batte le punizioni benissimo (e credo si sia un po' stancato di vederle battere tutte da Totti), e anche di testa ha mostrato ottime qualità (ricordo un paio di gol sul primo palo). Insomma, vorrei tanto vedere Chivu all'Inter. Però, ogni tanto il rumeno commette errori da principiante (o da Cordoba), come quello di Messina, e allora il rimpianto si spegne.

Ripensandoci, anche il prestito di Pizarro si sta rivelando una mossa azzeccata: mi era sembrato un errore, che andava a rafforzare l'unica vera avversaria in questo campionato, invece non mi pare che il cileno stia facendo un salto di qualità, segna poco, filtra poco a centrocampo, e ogni tanto perde palloni banali, come quello che ha innescato il contropiede su cui Di Napoli ha costruito il suo capolavoro. Palloni così, a Patrick Vieira nessuno riesce a sradicarli.

La Juve - giustamente - cerca di rafforzarsi con gli svincolati (Grygera e Salihamizic), e sono sicuro che a giugno cederà sia Buffon che Trezeguet. Intanto, Lotito tiene sulla corda Oddo e il Milan, ma lunedì prossimo incasserà i suoi soldini e lascerà partire il capitano della Lazio. Quanto sia stata fallimentare la campagna acquisti rossonera lo dimostra il rinnovato interesse per Ronaldo. Tatticamente, mi sembra una pura idiozia, già Ancelotti fa fatica far giocare due punte alla volta, e il valore di R punto Oliveira cadrà a zero, ma dal punto di vista dell'immagine, Ronaldo è sempre il Numero 1.

Il Corriere dà l'affare quasi per fatto. Ne sarei dispiaciuto, intristito, direi quasi offeso... Umanamente parlando, il giudizio su Ronaldo è pessimo, comunque vada a finire, ma voglio continuare a sperare che alla fine non se ne faccia niente, e a puro scopo scaramantico scrivo subito un altro post.

scritto alle 09:17 | link | commenti (2)
in: sport, nerazzurri, errori

Nella leggenda

Ai primi di settembre ho previsto e scritto che avremmo girato a 41-42 punti alla fine del girone d'andata.

Tre ore fa ho previsto e scritto che avremmo pareggiato a Torino (e che non mi convince la coppia Adriano-Ibrahimovic).

Chiedo scusa ai lettori, a Mancini, a Adriano e Ibrahimovic... E pacatamente, mi permetto di far notare che, comunque vada, siamo nella leggenda, nessuno era mai riuscito a vincere 12 partite consecutive nel campionato di Serie A.

Dopo un gol come quello di Ibra, quali fantasie ci restano da soddisfare?

Quasi quasi, domattina faccio una pazzia: compro Tuttosport.

scritto alle 23:08 | link | commenti (7)
in: nerazzurri, confessioni, errori

Ecco dove l'ho già visto...

Nell'ultimo film di Loach, Cillian Murphy interpreta la parte principale, quella del medico idealista che arriva a sacrificare la sua stessa vita per la causa dell'indipendenza irlandese. Più volte ho avuto la netta sensazione di averlo già visto in qualche altro film, e siccome i miei neuroni sono usciti affaticati dalle feste, mi sono deciso a chiederlo a Google.

Ho così scoperto di averlo già visto in 2 (due) film: Batman Begins (dove interpreta il perfido dr. Crane), e La ragazza con l'orecchino di perla (era il ragazzo del macellaio di cui si innamora Scarlett Johansson).

Decisamente, una volta ero più fisionomista.

scritto alle 19:34 | link | commenti (2)
in: confessioni, errori

Chiedo scusa, anzi scusissima, per tutte le volte che li ho criticati...

... resta il fatto che nella mia squadra non giocherebbero mai.

scritto alle 19:58 | link | commenti (6)
in: nerazzurri, errori

Autoferrotranvieri (2)

Il post precedente ha suscitato un dibattito che un po' mi imbarazza. Sento il bisogno di aggiungere un pensierino e di ammettere un paio di errori.

La storia delle tute blu sarà anche ottocentesca, ma temo sia troppo tardi per abbandonarla; ho una certa età, le ho viste, quelle tute, da quando avevo 14 anni alla fuga lacrimogena lungo Corso Italia, a Genova, dunque simpatizzerò per i metalmeccanici almeno fino a quando non voteranno Berlusconi al 90%.

Invece, temo di essere stato troppo accondiscendente con gli autoferrotranvieri. In effetti, non espongono più "l'Unità" sul cruscotto (nemmeno io la compro più), e non sempre sono un esempio di buona educazione; e poi, perché se è vero che conducono una vita d'inferno - in mezzo ad automobilisti stronzi e arroganti (mi cito) - è altrettanto vero che li vorrei vedere più interessati ai folli "piani del traffico" delle città, piuttosto che all'aumento di stipendio.

L'altro errore è più grave. Ho dato degli stronzi e arroganti agli automobilisti, dimenticando che sono altrettanto beceri i comportamenti dei camionisti e dei motociclisti. Pure molti pedoni sembrano convinti di poter attraversare ovunque, fregandosene allegramente di altra convenzione ottocentesca: quella delle strisce pedonali. Salvo i ciclisti, per la compassione che mi fanno, a respirare l'aria cittadina (non certo per come si comportano sulla strada).

La foto qui sopra serve a confessare che alla fine l'ho comprato, il Calendario Pirelli...

scritto alle 13:01 | link | commenti (1)
in: politica, morettine, confessioni, errori
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Sta in una tavola di Doonesbury e mi sembra un'ottima domanda: «Scrivere blog non è sostanzialmente una cosa da sfigati rosiconi semidisoccupati che non hanno abbastanza talento o sono troppo pigri per fare i giornalisti sul serio?»
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