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sabato, 17 maggio 2008
La paura di vincere (un’autobiografia)
Prima o poi un editore mi farà pubblicare un vecchio racconto sul biliardo, scritto, corretto e riscritto, allontanandomi progressivamente dall’autobiografia dei fatti. Però si tratta di fatti vissuti, intorno ai diciott’anni, una delle scoperte fondamentali della mia vita.
Quella volta ho perso una partita a biliardo contro un avversario molto più forte ed esperto, l’ho persa perché ho avuto paura di vincere. Non conoscevo quel sentimento. L’ho conosciuto quella sera e so quanto sia difficile contrastarlo, o addirittura rovesciarlo.
Quando succede, è una meraviglia. Per questo, in vista dell'ultima di campionato, ripenso alla galoppata di Nicolino Berti e riprendo un paio di passaggi da quel racconto.
“Meglio che lo dica subito, a costo di apparire sbruffone: ero davvero bravo. Poche cose ho saputo farle bene, come giocare al biliardo. Più che sul talento, minore di tanti altri coetanei, avevo costruito il mio gioco sullo spirito di osservazione e su tanto, tanto allenamento. Soprattutto, sapevo raggiungere una concentrazione feroce, spasmodica, rivissuta solo davanti a pochi esami universitari.
Avevo imparato tre cose: primo, evitare lo sguardo dell’avversario (oppure incrociarlo con intenzione, per aggredire i suoi nervi); secondo, estraniarsi dal contesto (borbottavo fra me e me, l’avevo visto fare dai miei tennisti preferiti, Borg e Barazzutti); terzo, non ascoltare i commenti del pubblico, meno che mai i suggerimenti (con i ragazzi, c’è sempre qualcuno che si sente in diritto di spiegare cosa andrebbe fatto, quale percorso e quanta forza dovrebbe avere la prossima boccetta).
Insomma, non ero un fenomeno, ma vincevo spesso. Vincevo soprattutto quando non c’era niente in palio…
Lo sai sempre, appena l’hai lasciata andare, dove finirà la tua boccetta: il punto esatto, con lo scarto di un millimetro. Lo sai sempre, ma devi aspettare, inspirando per quei tre o quattro secondi di tragitto sul panno verde.
C’è qualcosa di sensuale nel ruotare le boccette, due alla volta, sentirne il peso, direi quasi il calore. Soppesarle. Subito prima di tirare, ne appoggiavo una sulla scanalatura della sponda laterale e impugnavo l’altra fra tre dita - pollice indice e medio - prima di scagliarla con un breve movimento del polso. Delle mille variabili contenute in una singola partita, quando si arriva al dunque, novecentonovantanove hanno scarsa importanza: decide il peso della boccetta, la capacità di trasformare la propria mano in una bilancia di precisione. Che poi vuol dire: sapere quando è il momento di rischiare tiri difficili, e quando è meglio limitarsi a giocate elementari. Saper aspettare, non avere fretta, è già una mezza vittoria…”.
martedì, 06 maggio 2008
Aggiornamento al programma di domenica 11 maggio
Visti gli orari dei treni e verificata l'impossibilità di arrivare a Milano (da Torino) entro la fine delle partite, abbiamo valutato questa nuova organizzazione:
- partenza da Torino Porta Nuova alle 14.50, arrivo a Milano Centrale alle 16.45;
- se è andata bene, di corsa in piazza Duomo;
- se è finita in disastro, di corsa sul primo treno per Bologna.
lunedì, 05 maggio 2008
Ecco il mio programma per domenica 11 maggio
Colazione a casa di amici torinesi (e torinisti)... alle 11.15 presento il libro sulla Mecnavi all'interno del programma della Fiera del Libro... alle 13-13.30 succo di frutta o gelato... alle 13.50 o alle 14.05 partenza del treno per Milano... Distratta lettura dei giornali fino alle 14.59... Accensione della radiolina... Arrivo previsto pochi minuti prima delle 16.00... Lasceremo il bagaglio in stazione e - sempre con la radiolina piantata nel padiglione auricolare - cercheremo un autobus con cui andare in Piazza Duomo... Arriveremo mentre finisce Inter-Siena, e in piazza incontreremo altri amici, provenienti dallo stadio.
Lo scrivo oggi perché non ho ancora sbollito la rabbia verso Mancini e la mollissima squadra vista ieri, ma non ho la minima voglia di cedere alla superstizione.

mercoledì, 30 aprile 2008
Mia moglie ragiona di politica in modo molto diverso dal mio. Più concreto e immediato, oserei dire. Certo, non ha studiato Scienze politiche, non ha lavorato in giornali politici, non ha fatto il funzionario di partito, né frequentato sezioni e riunioni, e a volte ho la sensazione che non possa capirmi, quando comincio qualche soliloquio di "alta politica".
Vedendo i servizi sulla nuova legislatura, sui neo-parlamentari che entrano a Montecitorio e Palazzo Madama, è lei ad avermi dato una nuova speranza. Ora che siamo fuori dal Parlamento - ha detto - quando sentiamo un onorevole che fa una dichiarazione allucinante, almeno sappiamo che non è uno dei nostri.
In effetti, è un buon punto di partenza.
mercoledì, 16 aprile 2008
In giorni per me già abbastanza luttuosi, ho appena letto della morte di Marisa Sannia, indimenticata interprete di Casa bianca, a Sanremo 1968.
http://www.sannia.it/
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/marisa-sannia/marisa-sannia/marisa-sannia.html
martedì, 15 aprile 2008
Pensierino della sera
La campagna elettorale è finita, fare propaganda fra di noi mi sembra inutile, anzi stupido.
A sinistra c'è un tappeto di macerie su cui camminano i disperati (io e pochi altri), i tristi (molti), e non mancano nemmeno gli euforici (nel Pd). Quello che mi preme far sapere è che considero il disastro della Sinistra Arcobaleno frutto al 90% di errori della Sinistra Arcobaleno. Ma vorrei anche far notare che il Pd ha ridotto a zero i propri alleati e dovrà vedersela con una maggioranza di destra mai così schiacciante.
martedì, 15 aprile 2008
Dopo la disfatta
Ho votato per la prima volta 29 anni anni fa, da allora almeno una ventina di volte, perdendo quasi sempre. Ma sento questa sconfitta come la peggiore di tutte, e credo abbia ragione chi sostiene che solo fra qualche tempo ci renderemo conto delle effettive dimensioni del disastro.
Non il comunismo, come diceva Bertinotti, ma la sinistra è ridotta a "tendenza culturale". E' avvenuto quasi senza che ce ne accorgessimo, anche questo deve far riflettere. Chi ha avuto voglia di leggere le cose che ho scritto in questi 4 anni sa che non mi nasconderò dietro un dito: se Sinistra Arcobaleno avesse raccolto il doppio dei voti, avrei parlato di sconfitta. Invece, siamo di fronte a un cedimento strutturale, alla scomparsa di una rappresentanza parlamentare, alla fine di una storia.
Elencarne le cause è penoso quanto necessario. Avremo tempo - una decina d'anni, perlomeno - per un'analisi approfondita, quello che mi sento di dire subito è che il progetto della Sinistra Arcobaleno è stato partorito e comunicato nel modo peggiore, nei tempi e nelle forme. Sbagliata la leadership. Sbagliate le liste. Sbagliato il nome e il simbolo. Sbagliati i toni della campagna elettorale. E in questi mesi ho verificato come il nostro livello organizzativo fosse disperante. Ma questo spiega solo in parte un esito tanto disastroso. Il voto certifica che la sinistra ha perso presa nella società e appare semplicemente inutile. Non viene ritenuta utile né al governo né all'opposizione. Risalire la china sarà un compito improbo.
Poi, certo, il nostro tracollo si inserisce in una sconfitta complessiva di quella che fino a due mesi fa chiamavamo Unione. Qualcuno, nel Pd, proverà a convincerci del contrario, ma la sconfitta è bruciante anche per quel partito, che pure ha cinicamente approfittato del "voto utile". Nelle ultime due settimane Veltroni è riuscito a convincere almeno un milione di elettori che votando Pd anziché Sinistra Arcobaleno si poteva battere Berlusconi, invece, per la terza volta, Berlusconi ha vinto le elezioni, e stavolta lo ha fatto con un margine che non aveva mai avuto, con una nettezza che non ammette repliche.
Ripeto, ci sarà tempo e modo di affinare l'analisi e tentare di individuare qualche via d'uscita. Io sono fra quelli che continueranno a cercare (come diceva Claudio Napoleoni), perché trovo insopportabili le logiche dominanti in questa società. Non ho perso la speranza: la realtà è dura da scalfire, ci sono contraddizioni destinate a riemergere, sulle quali un punto di vista di sinistra può tornare convincente e, soprattutto, efficace.
ore 14.54: copincollo questo sfogo viscerale:

http://ghostwritersondemand.splinder.com/post/16741460/Poteva+andar+peggio...+chess%C3%B2
lunedì, 14 aprile 2008
ore 15.27 - Pacatamente, serenamente, dopo aver fatto un lungo respiro, dai primi exit poll devo concludere che la politica è una dimensione (per me) ormai compromessa.
Non mi sono mai sentito così poco in sintonia con l'Italia. Dovrò farmene una ragione. Ma ho l'impressione che ci sia qualcuno (io e quelli come me) che devono disperarsi già il lunedì pomeriggio e altri (quelli del "voto utile" al Pd) che cominceranno a farlo domani.
ore 18.20 - Tre ore dopo, la situazione è persino peggiorata. Sinistra Arcobaleno non entra in Senato, rischia persino di non entrare alla Camera, mentre lo scarto fra i due partiti-coalizione si è notevolmente allargato, e Berlusconi può disporre di ampie maggioranze in entrambi i rami del Parlamento.
Il capolavoro di Veltroni è stato quello di svuotare la sinistra, senza conquistare un voto al centro. Questa Grande Rimonta ce la ricorderemo a lungo: il 13 aprile 2008 entrerà sui libri di storia accanto al 18 aprile 1948.
lunedì, 14 aprile 2008
Tre avvisi ai naviganti
In edicola, stamattina, esce il manifesto con Le Monde Diplomatique. Su questo celeberrimo mensile di politica, dovevano esserci due miei articoli sulle elezioni italiane (consegnati il 3 marzo). Invece non ci sono: i responsabili dell'edizione italiana hanno deciso altrimenti. Perciò, chi volesse leggere le mie analisi profetiche, dovrete leggerle sul web in lingua straniera.
La partecipazione al voto sta franando: 4 punti percentuali in meno significano oltre un milione e mezzo di persone in meno, a distanza di due anni. Diventeranno più di due milioni, alla chiusura dei seggi. Vuol dire che né Berlusconi né Veltroni sono stati davvero convincenti.
L'Inter ha giocato una bella partita, l'ultimo quarto d'ora del primo tempo e il primo quarto d'ora del secondo sono stati strepitosi. Nessun dubbio, se l'Inter gioca così, festeggiamo lo scudetto alla penultima. Intanto, abbiamo raggiunto un primo obiettivo di valore inestimabile: vista l'isteria impunita di Totti, possiamo ridere in faccia alla Roma che sparlava di aiutini.
venerdì, 11 aprile 2008
Il 90% dei miei amici voterà per la coalizione che si fa chiamare Partito Democratico. Lo faranno anche i miei genitori e molte persone che rispetto e che non mi sognerei mai di definire traditori (spero di potermi aspettare altrettanto).
Fra quel 90% di parenti e amici, una parte voterà Pd perché davvero convinta di quanto sostiene Veltroni, un’altra perché suggestionata dal “voto utile” - ennesima variante della paura di Berlusconi -, un’altra ancora perché non sopporta Bertinotti, o Pecoraro Scanio, o qualche altro candidato della Sinistra Arcobaleno, e non mancherà chi lascerà il segno sul simbolo del Pd per pigrizia e opportunismo (è consolante trovare rifugio in un grande contenitore).
Ai miei occhi, Veltroni offre una risposta nuova - diversa e più nitida rispetto a quelle di D’Alema e di Prodi - a una diffusa domanda sociale. Taglia i ponti con le categorie interpretative e le idee fondamentali della sinistra europea. Sì, europea: perché l’analisi della società italiana e le soluzioni individuate dal Pd puntano dritto verso l’America. Verso un altro modello sociale.
Fine del conflitto di classe. Fine del contratto nazionale di lavoro. Fine del welfare universalistico. Delega al mercato di una serie di funzioni finora pubbliche…
mercoledì, 09 aprile 2008
Trecentomila volte
Nonostante la pesantezza dei miei discorsi politici e la drastica riduzione dei post su Inter e morettine, hitstats mi ha appena attribuito il contatto numero 300.000: la mia vanità è notevolmente lusingata.
Vedo che oltre 82.500 visitatori sono passati di qui, con una sosta media di poco più di 3 minuti. Immagino che 80.000 abbiano fatto una toccata e fuga e gli altri 2.500 siano frequentatori abituali, ed è a questi che rivolgo un accorato appello: registratevi su splinder, ci vogliono pochi secondi, e dopo potete scrivermi i commenti e alleviare la mia solitudine…
La geolocation indica che l’83,3% arriva dall’Italia, seguono Francia (3.087 visitatori, 3,8%), GB (2.108, 2,6%), USA (2,4%), Germania (1,7%) e Spagna (0,95%); negli ultimi due mesi si è verificato un inspiegabile sorpasso fra i visitatori inglesi e quelli americani.
Fra le città, prima è Roma (12.063), poi vengono Milano (8.516), Bologna (4.724), Parigi (1.158) e Napoli (1.038); a seguire, Verona, Torino, Bergamo, Rimini, Parma, Firenze, Cagliari, ed ecco la sorpresa: da Cluj-Napoca, in Romania, si sono finora collegati 384 utenti diversi, più che da Berlino, Barcellona, Washington, Aberdeen e Portsmouth. Rivolgo un affettuoso saluto ai 18 di Santiago del Cile, agli 11 di Ankara e ai 32 che si collegano dalla Macedonia, e continuo a chiedermi quante foto della Sharapova dovrò pubblicare per accrescere la mia quota di mercato nell’ex Unione Sovietica.
Cluj-Napoca – lo ricavo da wikipedia - è una città della Romania paragonabile a Bologna (342.112 abitanti), capoluogo del distretto di Cluj e uno dei centri accademici, culturali e industriali più importanti del paese. Di origine medievale, Cluj-Napoca si trova nel nord-ovest della Romania, a circa 480 km a nord-ovest di Bucarest. Da sempre svolge la funzione di capitale politica ed economica della Transilvania.
scritto alle 12:31
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mercoledì, 09 aprile 2008
Vado in edicola, chiedo il manifesto e aggiungo il dvd Una vita difficile (collana Alberto Sordi del Corriere) e mi sento toccare sulla spalla da un ex compagno di studi dei tempi dell’università. Parliamo un po’ del libro che ha in mano: si occupa di alimentazione e genetica, di filiere alimentari e filiere commerciali, ce l’ha un po’ con Slow Food, dice che il problema è un altro, si è laureato in Giurisprudenza, mi pare abbia un anno in più e lo conoscevo bene all’epoca della sezione universitaria del Pci.
Ci eravamo incrociati qualche volta, ma credo sia appropriata l’espressione “perdersi di vista”. Le chiacchiere hanno piegato inevitabilmente sulle elezioni, e lui mi ha chiesto se stasera vado a vedere Veltroni. Gli ho risposto che non voterò per Veltroni, ed è rimasto davvero sorpreso.
Mi ha chiesto come mai non avevo più rapporti col “partito” (a Bologna non c’è bisogno di specificare di quale partito) e, sempre con cautela, per non metterlo troppo in imbarazzo, gli ho risposto che sono cambiate tante cose, le persone innanzitutto, e ci siamo salutati.
La scena è stata osservata con qualche curiosità da una coppia che conosco.
Mentre mi incamminavo con loro verso il cartellino marcatempo, ho spiegato perché non mi è venuto da fare il guastafeste, con quel conoscente di antica data. E tuttavia non posso fare a meno di pensare che Bologna, per una persona che viene dal Pci, è una specie di gigantesco bozzolo protettivo, da cui sembra impossibile che qualcuno si chiami fuori.
giovedì, 03 aprile 2008
Con l'età, tendo ad assumere comportamenti ripetitivi, seguendo logiche quasi-zen. Per esempio, vado dal barbiere di giovedì pomeriggio, così non sto a perdere tempo in giro per negozi. Oppure, mi sono imposto di comprare musica solo quando vado dal dentista (3-4 volte l'anno), come risarcimento allo stress e/o dolore (stamattina ho comprato un dvd - I giorni del cielo, Malick - e 3 cd in offerta - Tutti morimmo a stento, De André, The Greatest, Cat Power, e una raccolta di musiche da film, solo perché contiene Over the Rainbow di Judy Garland).
Nell'anticamera del dentista ho avuto tempo di leggere un po' di giornali accumulati (lo zen consiglierebbe di buttarli, ma sono ancora un dilettante). Sul penultimo numero del Guerin Sportivo c'è una tabella sugli stranieri che giocano in Serie A (200 su 527, di 42 Paesi diversi): 39 vengono dal Brasile, 23 dall'Argentina, 18 dall'Uruguay, 15 dalla Francia, 11 dal Portogallo e 10 dalla Republica Ceca e dalla Serbia, giù giù fino ai Paesi con una sola presenza (Austria, Ecuador, Grecia, Iran, Islanda, Kenya, Liechtenstein, Macedonia, Mali, Marocco, Olanda, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ucraina). Se qualcuno mi segnala chi è il keniota e dove gioca, gliene sono grato.
Sempre nel penultimo Guerino, Nicola Calzaretta ricorda l'11 novembre 1979, quando l'Inter di Bersellini sbaragliò 4-0 la Juve del Trap. C'ero anch'o a San Siro; zero a zero alla fine del primo tempo, al terzo minuto segna Altobelli su rigore, poi ancora Altobelli, marcato da Brio, poi Muraro su passaggio di Spillo e infine ancora Altobelli (tripletta a Zoff). Tutti e 4 i gol furono segnati nella porta più lontana, ma il secondo e il quarto conclusero azioni che si vedeva sarebbero finite così, e i tifosi erano già tutti in piedi prima che la palla entrasse in rete.
Altra lettura: per il compleanno di Pietro Ingrao (93), Andrea Camilleri ha tenuto una lectio magistralis nella sala del cenacolo della Camera dei deputati. Riprendo le parole con cui Camilleri ha commentato il titolo dell'autobiografia di Ingrao, Volevo la luna: «Pare d'avvertire nel titolo della tua autobiografia una certa disillusione per non essere riuscito a ottenerla. È vero - ha concluso Camilleri - la luna non è diventata né sua né nostra, se la sono presa gli americani. Ma Ingrao sulla sua personale luna ci è sbarcato, non ci ha messo nessuna bandiera, se l'è esplorata tutta e ne ha fornito una meravigliosa, unica e irripetibile relazione di viaggio».
Con l'età, tendo anche a non girare il coltello nella piaga: perciò dedico poche righe alla notizia del generale che non vuole omosessuali nell'esercito. Nessuno stupore che sia stato il Pd ad arruolarlo nelle proprie liste. Il mio stupore è che manchi quello che definiva "raccomandati culattoni" gli obiettori di coscienza: non devono essersi messi d'accordo sul prezzo.
lunedì, 31 marzo 2008
Io sono qui.

Più vicino ai Socialisti che al Pd (che per me è una sesta scelta). Piuttosto, resto perplesso per la distanza dall'Udc: mi sta così simpatico Tabacci... http://www.voisietequi.it:80/iosonoqui/2cf66099.html
E voi dove siete? http://www.voisietequi.it/risposte_utente.html
scritto alle 17:25
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in: confessioni
venerdì, 28 marzo 2008
Lui è Taribo.
In queste ore compie 10 anni e si chiama così perché 10 anni fa c'era un Taribo nero che giocava nell'Inter.
Fra tutti i miei gatti è quello a cui mi sono più affezionato: perché è nero, un felino furbo e aggressivo, che mi mordeva e graffiava con grande piacere, e poi un paio d'anni fa si è ammalato, soffre di pancreatite, e ha perso 3 dei 7 kili che era.
Da qualche anno, Taribo vive con i miei. Mi odia, mi ringhia, mi sbuffa, perché ha capito che l'ho abbandonato. Peggio: gli ho portato in visita Cholo e Brujita, e questo non me lo perdonerà mai.
giovedì, 27 marzo 2008
Mi riesce impossibile nascondere la sensazione di sfacelo che avverto: a poco più di due settimane dal voto, credo che l’esito possa essere solo di sue tipi: pessimo o catastrofico.
A scanso di equivoci, mi riferisco all’insieme delle forze di centro-sinistra, non solo alla lista per cui ho deciso di votare. Ogni giorno che passa mi si conferma la convinzione che Sinistra Arcobaleno non sia in grado di intercettare, se non in minima parte, quel disperso popolo di sinistra che ha vissuto con grande sofferenza la disintegrazione del governo e dell’Unione. L’effetto più probabile è che Sinistra Arcobaleno viaggi fra il 7 e l’8%, intorno ai 3 milioni di voti, anziché i 4 che erano nelle speranze, mentre il dato delle astensioni potrebbe raggiungere livelli inediti. Del resto, come scrive Gigi Sullo, se la sinistra non si smarca nemmeno da slogan come "bisogna aumentare i salari per stimolare i consumi", di quale alternativa parliamo?
Non ci si può stupire se la campagna elettorale si infrange contro un muro di sfiducia e incomunicabilità: spero riesca fare eccezione Rita Borsellino, oggi a Bologna.
D’altra parte, il cambio di tono da parte del PD di Veltroni (impressionante il silenzio di tutti gli altri leader, da D’Alema in giù), la nuova aggressività sprigionata nei confronti di Berlusconi, mi sembra confermare che la partita è persa. Lo studio sistematico delle elezioni americane dimostra che quando si cambia il tono di una campagna elettorale (spesso sostituendo anche il responsabile della strategia di comunicazione), la partita è ai limiti dell’irreparabile. Il Pd è già proiettato verso "la bella sconfitta" quel 35% di voti (38-39 con Di Pietro) che servirà a giustificare il disastro: una maggioranza parlamentare nelle mani di Silvio Berlusconi (senza nemmeno il timido condizionamento di Casini).
Le ultime speranze sono affidate alle 4-5 regioni in bilico. Speranze per modo di dire: c’è qualcosa di disperante nell’affidare a poche migliaia di voti di scarto in Liguria o in Campania, nelle Marche o nel Lazio, la sorte della prossima legislatura. Siamo talmente alla frutta che dobbiamo auspicare un successo di Storace. Sarà dura attraversare la prossima nottata.
mercoledì, 26 marzo 2008
Di solito, butto via i supplementi ai quotidiani senza nemmeno aprirli. Ho fatto eccezione con l’ultimo Io Donna, perché in copertina c’era Anita Caprioli, una delle mie passioni.
Così, ho scoperto che Anita (35 anni) è sposata con il regista Francesco Fei e che il 4 aprile esce un film diretto da Gianni Zanasi, Non pensarci, girato fra Vignola e Rimini (molte scene sono state girate nel delfinario riminese), con Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston.
Intervistata da Anna Maria Speroni, la Caprioli racconta di essere figlia di sessantottini, madre attrice, padre rappresentante di commercio, separati quando lei aveva 11 anni. Dice di non sopportare il peso della famiglia italiana (“penso al rapporto con i figli maschi, a quegli uomini di 30-40 anni che continuano ad avere relazioni simbiotiche con le madri, le quali non fanno nulla per evitarle”), attribuendone il conservatorismo alle “interferenze del cattolicesimo” con la complicità di uno Stato a cui questa situazione fa comodo: “finché c’è la famiglia a risolvere tutto, può evitare di occuparsi sul serio dei problemi. È un circolo vizioso, due facce della stessa medaglia che si autoalimentano”.
Nello stesso numero di Io Donna c’è un’intervista a Jack Vettriano. Il pittore scozzese ha 57 anni e vive a Londra, guadagnando cifre notevoli con i diritti di riproduzione delle sue opere. Dai 15 ai 37 anni ha fatto il minatore, in Scozia. Il suo vero nome è Jack Hoggan (Vettriano è il cognome della madre); autodidatta, non ha difficoltà ad ammettere di dipingere per denaro, di lasciar scegliere le modelle al suo editore, di copiare certe figure (per esempio quelle del celeberrimo The Singing Butler, 1992) da manuali di disegno. Non si considera un artista: “No, sono soltanto un mediocre che ha avuto tanta fortuna”. Un personaggio alla Bukowski.
venerdì, 14 marzo 2008

Il 15 aprile - in edicola con il manifesto - uscirà un doppio articolo che ho scritto per Le Monde diplomatique. Parla della politica italiana e della sinistra che affronta le elezioni, l'ho consegnato una settimana fa e oggi ho "liberato" la traduzione in francese. Altre traduzioni, in tutte le lingue del mondo, verranno realizzate nei prossimi giorni, perché LMD arriva in oltre 100 Paesi e vende qualche milione di copie.
E' la seconda volta che mi capita di collaborare con questa prestigiosa rivista: la prima fu nel 2000, per cercare di spiegare come la sinistra fosse riuscita a perdere Bologna; viaggiando nella rete, è ancora possibile reperire quel lungo articolo.
in francese: http://www.monde-diplomatique.fr/2000/09/GHEDINI/14200
in inglese: http://mondediplo.com/2000/09/09bologna
in portoghese: http://diplo.uol.com.br/2000-09,a1831
Considerate questo post sfacciatamente autocelebrativo come uno sfogo alla tensione: aver consegnato questi articoli è una delle cose più emozionanti che mi siano capitate negli ultimi mesi.
mercoledì, 05 marzo 2008
10 esempi per cui l'Italia è irriformabile
1) Pannella fa lo sciopero della sete per protestare contro le liste costruite dal Pd; Veltroni replica che il Pd non è un tram, che lui ha rispettato i patti, 9 Radicali dovevano essere eletti e 9 saranno, anzi 7, anzi 6.
2) I giornali del Cav. sono già oltre la sconfitta: da stamattina sono impegnati a fantasticare sulla rifondazione rossonera, annunciando arrivi a raffica, quasi che la qualificazione alla prossima Champions sia un dettaglio trascurabile per i vari Drogba, Amauri e Adebayor.
3) Risulta intasato il centralino del convento di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo dove si possono prenotare le visite alle spoglie di Padre Pio, che saranno esposte a partire dal 24 aprile. Domenica scorsa è stata riesumata la salma del santo. Dal 24 aprile sono attesi circa 15.000 fedeli al giorno.
4) A parte Rita Borsellino, la Sinistra Arcobaleno non riesce ad aprirsi a candidature esterne ai partiti: sembrano gli ultimi giorni di Pompei, il nuovo progetto politico parte con il piombo nelle ali.
5) In tre anni il consumo di droghe si estenderà nettamente: nel 2010 il numero dei consumatori di cocaina sarà di circa un milione (il 3% della popolazione fra i 15 e i 54 anni), con un incremento del 40% rispetto al 2007; del 20-30% aumenteranno i consumatori di cannabis (da 3,5 a 4,5 milioni); anche l'eroina viene segnalata in aumento del 10-20% nel prossimo triennio. Sono le previsioni del Responsabile dell'Osservatorio Dipartimento Dipendenze Patologiche dell'Asl di Milano, Roberto Mollica.
6) Nina Moric difende strenuamente Fabrizio Corona, di nuovo in carcere per aver diffuso banconote false: sarebbe sempre colpa di qualche amico sbagliato. Ma avete visto con che auto (con autista) gira il povero Corona?
7) Fiona May smentisce la candidatura nelle liste del Popolo della Libertà: dice di essere onorata, ma che ha già troppi impegni per fare bene la parlamentare. Nemmeno Briatore pare abbia il tempo per candidarsi con la Destra di Storace.
8) La Lega delle Cooperative, dopo aver candidato una mia omonima nelle liste del Pd, auspica che anche il Pdl candidi qualche cooperatore. Ragiona allo stesso modo anche Confindustria, e pare che Veltroni abbia lungamente inseguito la segretaria dell'Ugl (il sindacato di destra).
9) I Carabinieri di Nocera Inferiore (Salerno) hanno arrestato 7 persone con l'accusa di tratta di essere umani: stavano vendendo una neonata, forse partorita da una nomade rom, a una coppia di coniugi che volevano adottare un figlio. Gli arresti sono scattati nei pressi di Secondigliano, alla periferia nord di Napoli, mentre avveniva la consegna della neonata in cambio di ottomila euro (metà dell'intera somma pattuita).
10) Domani, finalmente, il governo approverà i decreti attuativi al Testo Unico sulla sicurezza, dopo qualche centinaio di morti di troppo e un lungo ostruzionismo di Confindustria: sarei curioso di conoscere l'opinione dei confindustriali candidati nel Pd.
Sento il bisogno di prendere un po' d'aria: tre giorni nelle Cinque Terre. A domenica...
venerdì, 22 febbraio 2008
Quarto compleanno
Me n’ero dimenticato: l’altro ieri era il quarto compleanno di questo blog, aperto il 19 febbraio 2004. Ogni tanto mi chiedo perché continuare, poi la voglia di scrivere e qualche sollecitazione dei visitatori mi spinge a farlo.
Di recente, so di avere prodotto una forte torsione “editoriale”, riducendo le morettine – comincio a rimediare con Liv Tyler - a vantaggio della politica, e anche sull’Inter intervengo meno di prima, riservando molti dei miei pensierini alla platea monotematica di bauscia.
Il primo anno ho avuto 15.800 contatti, il secondo anno 23.440, il terzo anno 69.100, nell’anno che si chiude c’è stato il balzo a 166.930. La durata media di ogni visita supera i 3 minuti. Il rapporto fra visitatori e visite è di 1,8, e Hitstats mi dice che sono passate di qui oltre 68.000 persone (più di 10.000 nell’ultimo mese). Il che vuol dire circa 400 persone nei giorni feriali (con 700 contatti) e meno della metà nel fine settimana. L’82,5% arriva dall’Italia, seguono Francia (2517 visitatori, 3,7%), USA (2,5%), GB (2,4%), Germania (1,9%) e Spagna (0,98%).
Soffiando su queste quattro candeline, non sfuggo al sospetto che il blog costituisca una specie di sfogo e/o risarcimento per una personalità narcisistica che non ha trovato sufficiente soddisfazione nel pubblicare libri e articoli. Mettiamola così: se è una cura, almeno costa poco.
mercoledì, 20 febbraio 2008
In giornate come questa, dopo aver dormito male (sapete perché) e fatto un po' di cose sostanzialmente inutili, sento il bisogno di un attimo di pura, struggente bellezza.
scritto alle 15:21
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in: confessioni
venerdì, 15 febbraio 2008
Replica filosofeggiante 
Mai avuti tanti contatti, mai avuti tanti commenti: la coincidenza fra i successi fortunosi dell'Inter e il nuovo infortunio a Ronaldo ha suscitato un discreto putiferio, e mi rendo conto che la mia opinione possa apparire snob o, peggio, buonista. Lasciamo perdere il Gordo, allora, e proviamo a girare pagina.
La "perdita dell'innocenza" legata al tradimento dell'estate 2002 deve diventare un fattore positivo, non un periodico riflusso di nostalgia. Di una cosa sono sicuro: non mi affezionerò a nessun calciatore come mi sono affezionato a Ronaldo (ricordo che Peppino Prisco teneva una sua foto sulla scrivania). E' uno spartiacque. E spero che come me ragioni anche Moratti.
L'Inter deve uscire da una sindrome infantile, quella per cui l'idolo del momento gode di un surplus di diritti, salvo diventare un traditore appena decide di cambiare maglia. Ricordo il referendum fra tifosi su chi fosse il più grande centravanti del dopoguerra, vinto da Bobone Vieri... Ricordo i dvd celebrativi in cui impazzano i gol di Vieri e Ronaldo, dimenticando Mazzola e Boninsegna. E mi fermo qui, perché l'amore dei tifosi spesso li rende ridicoli. Resto dell'idea che se Moratti avesse ripreso Ronaldo (e ci ha pensato tante volte), il 90% delle voci tifose sarebbe stata entuasiastica.
Ne deriva che nessuno va trattato come un idolo. Adriano, Balotelli, Ibrahimovic... nessuno è indispensabile, ognuno ha un prezzo, chi tira troppo la corda va ceduto al miglior offerente. Senza rimpianti. Conta solo l'Inter.
giovedì, 07 febbraio 2008
Non è mai troppo tardi per imparare a fare le sfrappole...
http://aeiouycostumesocieta.splinder.com/post/15756646

scritto alle 16:08
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in: confessioni
mercoledì, 23 gennaio 2008
L'ultimo incrocio con la Juve in Coppa
Dalle Confessioni di un interista ottimista (pp. 58-59):
"Tutto sommato, non è di Ceccarini l’arbitraggio più spudorato che il mio fegato sia riuscito a sopportare: in cima alla Scala degli Arbitraggi Scandalosi stanno appaiati lo spagnolo Garcia Aranda (Inter-Schalke 1997) e il signor Pellegrino, di Barcellona Pozzo di Gotto.
Il 12 febbraio 2004, Pellegrino ha scientificamente devastato una semifinale di Coppa Italia fra Inter e Juve, finita con la nostra eliminazione ai calci di rigore. A fine stagione, l’arbitro avrebbe lasciato per sopraggiunti limiti d’età, ma i due designatori, Bergamo e Pairetto, ebbero il coraggio di definire “eccellente” il suo operato. Ero con amici non tifosi, increduli per la faziosità di Pellegrino, che sciorinò l’intero campionario di nefandezze a disposizione di un arbitro che vuole decidere il risultato; poi mi toccò leggere che la partita l’aveva perduta Vieri, perché sbagliò uno dei calci di rigore.
Dopo quella partita, ho perso le residue illusioni sulla possibilità di recuperare il tifoso a una discussione pacata e moralmente coerente. Trovo incredibile la capacità di gioire di certi juventini, quando vincono rubacchiando. In un certo senso, sono loro i tifosi perfetti, i più ciechi di tutti. Sempre sorpresi, come Bondi quando criticano Berlusconi, dell’animosità che si rovescia sulle maglie bianconere".
      
Oggi, Roberto Perrone sul Corriere ricorda come reagì Facchetti, da poco presidente all'arbitraggio di Pellegrino (il voto del Corriere fu 3): "Confesso di aver pensato male quando ho visto il nome dell'arbitro. Comunque, se Moratti ha avuto tanta pazienza io non ne avrò altrettanto".
sabato, 12 gennaio 2008

Sento il dovere di aggiungere alle prime impressioni su Leoni per agnelli, che se avessi avuto un insegnante come Robert Redford non solo non avrei mancato una lezione, ma forse avrei amato pure matematica e fisica.
giovedì, 10 gennaio 2008
Sono un pauroso fifone
Rientro dal dentista, che mi ha estratto il settimo molare in basso a destra. Sono stato coraggiosissimo, mi è bastato non guardare il cotone imbevuto di sangue, e adesso ogni tanto guardo il mio povero dente (sano: è l'osso che si ritira, e lui, il dente si mette a scuotere).
Ho compensato l'eroica prestazione con l'acquisto di un dvd (Bergman, Il settimo sigillo) e un cd (Avion Travel, Danson metropoli). E ho avuto molto tempo per leggere.

Fra l'altro, ho letto la bella recensione di Alberto Crespi sull'Unità a proposito di Io sono leggenda. Ricordate? Vi avevo chiesto di farmi sapere se si trattava di un film che io potessi reggere, essendo notoriamente impressonabile. Ora lo so. Scrive Crespi che il film è bello, soprattutto la prima ora ("folgorante"); che mantiene le promesse contenute nella magnifica storia di Matheson, che sono magnifiche le scene di una New York disabitata (di giorno) e attraversata da branchi di animali selvaggi. Ma aggiunge che "la prima apparizione degli zombi è da infarto e la trappola che questi preparano per l'uomo... è una sequenza d'antologia".
Non ce la posso fare. Al cinema, almeno. Al cinema, la tensione mi travolge. Proverò a rimediare con il dvd, fra un po' di mesi. Mi sono detto lo stesso per l'ultimo Cronenberg (nonostane ci sia pure Naomi Watts), e in precedenza per il King Kong di Jackson e per l'Apocalypto di Gibson, e non ho ancora trovato la forza.
Vorrei farvi partecipi di questo dramma. Siccome il cinema è sempre più artificiale (fondandosi su effetti speciali che dilatano il nostro stupore), e io divento ogni anno più pauroso, corro il rischio di perdermi i film più interessanti. C'è una soluzione? Se c'è, me la dite?
scritto alle 16:50
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in: confessioni
martedì, 08 gennaio 2008
A Massa Marittima (Grosseto) una guardia giurata è morta in seguito ad una tentata rapina a un furgone portavalori; i banditi erano a bordo di una jeep, tra loro e le due guardie che proteggevano il mezzo blindato si è svolto un violento scontro a fuoco.
E' a Massa Marittina, nel 1971, che vennero girate le scene minerarie di ... E le stelle stanno a guardare, lo sceneggiato di Anton Giulio Majano tratto dal famoso romanzo di Cronin, con Giancarlo Giannini, Orso Maria Guerrini, Adalberto Maria Merli, Scilla Gabel, Anna Maria Guarnieri, Loretta e Daniela Goggi, Andrea Checchi... Giusto ieri sera abbiamo cominciato a rivedere la prima delle 9 puntate andate in onda a partire dal 7 settembre 1971.
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Sta in una tavola di Doonesbury e mi sembra un'ottima domanda: «Scrivere blog non è sostanzialmente una cosa da sfigati rosiconi semidisoccupati che non hanno abbastanza talento o sono troppo pigri per fare i giornalisti sul serio?»
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