Una delle più belle interviste degli ultimi anni
Roberto Beccantini ha intervistato Massimo Moratti: se ve lo siete perso, dovete assolutamente leggere questo articolo uscito ieri su La Stampa, da studiare nelle scuole di giornalismo.
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/200609articoli/3788girata.asp
Il talento di Beccantini nel riprodurre il dialogo, oserei dire le tipiche inflessioni morattiane, e la sua profonda competenza calcistica gli consentono di scavare a fondo, recupendo pensieri che il patron dell'Inter non avrebbe affidato ad altri. Ciò avviene senza alcuna indulgenza, non risparmiando a Moratti le domande più scomode, ma senza quella becera aggressività che porta a trincerarsi dietro le frasi di circostanza.
Moratti si scopre, mostra piena consapevolezza del clima velenoso che circonda l'Inter, e riesce a uscirne con classe...
Gli juventini non le perdonano lo sgarro dello scudetto a tavolino.
«Lei lo chiama sgarro? Vero, non lo abbiamo vinto sul campo. Ma non lo abbiamo vinto sul campo anche per tutto quello che ci facevano, o ci avevano fatto, fuori campo. Ripeto: sono altri che devono vergognarsi, non il sottoscritto».
State ereditando l’antipatia storica della Juventus.
«Dipende da cosa si intende per antipatia. E, in particolare, da chi arriva questa etichetta. Quando eravamo “troppo” simpatici, ci sghignazzavano dietro. Poi si è visto che i giochi proprio limpidi non erano. Preferisco un’antipatia moderata, che sappia di rispetto, magari di invidia, ma non di soprusi».
C’è un giocatore che vale il famoso prezzo del biglietto?
«Ibrahimovic. Detesta l’ovvio: e cosa c’è di più ovvio che trasformare un banalissimo rigore? Che numeri, però. Una pertica con il cuore e la fantasia dei vecchi campioni. Nello stesso tempo, ci sarà pure una ragione se Capello non lo sostituiva mai, e Mancini si è subito adeguato. Tiene su la squadra, le dà respiro. Pazzo da legare, come l’Inter».
Vieira?
«Mi ha colpito la sua educazione. Sembra un guerriero, è un signore».
Ibrahimovic, Vieira: ma allora Moggi se ne intende.
«Mai detto il contrario».