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Rudi.
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mercoledì, 20 ottobre 2004
Noam Chomsky sulle elezioni Usa
da il manifesto del 19 ottobre

L'elettore viene chiamato a scegliere Kerry o Bush per le "qualità" mediatiche pubblicitarie di un leader forte e carismatico, oppure di una persona che piacerebbe incontrare al bar...

In politica interna, il tema dell'assistenza sanitaria e medica sta a cuore a tutta la popolazione americana. 43 milioni di americani non hanno alcuna assistenza medica. L'80 per cento degli americani ritiene che il governo dovrebbe assicurare l'assistenza sanitaria a tutti, anche se ciò comportasse un aumento delle tasse. Nessuno dei due partiti li ascolta. La partecipazione al processo decisionale per la formazione di un governo viene limitata a quell'atto simbolico in cui l'elettore, ogni quattro anni, viene chiamato a spingere quella leva del seggio. E soprattutto, in questa elezione l'elettore viene chiamato a scegliere le qualità della persona. E' una strategia di propaganda politica, ogni volta con innovazioni tecniche; la partecipazione dell'intera industria delle relazioni pubbliche viene coinvolta per evidenziare più una espressione facciale che una tematica di programmazione politica che corrisponda alla volontà della base popolare. Bush o Kerry? E' una macchina pubblicitaria che questa volta più di altre, consciamente o inconsciamente, si affida alla pubblicizzazione di un Bush «forte che ci salverà» e di un Kerry «persona piacevole», non alla piattaforma programmatica di governo. Di conseguenza, questa volta probabilmente ci sarà una minore astensione dal voto. Ma nessuno dei due candidati, né Kerry né Bush, fa il tentativo di convincere la metà della popolazione americana che non vota (140 milioni), in prevalenza cittadini delle zone rurali, impiegati e operai...

Esiste certamente una forte critica di Kerry alla politica di Bush in Iraq, ma la critica è incardinata dentro margini molto limitati e circoscritti. Nessuno però sostiene che condurre una guerra di aggressione in Iraq da parte degli Usa sia sbagliato. La critica verte sul fatto che l'occupazione e l'invasione dell'Iraq non funzionano, oppure viene messo in risalto l'esorbitante costo in termini economici e politici.

scritto da Rudi alle 09:23 | link | commenti
categorie: politica