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Rudi.
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lunedì, 05 luglio 2004

Roteiros (23) - Costretti a spiegare la Grecia

LUNEDI' 5 LUGLIO - La vittoria della Grecia veniva data 100 a 1, all’inizio degli Europei. Ancora dopo l’esordio vittorioso contro i padroni di casa, era facile pensare che si trattasse di un fuoco di paglia. Invece, i greci hanno saputo rimontare la Spagna, eliminare Francia e Repubblica Ceca, e sconfiggere di nuovo il Portogallo, conquistando la vittoria più inattesa.

La Grecia non aveva mai vinto niente, e non era mai successo che la nazionale ospitante venisse sconfitta in finale: di circostanze impreviste se ne sono accumulate tante - è questo che fa nascere le “sorprese” – e anche il sottoscritto ha sbagliato pronostico.

Otto Rehhagel ha riesumato il libero e infittito il centrocampo, lasciando un solo attaccante a fare da spaventapasseri. E’ una concezione del calcio non proprio modernissima, ma per i fanatici del risultato la Grecia diventerà un modello. Che, poi, la vittoria sia venuta segnando appena 7 gol in 6 partite, di cui uno su rigore e due su calcio d’angolo, non cambia la sostanza: ha vinto una squadra senza fuoriclasse, compatta, solida, consapevole della propria inferiorità tecnica e delle tattiche necessarie a capovolgerla. Ha vinto una squadra capace di imbastire una ragnatela in cui sono caduti avversari presuntuosi, che si sono trovati a giocar male, correre a vuoto, smarrire l’equilibrio, senza capire perché.

Questi “roteiros” finiscono qui. Con un ringraziamento a Carta per l’ospitalità, e agli affezionati che vi hanno cercato opinioni faziose, previsioni sballate e chissà quante contraddizioni.

Le puntate precedenti: http://www.carta.org/campagne/diritti/europei/index.htm

scritto da Rudi alle 12:23 | link | commenti (4)
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