ANTEFATTO - Una decina di giorni fa, insieme ad altre persone di sinistra, di varia provenienza, abbiamo scritto una lettera-appello sulla prospettiva elettorale bolognese. A sinistra di Cofferati, si sono già avanzate due ipotesi di lista, almeno un altro paio sono in incubazione. Siccome all'autolesionismo dovrebbe esserci un limite, il nostro testo si proponeva di azzerare tutto e ripartire da capo.
Affinché il documento avesse la massima diffusione possibile, abbiamo scartato i giornali d'area (il manifesto, Liberazione) e quelli di nicchia (il Domani, l'Unità), e proposto la pubblicazione alle pagine locali di Repubblica. Questo avveniva il 22 luglio. Ora, le pagine locali di Repubblica sono stracolme di notizie, allusioni, retroscena su quanto accade nel Pd e sugli alleati più fedeli, pacatamente e serenamente mi sono permesso di far notare che dubitavo della disponibilità a dare spazio a una posizione come la nostra, la cui ragionevolezza può porre problemi a tanti.
Mercoledì niente, giovedì niente, venerdì niente, sabato niente. Domenica, buona parte del documento è uscita sulle pagine locali del Corriere della Sera. Come ho già avuto modo doi commentare in altri momenti, da tempo sono arrivato alla conclusione che per Repubblica, almeno a Bologna, chi la pensa come noi può solo fare la cortesia di sparire.
FATTO: PER UNA LISTA UNITARIA DELLA SINISTRA A BOLOGNA
Dopo lo smarrimento provocato dalla sconfitta – politica, sociale e culturale, prima che elettorale – e dall’esclusione della sinistra dal Parlamento, si accumulano segnali di ripiegamento. Da mesi i singoli partiti che, con diversa convinzione, hanno partecipato al progetto della Sinistra Arcobaleno, si sono chiusi in dibattiti interni. L’attesa di atti che rimettano in moto un processo unitario rischia di essere contraddetta da scelte che guardano al passato, ai vecchi confini e appartenenze. In molte situazioni locali, tuttavia, continuano a impegnarsi gruppi, movimenti e associazioni che si sforzano di rilanciare il processo unitario.
Fra quante e quanti, a Bologna, restano convinti della necessità di costruire un nuovo soggetto politico della sinistra, capace di andare oltre i confini degli attuali partiti, si diffonde la preoccupazione che le imminenti elezioni amministrative accentuino separazioni, chiusure identitarie, tatticismi utili solo a garantire qualche eletto nelle istituzioni. Già si preannunciano più liste distinte, senza che vi sia stata alcuna possibilità di confronto,con il rischio di aumentare da subito il disorientamento e di provocare poi ulteriori disgregazioni.
La situazione più delicata è quella del Comune di Bologna: le differenze, a sinistra, riguardano il giudizio sul sindaco, sui risultati raggiunti dall’amministrazione, sui rapporti col PD. Nessuno dovrebbe farsi illusioni, l’esito della prossima scadenza elettorale è tutt’altro che scontato. Solo la facile propaganda può negare vi sia una profonda delusione nella sinistra bolognese e persino all’interno del tradizionale elettorato del partito di maggioranza relativa.
È questo a spingerci a un atto pubblico, un’assunzione personale di responsabilità. Non vogliamo assistere inermi, rassegnate e rassegnati , al dilagare di fenomeni che possono preludere ad una vittoria del centro destra e ad una ulteriore dispersione del popolo della sinistra. Ci pare necessario rilanciare un’iniziativa sociale e politica, in grado di ricostruire una sinistra che unita propone una sua “idea di città”, pena la frammentazione irrimediabile della sinistra, la sua definitiva irrilevanza. E siamo convinte e convinti vadano costruite le condizioni per presentare una Lista unitaria e aperta della Sinistra bolognese alle elezioni amministrative del 2009 in Comune, Provincia e in tutti i Comuni dove sarà possibile.
Si tratta di un obiettivo difficile, ma non impossibile, da perseguire con l’urgenza, il rigore e la determinazione necessari, avviando un processo di autentica partecipazione democratica, sia nella definizione del programma, che nella selezione dei candidati, fino alla scelta di un candidato sindaco. Affinché questo obiettivo abbia speranza di successo, si dovranno evitare gli errori più evidenti compiuti nell’esperienza della Sinistra Arcobaleno: nessuna scelta calata dall’alto, il massimo coinvolgimento di tutti, attraverso varie modalità, fra cui elezioni primarie, sui nomi e sulle priorità programmatiche.
Per avviare questo progetto politico, occorrono due presupposti: che i soggetti che hanno manifestato l’intenzione di presentare una propria lista, siano disponibili a fare un passo indietro, almeno provvisorio, come atto di volontà di mettersi a disposizione per verificare le condizioni di un progetto unitario; che tutti si impegnino a presentare le proprie proposte in un’ottica di governo valutando le condizioni politiche per la presentazione di un candidato sindaco.
Costruire una nuova alleanza di centro-sinistra è possibile, anzi necessario, ma può rivelarsi convincente solo nella pari dignità di tutte le forze che, sulla base di una condivisione programmatica, concorreranno a farne parte; in caso contrario altri si assumerebbero la responsabilità di eventuali “corse solitarie”.
La Lista della Sinistra avrà tante più possibilità di convincere, se mostrerà di non chiudersi in operazioni di pura testimonianza, esponendo idee e programmi per concorrere al governo di Bologna, della Provincia e dei Comuni.
Per discutere di questo percorso, le firmatarie e i firmatari di questa lettera si augurano l’apertura di un dibattito pubblico, e si impegnano a sostenere un processo, con altre e altri interessati e disponibili, in vista di una assemblea nei primi giorni di settembre.
Claudio Borgatti, Sergio Caserta, Elena Del Grosso, Carlo Flamini, Rudi Ghedini, Elda Guerra, Raffaella Lamberti, Fernanda Minuz, Nino Pizzimenti, Katia Zanotti. Bologna, 22 luglio 2008