
Se metto a confronto gli 11 titolari nella finale di Champions, arrivo a concludere sia più forte il Chelsea. Ronaldo e Rooney sono la coppia d’attacco più forte e meglio assortita del panorama europeo, ma nel confronto complessivo il Chelsea si fa preferire.
Cech è nettamente meglio di Van der Saar.
Essien, Carvalho, Terry e Ashley Cole sono molto più forti di Brown, Ferdinand, Vidic e Evra (sceglierei entrambi i laterali Blues, mentre le due coppie centrali si equivalgono, ma quella del Manchester è più forte nel contributo all’impostazione del gioco).
Lampard, Makelele, Ballack e Joe Cole non sono inferiori a Carrick, Scholes, Anderson e Giggs (anche se la coppia Scholes-Giggs potrebbe scrivere l’Enciclopedia del Calcio, tanto è straordinaria sul piano tattico).
È davanti che i Red Devils si fanno preferire, perché né Kalou, né Malouda, né Anelka valgono il secondo attaccante del Manchester (solo lo Shevcenko di Milano potrebbe riequilibrare il confronto); senza dimenticare che dalla panchina dello United può alzarsi Carlitos Tevez...
In campionato, è finita con due vittorie casalinghe; la Premier è stata vinta all’ultima giornata, il Manchester ha segnato il gol della sicurezza a 10 minuti dalla fine (fosse stata necessaria la vittoria, anche il Chelsea l’avrebbe portata a casa, come la Roma a Catania, ma la differenza reti era inesorabile).
Come simpatia, non c’è gara: il Manchester ha fatto la storia del calcio, è la squadra di George Best, Dennis Law, Bobby Charlton, i dieci scudetti vinti da Giggs (con Ferguson in panchina) sono l’ultimo capitolo di una saga leggendaria. Esploso grazie ai rubli di Abramovich, il Chelsea non ha un centesimo del fascino dei rivali.
Però, se penso all’Inter, la vittoria dei Blues renderebbe improbabile l’addio di Avram Grant, dunque Mancini non sarebbe attratto da quelle sirene. E a Mourinho si ingrosserebbe il fegato.