Non siamo soli
Padre Josè Gabriel Funes, gesuita, direttore della Specola Vaticana, ha rilasciato un'intervista all’Osservatore Romano che mi sembra molto più laica della media delle parole pronunciate in questi giorni da dirigenti del Pd, alle prese con l'imbarazzante equilibrio fra radicali e teodem.
Dice Padre Funes che nello spazio potrebbero esserci altre forme di vita: “Finora non abbiamo nessuna prova. Ma certamente in un universo così grande non si può escludere questa ipotesi... Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio… Da astronomo io continuo a credere che Dio sia il creatore dell’universo e che noi non siamo il prodotto della casualità ma i figli di un padre buono, il quale ha per noi un progetto d’amore. La Bibbia fondamentalmente non è un libro di scienza”.
Padre Funes risulta spiazzante anche su Darwin e Galileo: “Come astronomo posso dire che dall’osservazione delle stelle e delle galassie emerge un chiaro processo evolutivo. Questo è un dato scientifico. Anche qui io non vedo contraddizione tra quello che noi possiamo imparare dall’evoluzione - purché non diventi un’ideologia assoluta - e la nostra fede in Dio”. La vicenda di Galilei “ha lasciato delle ferite. Ci sono stati malintesi. La Chiesa in qualche modo ha riconosciuto i suoi sbagli. Forse si poteva fare di meglio. Ma ora è il momento di guarire queste ferite”.