Intervista
Il pessimo risultato de “la Sinistra l’Arcobaleno” rappresenta chiaramente un punto da cui ripartire, secondo alcuni, o su cui fermarsi, secondo altri. Abbiamo chiesto a Rudi Ghedini, esponente della Prima Casa a Sinistra di Bologna - uno dei luoghi dove si è cercato e si cerca di costruire “dal basso” la Sinistra -, di condividere con noi qualche riflessione sul momento che si sta attraversando.
Perché è andata così male?
Usando uno slogan, dico che i partiti non si inventano: nascono o da grandi tragedie o da grandi elaborazioni. Questa critica investe sia la Sinistra Arcobaleno che il Pd. Entrambi sembravano “esperimenti da laboratorio”, senza il supporto di un’analisi approfondita di cosa è stato il Governo Prodi.
E ora? Si ricomincia o si ritiene abortito il processo unitario?
E, se sì, da dove ripartire?
Certamente si ricomincia. La necessità è quella di tornare a capire la realtà, non solo da un punto di vista analitico. E’ necessaria anche la presenza nei luoghi dove si costruisce la coscienza politica delle persone: il mondo del lavoro, della cultura, dell’istruzione, dovunque si sviluppano le passioni.
La Sinistra è scomparsa dalla società, deve tornarci. Credo sia sintomatico quanto successo il 20 di ottobre: un milione di persone in piazza ma poi deluse dall’inefficacia della mobilitazione e delle azioni che ci sono state in ambito istituzionale.
Bisogna recuperare un’efficacia nelle azioni. Bisogna trovare nuove forme del fare politica, azioni che producano risultati, che siano “utili”. Ed è tanto più necessario per la Sinistra diventata extraparlamentare.
Come Prima Casa a Sinistra avete già deciso come procedere?
Abbiamo già fatto un primo incontro e altri ne seguiranno nei prossimi giorni. Nostra priorità ora è di riallacciare le relazioni fra i tanti e le tante, anche fuori dai partiti, che abbiamo incontrato facendo iniziative, come per esempio la festa dello scorso settembre, e che vogliono costruire un nuovo soggetto politico. Ovviamente guardiamo con grande attenzione a quanto accadrà all’interno dei partiti, ma la nostra azione non sarà condizionata da questo.
- Elisa Corridoni, da "Liberazione" del 2 maggio 2008