
Il ventenne Tom Rapp – chitarra e voce - viene dalla cittadina di Bottineau, Nord Dakota; trapiantato a New York, scrive testi influenzati da Baudelaire e Apollinaire. Insieme a lui suonano Wayne Harlem (banjo, mandolino e vibrafono), Lane Lederer (basso, chitarra, corno, celeste, cimbali), Roger Crissinger (organo e tastiere), Warren Smith (batteria e percussioni). Fra i due album, Jim Bohannon sostituisce Crissinger.
Dieci canzoni in One Nation, dieci (più brevi) in Balaklava. Episodi notevoli, nel primo album: Another Time, Drop Out, The Surrealist Waltz; nel secondo: Translucents Carriages, Ring Thing e la cover di Suzanne (Leonard Cohen).
È musica immaginifica, delirante, favolistica; un folk acustico deformato dagli allucinogeni, una psichedelia dadaista che ricorda i Pink Floyd di Barrett e si identifica in pittori del Cinquecento, trovando premonizioni cupissime nel Hieronymus Bosch del Giardino delle delizie e nel Pieter Brueghel del Trionfo della morte (esposti al Prado di Madrid).
Il nome di questa band ingiustamente rimossa è tratto da un verso contenuto nel Vangelo di Matteo. Prima che qualcuno decida di scassinarmi l’appartamento, tengo a precisare che possiedo questa coppia di album (decisamente rari) nella versione ristampata dalla Base Records.