La nerissima domenica di Roberto Mancini
Anni fa, Hector Cuper fu il colpevole per la sconfitta in un derby (gol di Serginho), avendo scelto di marcare Rivaldo con Nelson Vivas (che non giocava mai). Oggi Mancini ha proposto un'identica follia - schierare Maniche su Pirlo - ed è l'allenatore il primo colpevole di questa sconfitta che va oltre il risultato. Di questa brutta figura.
Schierare una coppia d'attacco come Cruz e Crespo, senza nessuno in grado di innescarli, è un'altra "trovata" indifendibile. Tutto il mondo sa come gioca il Milan, l'albero di Natale garantisce superiorità a centrocampo, l'Inter aveva la fortuna di poter aspettare e ripartire in contropiede, poteva starci anche la soluzione con una sola punta, e invece cosa fa Mancini? Si inventa Maniche e le due punte...
La situazione del nostro allenatore è tutt'altro che serena. Ho sempre difeso Mancini perché fare l'allenatore dell'Inter è un mestiere usurante, uno dei più complicati e stressanti che ci siano, ma a questo punto devo rivalutare l'uscita (che giudicavo sbagliata) di Moratti, all'inizio della settimana, quando sopravvalutava il valore di questo derby. Aveva ragione Moratti, avevo torto io. Dalla parte del torto mi ci ha fatto finire Mancini, perché è inconcepibile che una squadra che sta a tre punti dallo scudetto entri in campo come ha fatto l'Inter, molle e inguardabile per 60 minuti. La reazione successiva - una specie di scomposto arrembaggio, nel quale i nerazzurri saltavano regolarmente il centrocampo, e si sono esposti a un paio di contropiede che potevano essere letali - non cambia il mio giudizio, semmai lo aggrava. Tanta animosità è il segno di una crisi di nervi, le forze sono ricomparse a partita ormai compromessa, anziché essere riversate sul campo fin dal primo minuto. Salvo Julio Cesar, Materazzi, Cruz, Maicon e Chivu. Insufficienti Cambiasso e Zanetti, Rivas e Vieira (responsabile del secondo gol). Molto negativi Maniche e Crespo, ingiudicabili Maxwell e Balotelli, confusionario Suazo.
Il Milan ha vinto meritatamente ed è rientrato in zona Champions. L'Inter non ne ha più, diciamocelo francamente, e bisogna solo sperare che la stagione finisca in gloria e Mancini si prenda una lunga vacanza disintossicante. Sulla partita secca, anche se aveva vinto gli ultimi tre derby, fra lui e Ancelotti rimane un abisso.