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Rudi.
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lunedì, 28 aprile 2008

 

 

Harakiri romano

 

Dopo questa batosta al Comune di Roma - peggiore delle peggiori previsioni - mi sento di concludere che ancora una volta La Repubblica porta una sfiga pazzesca: ogni volta che quel quotidiano sponsorizza un progetto politico, invariabilmente lo guida al disastro. L'house organ del Pd veltroniano ha ripetuto le esperienze compiute quando sosteneva Craxi, oppure De Mita, Mariotto Segni, l'Occhetto progressista, la Bicamerale dalemiana. E' davvero una fortuna che il quotidiano fondato da Scalfari non manifesti particolare simpatia per l'Inter...

Devo poi ammettere che non esagerava Marco Travaglio nell’ultimo numero de L’Espresso. Con la sconfitta di Roma, il bilancio politico del Pd di Veltroni diventa indifendibile, e sono andato a ripescare questi nove minuti di Corrado Guzzanti per l'Ottavo Nano, perché è davvero paradossale che l'ultima vittima del Pd sia Francesco Rutelli.  

 

Appena cinque mesi fa, a novembre, con l’approvazione della Legge Finanziaria al Senato, Berlusconi sembrava un uomo (politico) morto. La famosa spallata era fallita, Mastella scommetteva sui cinque anni di Prodi a Palazzo Chigi, sia Bossi che Casini e Fini dichiaravano chiusa l’esperienza della Casa delle Libertà, e quando Berlusconi, con uno dei suoi colpi di teatro, si inventa un nuovo partito sul predellino di una Mercedes, Bossi e Casini dicono di non volerne neanche sapere e Fini parla di “comiche finali”.

 

Era il 16 dicembre. “A quel punto – scrive Travaglio - solo la sinistra può salvare il Cavaliere. E infatti lo salva. È lì apposta. Replay della Bicamerale di D’Alema. Uòlter usa i tre milioni di voti delle primarie non per rafforzare il governo Prodi e gli oppositori interni a Berlusconi, ma per aprire un “tavolo delle riforme”. Con chi? Con Silvio. Che lo elogia estasiato: È un vero riformista, spero non si faccia condizionare dai suoi. E Walter: L’intesa con Berlusconi è indispensabile. Mastella, minacciato dalla riforma elettorale e dal referendum, rovescia il governo con la scusa dell’arresto della moglie. Berlusconi s’infischia delle riforme e punta dritto al voto. La pecora Fini torna all’ovile, con Bossi e l’Mpa. Così il 13 aprile Lazzaro risorge per la seconda volta. E si riprende l’Italia, mentre la sinistra si suicida. Viene in mente Nanni Moretti: Con questi dirigenti non vinceremo mai. O Corrado Guzzanti (Rutelli-Alberto Sordi): A Berlusco’, ricordate de l’amici, ricordate de chi t’ha voluto bbene!

scritto da Rudi alle 19:18 | link | commenti (7)
categorie: politica