
Alla ruota della fortuna (2)
Rileggetevi quanto scrivevo martedì 25 marzo: http://rudi.splinder.com/post/16470792
Era trasparente il tentativo di portare sfiga alla Roma, dopo una serie di partite segnate da troppi episodi favorevoli. La forza dei miei poteri paranormali - sconosciuta anche al sottoscritto - è emersa ieri. La Roma ha pareggiato una partita che meritava di stravincere, subendo un grottesco autogol (Ferrari se lo merita, dopo le battute sul gol di Javier Zanetti), colpendo un palo e costruendo una dozzina di occasioni favorevoli. L'Inter, invece, ha pareggiato una partita che meritava di perdere, mentre la Lazio colpiva due traverse clamorose.
Popolo giallorosso, che piangevi ipotizzando lo scarso impegno della Lazio: questo è solo un avvertimento, non farmi saltare la mosca al naso, altrimenti l'autogol lo faccio fare a Totti.
Lazio-Inter è una partita da cui uscire con sensazioni antitetiche. La prima mezzora, l'Inter l'ha giocata bene, la seconda mezzora malino (ma prendere un gol così è comunque da deficienti), la terza mezzora dovevamo prenderne tre e andare a casa sotto un'uragano di fischi (forse il loro gol era in fuorigioco millimetrico, forse c'era un rigore su Rivas, ma il discorso non cambia: la porta dell'Inter era un tirassegno).
Mancini si ostina a tenere in campo Ibra anche quando gioca da fermo, Crespo ha un'autonomia di venti minuti a tempo, Vieira era da impiccare seduta stante, per la mollezza con cui è entrato, Maicon ha fatto l'azione del gol ma ha perduto 4-5 palloni in modo imperdonabile. E così ho finito i nomi dei calciatori che dovrebbero "fare la differenza"; l'altro è Julio Cesar, a cui andrebbe acceso l'ennesimo cero.
Magnifici Chivu e Burdisso, buoni Zanetti e Rivas, sufficienti Maxwell e Stankovic. Ma non si può parlare solo di calcio davanti a uno spettacolo imbarazzante, che richiede sforzi combinati di freudiani e junghiani, e rimanda alla domanda delle domande: che cavolo ci siamo andati a fare a Dubai?