Alla ruota della fortuna
Questo post prende una piega irrazionalistica, ma sfido chiunque a dimostrare che il calcio segua una logica scientifica. E non ho difficoltà ad ammettere che per aver fiducia nello scudetto, oggi, devo ricorrere a motivi come quelli che seguono.
Nelle ultime settimane si sono accumulati una serie di episodi favorevoli alla Roma e sfavorevoli all’Inter. Penso al palo colpito dal Real nella partita di andata, che poteva significare eliminazione giallorossa (sono contento sia andata così); poi c’è stato il palo di Crespo sullo 0-0 di Inter-Roma, i due pali della Lazio e il gollonzo di Taddei nel derby, e ancora un palo clamoroso di Giovinco sullo 0-0 dell’ultima giornata.
L’Inter, invece, contro la Juve ha colpito due pali (lascio da parte la sfortuna sotto forma di fischi arbitrali e l’interminabile sfilza di infortuni), aveva colpito un palo contro il Palermo e prodotto un grottesco autogol nel corso della stessa partita.
A questo punto della stagione, alle spalle della Fiorentina (12 fra pali e traverse), ci sono Inter, Palermo e Torino (11 legni), seguite da Milan, Udinese e Atalanta (10), poi Lazio e Napoli (8)… e all’ultimo posto stanno Juve e Roma (6).
Aggiungendo le partite di coppa, l’Inter raggiunge la quota di 15 pali colpiti: Chivu, Cruz e Maniche stanno a 2, Adriano, Cesar, Crespo, Ibrahimovic, Jimenez, Samuel, Solari, Stankovic e Vieira sono gli altri protagonisti di questa singolare classifica.
Ai tifosi della Roma che sentono il vento in poppa, e non riescono a evitare cadute ridicole come quella di Paolo Liguori a Controcampo (le ammonizioni pilotate per squalificare giallorossi in vista della durissima trasferta di Cagliari…), chiedo solo di non chiamare sfortuna quella che toccherà a loro, quando vedranno sfumare un gol per una questione di centimetri.