Perché proprio adesso?
La "macelleria messicana" riempie le pagine di Repubblica; quel giornale ha deciso di pubblicare pagine e pagine su quel che avvenne nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 (oggi interviene il ministro Amato, dicendo cose mai dette prima). Quel che D'Avanzo ha scritto era tutto già noto, sui maltrattamenti, le umiliazioni, gli insulti, le autentiche torture subite da decine di fermati sono stati scritti volumi, lo stesso Marco Poggi, l'infermiere carcerario che decise di violare l'omertà, intervistato da D'Avanzo qualche giorno fa, aveva pubblicato un libro sulla vicenda.
Scrive Pierluigi Sullo, sul manifesto: "i cosiddetti no global (espressione inventata dai media) sono non solo le vittime delle torture, del Garage Olimpo, come dice D'Avanzo, ma anche coloro che, in parallelo ai giudici, hanno documentato, denunciato e raddrizzato versioni false su quel che è accaduto a Genova, alla scuola Diaz, in via Tolemaide e a Bolzaneto. E non è stata una fatica da poco: Lorenzo Guadagnucci, vittima anch'egli delle brutalità alla scuola Diaz, ne ha fatto quasi una ragione di vita, e gliene siamo grati. Però resta il punto che D'Avanzo solleva: possibile che pubblici ufficiali processati per fatti così gravi non solo siano inquisiti per reati minori e che presto cadranno in prescrizione, non esistendo il reato di tortura, ma restino al loro posto e anzi siano stati quasi tutti promossi, almeno quelli della Diaz? Poggi, l'infermiere, dice a D'Avanzo: «E' questa la mia amarezza, vedere i De Gennaro... al loro posto, spesso più prestigioso del passato, come se a Genova non fosse accaduto nulla».
Sì, questa è anche l'amarezza, dei trecentomila che erano a Genova. Anzi, di più: è, come dice Guadagnucci, la sanzione della mutazione dello stato democratico in qualcos'altro".