
Mikel Arteta e Mathieu Flamini
Ho fatto un po’ di conti: finora, in 42 partite ufficiali, l’Inter ha regalato agli avversari 450 minuti di superiorità numerica. Sette ore e mezza con l’uomo in meno (25 minuti sono stati giocati in 10 per un infortunio, 425 per le 10 espulsioni rimediate): per dare un’idea del disastro, 450 minuti corrispondono a 5 partite intere… Due volte è stato espulso Burdisso, una volta Cesar, Chivu, Julio Cesar, Maicon, Materazzi, Pelè, Suazo e Vieira. In 3 o 4 casi (Chivu, Pelè, Suazo), le decisioni dell’arbitro mi sono sembrate eccessive, nessuna scandalosa: e Mancini e Moratti sbagliano a prendersela con gli arbitri, non c’è alcun accanimento, come dimostra la classifica delle ammonizioni, dove l’Inter è buona ultima.
Nelle 55 partite giocate nella stagione scorsa, l’Inter si era fermata a 9 espulsioni: 3 di Ibrahimovic, 2 di Cordoba e Vieira, poi Materazzi e Grosso. A fare la differenza è il minutaggio: appena 170 minuti regalati agli avversari. Risalendo all’ultima stagione infestata da Calciopoli, i calciatori dell’Inter si erano visti sventolare contro 5 cartellini rossi (in 59 partite): 2 volte Burdisso e Veron, una volta Samuel, per complessivi 155 minuti giocati in inferiorità numerica.
Dunque, c’è stata un’evidente crescita delle espulsioni rimediate nel primo tempo, spesso per falli vistosi, non giustificati dalla pericolosità dell’azione avversaria. E credo ci sia solo una spiegazione tattica, al di là della stupidità individuale e dello scarso afflusso di sangue al cervello: la spiegazione tattica si chiama “possesso palla”.
In questi tre anni, l’Inter non è migliorata in questo aspetto. Anzi, è regredita: prima giocavamo con Veron e spesso Figo e Pizarro, poi – accanto a Cambiasso – si sono alternati Vieira e Zanetti, ripieghi come Chivu e Burdisso, e altri muscolari. In campionato, questo assetto può ancora pagare, soprattutto se Stankovic e/o Jimenez garantiscono qualche cambio di passo, ma in campo europeo non si va da nessuna parte. In campo europeo prevalgono le squadre che sanno dettare il ritmo della partita, e sono in grado di accelerarlo o congelarlo, a seconda delle esigenze.
I grandi centrocampisti europei riescono a essere costruttori di gioco oltre che potenti frangiflutti. Se Fabregas, come temo, è irraggiungibile, si potrebbe puntare sul Mikel Arteta dell’Everton (26 anni), il Flamini (24) dell’Arsenal, l’Iniesta (24) del Barcellona. È in quel settore del campo che bisogna intervenire (non a caso Moratti ha citato Pirlo come maggior rimpianto della sua presidenza).
Dimenticavo: Inter-Juve l’arbitrerà Farina. Vogliamo finirla in 9 perché lui, il fischietto, è tanto permaloso?