Numero speciale dedicato all’altra politica, quella al di sotto del sistema dei partiti. Articoli di: Marco Revelli, Paolo Cacciari, Maurizio Pallante, Tonino Perna, Giulio Marcon, Francesco Gesualdi. Un grande racconto dei luoghi e delle reti di sperimentazione democratica. Luiz Hernandez Navarro racconta l’Altra campagna zapatista, Gustavo Esteva la Comune di Oaxaca.
FUORIGIOCO, 10 - IL CIELO SOPRA PECHINO
Polemiche sullo smog erano già esplose nel 1996 per Atlanta, nel 1988 per Seul, nel 1984 per Los Angeles, e già nel 1968 per l’aria mefitica di Città del Messico: nello scegliere la collocazione dei giochi olimpici, il CIO non mette certo al primo posto la qualità dell’aria che gli atleti dovranno immettere nei polmoni.
Già dalle prossime settimane le autorità cinesi hanno previsto misure straordinarie: chiusura di industrie chimiche e metallurgiche, targhe alterne per limitare il traffico, nuovi autobus elettrici, riduzione dell’uso del carbone, realizzazione di nuove condutture per l’acqua potabile (gli ospiti sono abituati a standard consumistici inconcepibili per la popolazione locale).
Nel territorio urbanizzato della capitale cinese vivono quasi venti milioni di persone, circolano più di tre milioni di automobili, funzionano migliaia di fabbriche, raffinerie e centrali termoelettriche. È il livello di inquinamento atmosferico di Pechino che ha spinto il campione etiope Haile Gebrselassie a rinunciare alla maratona, di cui è primatista mondiale: soffrendo d’asma, Gebrselassie non vuole mettere a rischio la sua stessa incolumità, ma si presenterà al via dei diecimila metri. E il presidente del CIO non esclude cambiamenti d’orario per le gare di atletica e ciclismo.
La propaganda cinese cerca di parare il colpo con la nascita di un nuovo ministero dedicato all’ambiente. Ancor più propagandistico l’annuncio sull’8 agosto: rifacendosi alle previsioni dei meteorologi, le autorità ci fanno sapere che, con assoluta certezza, l’8 agosto non pioverà. Mancherà la supervisione artistica di Steven Spielberg, per protesta contro la politica della Cina in Darfur, ma chi lavora alla fastosa cerimonia di inaugurazione può (provare a) tirare un sospiro di sollievo.