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Rudi.
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giovedì, 20 marzo 2008

 Grazie Behrami, grazie Spalletti

Erano 6 punti con 30 a disposizione, ora sono 7 con una partita in meno: il gol di Behrami ha trasformato il senso di una serata, respingendo indietro la Roma e, forse, portandola a pensieri che privilegino la Champions. Ma l’Inter, a Genova, ha fatto una fatica terribile, giocando bene la prima metà del primo tempo, male la seconda e in modo orrendo l’intera ripresa. Non ricordo una sola parata di Scarpi… Sostenere che questo sia dipeso dall’espulsione di Pelè, mi sembra stupido: il Genoa aveva già cominciato a dominare con l’Inter in 11, e solo le prestazioni encomiabili di Chivu e Cambiasso, Rivas e Suazo hanno impedito ai rossoblù di conquistare i tre punti.

Solo Mancini sa perché Jimenez è rimasto in panchina; se a quella del cileno si aggiungono le assenza di Stankovic, Figo e Vieira, era chiaro che ci sarebbe stato da soffrire, ma quello che non mi lascia tranquillo è lo scarso “possesso palla” che la squadra riesce a esprimere, perché se la palla ce l’hanno sempre gli altri, il gol prima o poi arriva.

Perciò, incassato l’omaggio laziale, credo sia giusto dire che non mi sento più vicino di prima allo scudetto. Juve e Lazio saranno passaggi critici: sono squadre in grado di correre come il Genoa, ma con molta più qualità offensiva.

Un indiretto motivo di fiducia mi viene dall'allenatore della Roma, che ancora una volta ha scelto di tenere in campo Totti, inutile fino al novantesimo, sacrificandogli Vucinic (che la Lazio non riusciva a marcare). Lo ripeterò fino allo sfinimento: Totti è il limite di una squadra bellissima, che raccoglie molto meno di quanto seminato.

scritto da Rudi alle 09:16 | link | commenti (4)
categorie: sport