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Rudi.
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martedì, 18 marzo 2008
La Casta dei giornali

Beppe Lopez, La casta dei giornali, Stampa Alternativa, 2007

 

Uno dei più grossi scandali italiani – variazione sul tema dei “costi della politica” – riguarda il finanziamento pubblico dei giornali: circa 700 milioni di euro ogni anno, sotto forma di contributi diretti o indiretti, gonfiano le casse di grandi gruppi editoriali e di partiti (solo le briciole arrivano a cooperative vere, di veri giornalisti). È una tipica forma italiana di capovolgimento del senso delle leggi: nascono per garantire il pluralismo e diventano occasione per esercitare il sottogoverno e il clientelismo, distorcendo il mercato e mortificando la libertà dei giornalisti (che è alla base della libertà dell’informazione).

In pratica, sono i giornali più grandi a ricevere i contributi maggiori.

Ieri sera ho presentato questo libro insieme all'autore, Beppe Lopez, e a Chiara Valentini, storica firma de L'Espresso, in una iniziativa della Sinistra Arcobaleno. Del libro, riporto due passaggi istruttivi, che spiegano perché Repubblica e Corriere siano così benevoli con Veltroni.

 

Oggi “i giornali italiani fanno ben più che informare e commentare i fatti”, rilevava polemicamente il 27 luglio 2007, sulla Repubblica, il segretario dei DS Piero Fassino: “promuovono campagne, sostengono tesi politiche, influiscono sulle scelte di partiti e governo, condizionano la formazione della leadership”. Insomma, l’informazione “è parte integrante del sistema politico e partecipa direttamente a tutte le dinamiche che lo investono”.

Fassino non ce l’aveva solo con il giornale di De Benedetti, sponsor di Veltroni alla guida del nascente PD. Tre giorni dopo, scriveva al Corriere che la rappresentazione della vicenda UNIPOL-BNL “travalica abbondantemente il diritto di cronaca e il dovere di informazione, assecondando invece e talora sollecitando una pulsione distruttiva largamente diffusa nell’opinione pubblica, quasi un desiderio vendicativo di travolgere la politica, liquidare una classe dirigente, demolire la credibilità politica e morale delle persone”. E, passando da un caso emblematico alla questione generale della maniera di fare informazione, da parte di alcuni grandi giornali, Fassino ribadiva: “Sappiamo bene come nella società di oggi i giornali non esauriscano la loro funzione solo nell’informare e nel commentare i fatti, ma siano organica parte del sistema politico istituzionale: promuovono campagne, orientano la formazione delle leadership, influiscono sulle priorità dell’agenda politica, condizionano i comportamenti delle forze politiche. Insomma, i giornali sono un competitore nel sistema politico. Non so fino a che punto ciò sia veramente compatibile con la missione di una stampa libera e indipendente”.

Intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere, Giampaolo Pansa ha detto: “Fassino e D’Alema si sono convinti ad appoggiare Veltroni dopo aver visto che i due principali quotidiani, Corriere e Repubblica, avevano già scelto lui”.

scritto da Rudi alle 12:48 | link | commenti (1)
categorie: politica, letture