11ottobre
     
 
rss feeds | atom feeds
Rudi.
pensierini sull'Inter, la Sinistra, Bologna, musica, cinema, viaggi e letteratura
blog :: chi sono :: i miei libri :: video e articoli :: contattami
lunedì, 18 febbraio 2008

8) Antonello Grimaldi, Caos calmo (6)

In fondo non saprei dire perché non mi è piaciuto; ho avvertito qualcosa di dissonante, una specie di retrogusto falso. Intendiamoci: la storia è forte, l’interpretazione di Moretti è notevole, l’atmosfera è spesso molto densa, a significare una qualità narrativa che non è andata smarrita nel passaggio dalla pagina alle immagini.

 

E tuttavia mi sembra un film che non colpisce il bersaglio. Spinge a interrogarsi sulla cognizione del dolore, sull’elaborazione del lutto, sulla necessità di riposizionare la propria vita deragliata in seguito a una perdita devastante. È magnifica, per esempio, l’espressione attonita di chi non riesce a sentirlo, il dolore, e se ne rimprovera. E ci sono dettagli commoventi, come il saluto elettronico che il protagonista non fa mancare al bambino down, oppure lo sguardo della bambina al padre prima di fare l'esercizio sull'asse di equilibrio, o ancora la piccola comunità che si avvicina impercettibilmente, giorno dopo giorno, intorno all’ormai famosa panchina. Dell'ancor più famosa scena di sesso, mi ha colpito solo la durata, ma non mi stupisce che possa sembrare gratuita.

 

Forse il punto critico è proprio Moretti: il pubblico si aspetta la battuta folgorante, l’ironia e il sarcasmo, e cerca questi ingredienti anche dove non ci sono, finendo fuori strada. Moretti è onnipresente, non c'è una scena in cui non appaia, eppure sarebbe servito sfrondare la trama da qualche personaggio di troppo.

scritto da Rudi alle 13:45 | link | commenti (1)
categorie: cinema