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Rudi.
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lunedì, 18 febbraio 2008

ER, Forest Whitaker, Goran Visnjic 

Quando E.R. è grande cinema

Forest Whitaker ha una di quelle facce che sei felice se è la faccia di un amico e hai paura se lo scopri nemico. Chi l’ha visto in Smoke e in Ghost Dog, in Bird e in La moglie del soldato, sa di cosa parlo (non è certo un caso se ha vinto l’Oscar come miglior attore per L’ultimo Re di Scozia).

Curtis Haynes è la vittima di un errore diagnostico, avvenuto nel policlinico di Chicago.

Whitaker ha interpretato Haynes nella tredicesima serie di E.R., portandovi una carica drammatica quasi insostenibile.

Haynes era un bravo artigiano, lavorava con le mani, si è ammalato, in ospedale ha avuto un ictus e perso l’uso di una mano, ha fatto causa all’ospedale, l’ha persa, e come una valanga, la vita gli si è sfarinata fra le mani: ha perso la famiglia e il lavoro.

Whitaker è l’attore scelto per far perdere il controllo dei nervi a Goran Visnjic, il dottor Luka Kovac di E.R., colui che, in quell’infernale giornata sovraccarica di malati, si trovò davanti a Curtis e sbagliò a curarlo.

Haynes, per il dottor Kovac diventa una minaccia carica di rancore. E nell’ultima, indimenticabile puntata di E.R. – già piena di tragedie e sentimenti lancinanti - quel rancore finisce per esplodere.

Whitaker riesce a vivificare il suo personaggio, a mostrarne l’impazzimento, a far sentire al pubblico che la vita gli è sfuggita di mano e ciò che ha perso farebbe impazzire chiunque. Il suo umanissimo desiderio di vendetta sottopone il pubblico a uno stress emotivo: tutti vogliono “salvare” Kovac, ma a un certo punto scatta il timore che Haynes rivolga la pistola contro di sé.

Certe puntate di E.R. sono formidabili proprio per questo: la forza della serie non sta tanto nel riuscire a mostrare come l’errore di un medico possa essere irrimediabile: ognuno capisce che è la vita a esserlo, senza rimedio. Per costringere la vita nel format di una serie televisiva, serve una prova d’attore eccelsa. Adesso ho bisogno di rivedere Smoke.

scritto da Rudi alle 10:11 | link | commenti (5)
categorie: cinema