L'avevo data per persa: certe sconfitte mi sembravano incubare la trasformazione della carriera sportiva in una variante dello star system più affine alla dimensione della moda e dello spettacolo.
Non credevo possibile che una ragazza capace di vincere Wimbledon a 17 anni, per poi diventare numero 1 al mondo e sprofondare in un 2007 senza vittorie, potesse tornare a battere Henin, Jankovic e Ivanovic.
La resurrezione australiana di Maria mi sembra paragonabile a quella vissuta a suo tempo a Andrè Agassi.