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Rudi.
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giovedì, 24 gennaio 2008

Solo un 2-2 in casa contro una neopromossa

Quando ho visto la formazione, ho temuto il disastro: altro che turn-over, mi sembrava che Mancini avesse confuso la Coppa Italia con il trofeo Birra Moretti (senza nemmeno qualche giovane da sperimentare). Un centrocampo formato da Cesar, Maniche, Pelè e Solari mi sembrava impresentabile: come si poteva pensare di creare gioco con un quartetto simile? Stamattina Sconcerti scrive sul Corriere che l’Inter cercava “un modo per uscire bene da una manifestazione che non può reggere”. Giudizio discutibile, sensazione identica. La Roma, a Genova, ha schierato più di mezza squadra titolare.

 

L’espulsione (giusta) di Burdisso ci ha indirettamente favorito, togliendoci dalla condizione di dover costruire qualcosa. In 11 contro 10, la Juve ha manifestato una sconcertante pochezza, non ho capito perché Ranieri abbia tenuto in campo quattro punte senza nessuno in grado di lanciarle (Tiago è davvero così scarso?), e il primo tempo si è chiuso con la sensazione che non si fosse mai vista un’Inter-Juve così scadente. Una seconda sensazione, non positiva, me l’ha lasciata Maniche: non vale Cambiasso come organizzatore, né Stankovic come incursore, meno che mai Figo come ispiratore delle punte: mi sembra un mediano abbastanza confusionario, utile come cambio, ma niente di pù.

 

Nella ripresa, mentre la Juve andava a sbattere contro un muro di sorprendente efficacia (Materazzi in ripresa, Rivas discreto al centro), ecco l’esplosione di Cruz, il suo favoloso uno-due, sul quale, lo ammetto, mi sono illuso di vincere la partita. È il caso di ricordare che il primo gol non l’avrebbe mai segnato a Buffon e che sul secondo si è capito perché la Juve abbia venduto Boumsong al Lione, ma certo la sensazione di superiorità era lampante. Poi l’ennesimo infortunio a Matrix ha contribuito a sbilanciare a squadra (bello il gol di Del Piero) e con Vieira e Pelè che camminavano per il campo, la partita si è chiusa in 8-9 contro 11. Dunque il pareggio non è disprezzabile.

Purché a Torino si vada per vincere. Non per fare bella figura: quella l’abbiamo già fatta ieri sera.

Julio Cruz festeggia il gol delll'1-0. Reuters

 

E con questi, sono 9. Nove gol segnati alla Juve. Nove come il numero che porta sulla maglia. Ha cominciato a far gol alla Juve quando giocava nel Feyenoord, ha continuato nel Bologna, e da quando è all’Inter non ha mai smesso. Mercoledì prossimo, a Torino, non può mancare.

scritto da Rudi alle 15:54 | link | commenti (9)
categorie: nerazzurri