L'ultimo incrocio con la Juve in Coppa
Dalle Confessioni di un interista ottimista (pp. 58-59):
"Tutto sommato, non è di Ceccarini l’arbitraggio più spudorato che il mio fegato sia riuscito a sopportare: in cima alla Scala degli Arbitraggi Scandalosi stanno appaiati lo spagnolo Garcia Aranda (Inter-Schalke 1997) e il signor Pellegrino, di Barcellona Pozzo di Gotto.
Il 12 febbraio 2004, Pellegrino ha scientificamente devastato una semifinale di Coppa Italia fra Inter e Juve, finita con la nostra eliminazione ai calci di rigore. A fine stagione, l’arbitro avrebbe lasciato per sopraggiunti limiti d’età, ma i due designatori, Bergamo e Pairetto, ebbero il coraggio di definire “eccellente” il suo operato. Ero con amici non tifosi, increduli per la faziosità di Pellegrino, che sciorinò l’intero campionario di nefandezze a disposizione di un arbitro che vuole decidere il risultato; poi mi toccò leggere che la partita l’aveva perduta Vieri, perché sbagliò uno dei calci di rigore.
Dopo quella partita, ho perso le residue illusioni sulla possibilità di recuperare il tifoso a una discussione pacata e moralmente coerente. Trovo incredibile la capacità di gioire di certi juventini, quando vincono rubacchiando. In un certo senso, sono loro i tifosi perfetti, i più ciechi di tutti. Sempre sorpresi, come Bondi quando criticano Berlusconi, dell’animosità che si rovescia sulle maglie bianconere".







Oggi, Roberto Perrone sul Corriere ricorda come reagì Facchetti, da poco presidente all'arbitraggio di Pellegrino (il voto del Corriere fu 3): "Confesso di aver pensato male quando ho visto il nome dell'arbitro. Comunque, se Moratti ha avuto tanta pazienza io non ne avrò altrettanto".