Lezione di incipit
Galeano spalanca 151 finestre. Brevi capitoli, a volte poche righe, organizzati intorno a un solo, labile filo conduttore: l’ordine cronologico. Si parte da alcune riflessioni sul gioco, il portiere, il tifoso, l’arbitro, il gol, lo stadio, il pallone; si passa alle origini del gioco, alle regole, al ruolo degli inglesi; e poi si dipana una narrazione fluviale, in cui le 151 finestre formano un andirivieni, si aprono su panorami strepitosi e si chiudono con i mondiali del 1994, quelli giocati nella calura californiana.
Ecco alcuni dei migliori incipit, nella traduzione di Pier Paolo Marchetti.
“Come tutti gli uruguagi, avrei voluto essere un calciatore”.
“Corre ansimando sulla fascia”.
“I giocatori recitano, con le gambe, una rappresentazione destinata a un pubblico di migliaia o milioni di infervorati”.
“In che cosa il calcio assomiglia a Dio? Nella devozione che gli portano molti credenti e nella sfiducia che ne hanno molti intellettuali”.
“A sedici anni, come Zamora, Josep Samitier debuttò in prima divisione”.
“Per Pedro Ariste la patria non significava niente”.
“Accadde nel 1926. L’autore del gol, José Piendibene, non esultò”.
“Quarant’anni prima dei brasiliani Pelé e Coutinho, gli uruguagi Scarone e Cea disorientavano le difese avversarie…”.
“Una notte di pioggia scrosciante, mentre moriva l’anno 1937, un tifoso seppellì un rospo nel campo di gioco del club Vasco da Gama e lanciò la sua maledizione…”.
“Aveva la stazza, la velocità e la malizia di una zanzara”.
“Sono parecchi gli argentini che giurano, con la mano sul cuore, che fu Enrique García, el Chueco (dalle gambe storte) mezzala sinistra del Racing…”.
“Al momento di scegliere il miglior portiere, i giornalisti del Mondiale del 1950 votarono all’unanimità il brasiliano Moacyr Barbosa”.
“Tutto il campo entrava nelle sue scarpe”. (Di Stefano)
“Uno dei suoi tanti fratelli lo ribattezzò Garrincha, che è il nome di un uccellino bruttarello e inutile”.
“Nacque destinato a lustrare scarpe, vendere noccioline o borseggiare la gente distratta”. (Eusebio)
“Ci sono alcuni paesi e villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neanche uno senza un campo di calcio”.
“Venuta da chissà quale regione dell’aria, la tigre appare, piazza la zampata e svanisce”. (Romario)
“Giocò, vinse, pisciò, fu sconfitto”. (Maradona)