Da oggi boicotto Repubblica
Per almeno un paio di mesi, non comprerò Repubblica. E' il giornale più leggibile e completo, vi lavorano alcuni amici (e molti ottimi giornalisti), ma sento il bisogno di fargliela pagare per due ragioni legate alla stretta attualità: l’assemblea nazionale della sinistra e la strage della Thyssenkrupp.
La prima scelta editoriale era prevedibile: tutto ciò che si muove a sinistra del PD, per Repubblica è motivo di irrisione o rimozione. Serve avere, ogni tanto, l’intervista “scandalosa” a Bertinotti, ma tutto ciò che si muove, giorno per giorno, sul territorio, non trova spazio. Ora che i proprietari di Repubblica hanno finalmente il partito che desideravano dal giorno della fondazione del giornale, nessuna meraviglia se decidono di fiancheggiarlo, negando visibilità a ogni pensiero critico.
Ma è il trattamento della vicenda degli omicidi sul lavoro che trovo imperdonabile. La retorica e lo spazio elargiti da Repubblica mi hanno dato il voltastomaco. In quel giornale non ci sono mai notizie sugli incidenti sul lavoro, e sono vicende che si ripetono tutti i giorni; poche righe nelle “brevi di cronaca” è il trattamento consueto.
Ora, che sia Repubblica a lanciare una petizione popolare sulla sicurezza sul lavoro, che comincia con le parole "mai più morti bianche...", mi sembra penoso. Considero ipocrita l'indignazione a intermittenza, o peggio complice di chi si rende responsabile dei crimini che devastano il mondo del lavoro.
Due mesi di mancato acquisto = danno accertato di 60 euro. Fossimo in mille a farlo, gli euro sarebbero 60.000.