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Rudi.
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venerdì, 01 giugno 2007

La russa batte la Craybas e raggiunge il terzo turno. Ap

Luigi è un amico interista che viene da Sondrio; ho pensato a lui quando ho letto di una tifosa nerazzurra morta precipitando dal balcone di casa, a Sondrio, mentre ritirava la bandiera dell’Inter, rimasta esposta per qualche giorno dopo la vittoria del campionato. La donna sarebbe salita su una sedia, ha perso l’equilibrio, è finita oltre la ringhiera ed è precipitata. Un volo di oltre dieci metri. Anche noi abbiamo esposto un grande bandierone nerazzurro dal terrazzo, per un mese. Ora sta in lavatrice.

 

Eva Kampmann, nata in Danimarca nel 1955, ha tradotto, tra gli altri, Paul Auster, Catherine Dunne, Karen Blixen, e il mio amatissimo Hans-Jorgen Nielsen (L’angelo calciatore – vedi su bauscia). Il lavoro del traduttore è “un’attività funambolica e paradossale, diversa eppure sotto molti aspetti simile a quella dello scrittore, sempre in bilico tra la superbia più spudorata e l’umiltà assoluta, una scrittura derivativa, sì, ma allo stesso tempo ri-creativa, sempre tesa a rendersi invisibile, ad annullarsi proprio nel momento in cui rende un’opera letteraria visibile in un’altra lingua”. La definizione non è mia, ma forse Chiara vi si riconosce.

 

Ho visto il trailer del prossimo film sui Fantastici Quattro. Stavolta appare Silver Surfer, il più straordinario, epico e poetico personaggio del Marvel Universe. Se la messa in scena non sarà almeno decente, se la grandezza di Silver Surfer verrà banalizzata, inizierò un personale boicottaggio dei film tratti dai fumetti Marvel.

 

Nella prima riunione del comitato dei 45 che stanno definendo le modalità di costruzione del Partito Democratico, hanno deciso che Prodi sarà il presidente e in ottobre si eleggerà il segretario. Qualcuno ha capito che il segretario lo indicherà Prodi. Qualcuno ha capito che ci saranno più candidati e lo eleggerà l’Assemblea costituente. Qualcuno ha capito che sarà più che altro uno speaker e la leadership resterà tutta nelle mani di Prodi. L’ultimo arrivato – Marco Follini – ha detto che “se non eleggiamo un capo vero rischiamo di fare un partito finto”.

 

Trovo spaventosa la minimizzazione mediatica del dispositivo della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha stabilito che la Juventus di Lippi e del dottor Agricola attuò, dal 1994 al 1998, “un disegno criminoso per alterare le gare attraverso la somministrazione illecita di farmaci”. Quella Juve straripante di forza atletica era dopata. Tre scudetti e una Champions (diciamo pure l’unica vinta dai bianconeri) andrebbero restituiti. La società è responsabile di aver somministrato “farmaci leciti su atleti sani in modo immotivato”. Il reato è caduto in prescrizione, la vergogna no.

 

Ci vorrebbe un Thomas Mann (I Buddenbrook) o un Luchino Visconti (La caduta degli dei) per illuminare l’attuale conflitto famigliare che devasta la casata Agnelli. Margherita vs. John sta su un piano ben più elevato delle baruffe chiozzotte fra Lapo e Moggi. I riverberi juventini di questo psicodramma faticano a stare nelle pagine sportive, ora ci si chiede se resterà Tardelli oppure Bettega, se la restaurazione avrà il volto di Lippi o la rivoluzione si affiderà a Ranieri, se non sia il caso di riportare Cobolli Gigli in Rinascente e affidare anche la Juve alle cure di Marchionne.

 

Domani, se non piove, terza uscita stagionale sui campi in terra battuta. Almeno in questo caso nessuno troverà incongrua la foto in cima al testo.

scritto da Rudi alle 16:39 | link | commenti (4)
categorie: politica, sport, nerazzurri, cortocircuito