Cominciamo a prendere le misure
Poco importa se la doppietta di Ronaldo ruberà spazio alla celebrazione di un record storico - 16 vittorie consecutive in campionato - il cui effettivo valore si potrà misurare fra vent'anni e più.
Come i 2 metri della Simeoni. Come i 19"72 di Mennea sui 200 metri. Come l'oro mondiale di Magnini nei 100 stile libero. Come l'oro olimpico di Juri Chechi agli anelli. Come il Roland Garros 1976 di Panatta. Come certi filotti vincenti di Tomba in slalom e Valentino Rossi sulla motogp. Non so quanti vivranno abbastanza per veder superato questo record dell'Inter. Lasciamo che parlino della doppietta di Ronaldo e della tripletta di Del Piero, e rimandiamo i discorsi sullo scudetto almeno fino alla notte del derby.
Contro il Cagliari, la squadra non ha fatto niente di speciale: ha semplicemente confermato la propria forza, è passata in vantaggio e gestito il risultato con un centrocampo semplicemente fantastico. Dacourt e Zanetti hanno recuperato decine di palloni, Figo è stato quasi perfetto, Stankovic sembrava dormire finché si è prodotto in una prodigiosa accelerazione, finita sul palo. E quel cross di Ibrahimovic è un gioiello abbagliante.
Sono contento che Mancini mi abbia smentito, limitando il turn-over; forse è Spalletti che dovrebbe spiegare la contemporanea rinuncia a Taddei e Mancini. Un solo appunto critico: è in partite "facili" come questa che trovo indifendibili certi limiti tecnici e tattici di Cordoba e Adriano, due a cui una grande squadra può rinunciare senza timore. Intanto, un altro difensore di valore mondiale fa già parte della rosa nerazzurra.
