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Rudi.
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martedì, 26 dicembre 2006

51) Francesca Comencini, A casa nostra (6)

 

Film emblematico, alla fine del quale viene da chiedersi come mai certo cinema italiano, pur animato dalle migliori intenzioni, cioè dalla voglia di raccontare l'Italia di oggi, la corruzione che ci circonda e della quale siamo persino complici, non riesca a essere convincente, nonostante possa disporre di un'ottima trama, di buoni interpreti (Battiston su tutti, poi Golino e Zingaretti) e buoni tecnici (la fotografia è di Bigazzi, la colonna sonora della Banda Osiris)...

Una risposta parziale può essere che qualche regista ha visto troppe volte Crash (e l'archetipo America Oggi), ma non sa andare oltre una regia televisiva, con un intreccio troppo insistito, in cui i singoli frammenti vanno a ricomporsi in modo troppo matematico. Una seconda risposta può essere che l'indignazione non basta, serve una capacità di immaginazione che sappia far sussultare lo spettatore e lo costringa a sbarrare gli occhi sull'immagine. Siamo assuefatti alle notizie del telegionale, e agli approfondimenti di seconda serata; ci manca uno spiazzamento del punto di vista, un'originale visione "politica".

In questa Milano livida e notturna, avida e amorale, nuovamente simile a quella "da bere", lo spessore dei personaggi non oltrepassa la dimensione del bozzetto, e per fortuna Comencini tronca il racconto in modo efficace (e associa al grigiore di certi panorami la musica dei Sigur Ros).

scritto da Rudi alle 10:42 | link | commenti (1)
categorie: cinema