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Rudi.
pensierini sull'Inter, la Sinistra,
Bologna, musica, cinema, viaggi e letteratura |
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lunedì, 31 marzo 2008
Termometro elettorale, 8
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13-feb |
20-feb |
26-feb |
03-mar |
17-mar |
31-mar |
| PCL + Sinistra Critica |
0,5% |
0,5% |
0,5% |
0,5% |
0,5% |
1,0% |
| Sinistra Arcobaleno |
7,5% |
7,0% |
7,0% |
7,5% |
7,5% |
7,0% |
| Partito Socialista |
3,0% |
2,5% |
2,0% |
1,5% |
1,5% |
1,5% |
| Radicali |
1,5% |
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| Italia dei Valori |
2,0% |
2,5% |
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| Partito Democratico |
33,0% |
35,0% |
37,5% |
37,0% |
36,5% |
36,5% |
| Rosa Bianca |
2,5% |
2,5% |
3,0% |
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| UDC |
4,0% |
4,5% |
4,5% |
6,5% |
6,5% |
6,5% |
| Udeur |
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0,5% |
0,5% |
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| Popolo delle Libertà |
39,0% |
38,5% |
38,5% |
39,5% |
39,5% |
39,0% |
| Lega Nord + MPA |
4,0% |
4,0% |
4,0% |
4,5% |
4,5% |
5,0% |
| La Destra |
3,0% |
3,0% |
2,5% |
2,5% |
3,5% |
3,0% |
| altri |
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0,5% |
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100,0% |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
| Veltroni |
33,0% |
35,0% |
37,5% |
37,0% |
36,5% |
36,5% |
| Berlusconi |
43,0% |
42,5% |
42,5% |
44,0% |
44,0% |
44,0% |
Le mie sensazioni sono stabilmente pessime. Capisco chi, per ruolo, deve continuare a gridare "Siamo in rimonta!", "Siamo in rimonta!", "Siamo in rimonta!", ma se non è pazzo è il primo a non crederci.
Ho ritoccato qualche zero-virgola perché, tutto sommato, credo che a sinistra della Sinistra Arcobaleno, finiranno per sfogarsi 4-500mila voti, mentre la Destra supererà abbondantemente il milione.
Mi è appena arrivata la notizia che Ken Loach ha deciso di sostenere Sinistra Critica e ha firmato un appello internazionale che ha già raccolto circa trenta firme, tra cui quelle dell'economista Eric Touissaint, del pacifista israeliano Michel Warshawsky, del filosofo francese Daniel Bensaid, del candidato alle ultime presidenziali in Francia Olivier Besancenot, della candidata brasiliana Heloisa Helena, dello scrittore libanese Gilbert Achcar e dello studioso belga Francois Vercammen. Loach ha spiegato il suo appoggio con la necessità di avere in Europa "una sinistra che abbia una posizione chiara sulla guerra e si opponga a ogni forma di privatizzazione".
Due giorni fa, la segretaria regionale dei Comunisti Italiani, Loredana Dolci, assessore provinciale a Reggio Emilia e candidata numero 7 alla Camera, ha detto che voterà Pd.
Un candidato che invita a votare per un’altra lista: nello sterminato catalogo di misfatti della sinistra mondiale, mi sembra una novità da salutare con piacere: anche mezzi morti, riusciamo a ancora a sorprendere. E a far ridere.
Priva di senso del ridicolo, la commissione nazionale di garanzia del Pdci, riunita d'urgenza domenica mattina, ha radiato dal partito la signora Dolci "a seguito delle sue dichiarazioni rese alla stampa".
Non hanno colto lo spirito surrealista della loro ex dirigente, il cui gesto mi ricorda la famosa battuta di Peppino Prisco, che un minuto prima di morire avrebbe voluto farsi milanista, “così muore uno di loro”.
lunedì, 31 marzo 2008

British Union of Fascists
Il presidente della Formula 1, Max Mosley - a destra nella foto - è stato filmato nel corso di un'orgia in stile nazista con cinque prostitute. Il tabloid londinese News of the World dice di lui: «in segreto è un pervertito sessuale sadomasochista».
Il giornale ha messo le mani su un video di cinque ore dove si vede il protagonista – sessantotto anni, figlio di Oswald Mosley, famigerato leader fascista britannico - che si atteggia a comandante di un lager nazista nel corso di una «depravata orgia in stile nazista», dà ordini in tedesco alle prostitute nude o seminude, le frusta e poi «gode a farsi frustare a sangue»; l’orgia sarebbe avvenuta in un lussuoso appartamento nel quartiere di Chelsea.
Mosley è ricchissimo. Suo padre Oswald era il leader del British Union of Fascists e intratteneva rapporti amichevoli con Mussolini e Hitler. In particolare, era molto legato a Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich. Papà e mamma Mosley si sono sposati nel 1936 nella casa del gerarca nazista. Max è nato quattro anni dopo.
E oggi non ha la minima intenzione di dimettersi.
lunedì, 31 marzo 2008
Nella loro beceraggine maschilista, le trasmisioni sportive delle reti Mediaset necessitano di presenza decorative, meglio se straniere e con insormontabili problemi con la lingua italiana. Fa eccezione Elisabetta Canalis, che siede accanto a Piccinini anche per coprire la quota da opinionista interista e ogni tanto sfiorare la pagina del gossip.
Elisabetta si presenta ogni volta con un vestito diverso, spesso con le spalle scoperte (finché l'aria condizionata dello studio la costringe alla ritirata). Farsi rappresentare da lei è comunque meglio che da Mughini, ma vorrei far notare che solo la Canalis viene continuamente interrotta mentre parla. Da fini pensatori del calibro di Paolo Liguori, per dirne uno.
domenica, 30 marzo 2008
![[img no.105402 © inter.it] [img no.105402 © inter.it]](http://www.inter.it/aas/img/105402-480.jpg)
Non sono d'accordo con segnaleorario, che da questa immagine sconfortante di Ibra (e da altri particolari da cui si giudica un giocatore) deduce che stia giocando contro Mancini, ma comincio a credere che sia un personaggio di cui liberarsi quest'estate.
http://segnaleorario.splinder.com/post/16534753/AUTOLESIONISMI
Da Natale in poi, il rendimento di Ibra l'avrebbe garantito Balotelli. Se è malato, curatelo. Se il problema, come temo, non è al tendine rotuleo ma al cervello, tenetelo in panchina.
Se vinceremo questo incredibile scudetto, sarà per lo spirito di squadra degli argentini.
domenica, 30 marzo 2008
Quarta udienza del processo alla Cupola
Secondo i PM Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, "Calciopoli era un’organizzazione simile più alla loggia massonica P2 e alla mafia che a una comune associazione a delinquere".
Nella quarta giornata dell’udienza preliminare del processo per la vicenda che nel 2006 ha scosso il calcio italiano, Beatrice e Narducci hanno chiesto il rinvio a giudizio per 37 indagati, da Moggi a Giraudo, da Carraro a De Santis, da Lanese (candidato UDC) a Pairetto.
Il giudice De Gregorio, che presiede l'udienza preliminare, ha respinto le richieste della difesa che intendevano far spostare il processo in una sede diversa da Napoli.
I PM hanno illustrato in cosa consista la "cupola" moggiana, sottolineando che non si sarebbe trattato di più associazioni cooperanti, ma di una sola organizzazione. Per le sue caratteristiche di segretezza e per i forti vincoli tra gli associati, la cupola aveva caratteristiche simili alla P2 e alla mafia, era in grado di influenzare le istituzioni e i vincoli fra i componenti si rinsaldavano continuamente.
Qualcuno lo spieghi a Mughini.
domenica, 30 marzo 2008

Alla ruota della fortuna (2)
Rileggetevi quanto scrivevo martedì 25 marzo: http://rudi.splinder.com/post/16470792
Era trasparente il tentativo di portare sfiga alla Roma, dopo una serie di partite segnate da troppi episodi favorevoli. La forza dei miei poteri paranormali - sconosciuta anche al sottoscritto - è emersa ieri. La Roma ha pareggiato una partita che meritava di stravincere, subendo un grottesco autogol (Ferrari se lo merita, dopo le battute sul gol di Javier Zanetti), colpendo un palo e costruendo una dozzina di occasioni favorevoli. L'Inter, invece, ha pareggiato una partita che meritava di perdere, mentre la Lazio colpiva due traverse clamorose.
Popolo giallorosso, che piangevi ipotizzando lo scarso impegno della Lazio: questo è solo un avvertimento, non farmi saltare la mosca al naso, altrimenti l'autogol lo faccio fare a Totti.
Lazio-Inter è una partita da cui uscire con sensazioni antitetiche. La prima mezzora, l'Inter l'ha giocata bene, la seconda mezzora malino (ma prendere un gol così è comunque da deficienti), la terza mezzora dovevamo prenderne tre e andare a casa sotto un'uragano di fischi (forse il loro gol era in fuorigioco millimetrico, forse c'era un rigore su Rivas, ma il discorso non cambia: la porta dell'Inter era un tirassegno).
Mancini si ostina a tenere in campo Ibra anche quando gioca da fermo, Crespo ha un'autonomia di venti minuti a tempo, Vieira era da impiccare seduta stante, per la mollezza con cui è entrato, Maicon ha fatto l'azione del gol ma ha perduto 4-5 palloni in modo imperdonabile. E così ho finito i nomi dei calciatori che dovrebbero "fare la differenza"; l'altro è Julio Cesar, a cui andrebbe acceso l'ennesimo cero.
Magnifici Chivu e Burdisso, buoni Zanetti e Rivas, sufficienti Maxwell e Stankovic. Ma non si può parlare solo di calcio davanti a uno spettacolo imbarazzante, che richiede sforzi combinati di freudiani e junghiani, e rimanda alla domanda delle domande: che cavolo ci siamo andati a fare a Dubai?
sabato, 29 marzo 2008
Speranze nerazzurre
Firmerei per:
1) mantenere invariati i 4 punti di vantaggio (se perde la Roma e poi anche l'Inter, nessun problema);
2) non mi lamenterò nemmeno se mantenessimo due punti di vantaggio, pareggiando all'Olimpico, purché questo avvenga dopo una partita intensa.
Fra le tante idiozie che vorrebbero farci credere a un disimpegno della Lazio, come mai nessuno ha ricordato che Lotito fece causa a Mancini, quando questi firmò per l'Inter?
sabato, 29 marzo 2008
Bruce Springsteen, The River (USA, CBS 1980)
158, LA PUNTINA SUL VINILE
Registrato da Neil Dorfsmann al Power Station di NYC, prodotto da Jon Landau e Steve Van Zandt; la foto di copertina è di Frank Stefanko; è il quinto album di Springsteen, fra Darknes on the Edge of Town e Nebraska.
Bruce ha ormai trovato la sua vena, suona la chitarra a 6 e a 12 corde, l’armonica e il piano, la voce si impasta perfettamente con le formidabili pulsazioni emanate dalla E Street Band (Roy Bittan, piano, Clarence Clemons, sassofono, Danny Federici, tastiere, Garry Tallent, basso, Max Weinberg, batteria, Steve Van Zandt, chitarra).
Siamo davanti a una delle band più travolgenti nella storia del rock, ma forse non c'è ancora la consapevolezza di esserlo: confrontando una qualunque di queste canzoni con le versioni live dei mesi successivi, sembra che sul palco avvenga una misteriosa moltiplicazione dell'energia.
The River è un doppio lp composto da 19 capitoli: Jackson Cage, Two Hearts, Independence Day, Hungry Heart, Point Blank, Stolen Car, Fade Away, Drive All Night e il capolavoro epocale che dà il titolo all’album.
Resta stupefacente la capacità di aprire romanzi che esplode dalle liriche del Boss, tre-quattro strofe schiudono orizzonti infiniti, come gli incipit di certi racconti di Carver. Non conosco rocker che abbia saputo costruire una simile intimità con personaggi che durano pochi minuti, conosciuti, amati, a volte rimpianti, in cui è facile immedesimarsi, per la loro disperata voglia di vivere e divertirsi, correre e andarsene.
Quando l'umore non è dei migliori e non sapreste spiegare perché, non so consigliarvi nulla di meglio che riascoltare un vecchio disco di Springsteen. E pazienza se vi viene la voglia di partire per un viaggio in decapottabile attraverso l'America.
sabato, 29 marzo 2008
L'Inter sembra finita nel tritacarne. Della squadra che per una stagione e mezza ha dominato il calcio italiano si sono perse le tracce. La rosa decimata dagli infortuni, la condizione fisica appannata, le giocate sempre più rare dei suoi fuoriclasse insufficienti a compensare le carenze di un gioco farraginoso: le ragioni dell'eclissi sono evidenti...
Le vicende di Calciopoli hanno messo in evidenza l'intreccio inscindibile dei tre piani sui quali si gioca il campionato di calcio in Italia: quello del potere politico (il cosiddetto «Palazzo»), quello della capacità egemonica attraverso i mass media, quello - certo preponderante - dello spessore tecnico della squadra. Dalle inchieste giudiziarie si vede come la vecchia «cupola» guidata da Moggi lavorasse con metodo per controllare il mercato dei calciatori migliori, per assicurarsi che gli organismi dirigenti del calcio non prendessero decisioni ostili ai propri progetti, per incidere in maniera determinante nella gestione del mondo arbitrale, per orientare attraverso i mass media l'opinione pubblica...
il racconto delle sue imprese continua in larga parte a essere affidato ai «nemici» di sempre: vogliamo credere, ad esempio, che Moggi di colpo si sia trovato senza amici, senza potere, senza beneficiati riconoscenti e delusi dal venir meno di prebende? O ci dimentichiamo che Mediaset tifa Milan e che il Milan soffre lo strapotere nerazzurro? Tutti costoro non hanno mai smesso di cercare questa o quella crepa nell'Inter morattiana. Non hanno smesso di soffiare sul fuoco, di denunciare ingiustizie vere o presunte, di gridare al despota, al dittatore, al pericolo per la democrazia (calcistica). Dopo Inter-Parma (ovvero dopo una partita già persa ribaltata negli ultimi minuti grazie a decisioni arbitrali cervellotiche) il vento cambia radicalmente. Una campagna stampa senza precedenti impone (quasi) la riapertura del campionato. Gli infortuni fioccano, ma fioccano anche le ammonizioni, anzi: la doppia ammonizione. L'ammonizione, ovvero quanto di più opinabile e soggettivo vi possa essere nella repubblica del pallone, diventa il grimaldello attraverso cui un Palazzo e un sistema arbitrale in confusione e clamorosamente sotto botta cercano di togliere all'Inter quello che, con una qualche sudditanza, le avevano riconosciuto prima. Si aggiunga qualche gol in fuorigioco, su cui i giornali il giorno dopo non titolano.
Arrivata la crisi (perché nel calcio italiano prima o poi tutti attraversano una crisi, specie se aiutata dalle doppie ammonizioni), è stato così un gioco da ragazzi affondare le lame nella carne viva della squadra nerazzurra...
Guido Liguori e Antonio Smargiasse, il manifesto
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/28-Marzo-2008/art64.html
venerdì, 28 marzo 2008
Lui è Taribo.
In queste ore compie 10 anni e si chiama così perché 10 anni fa c'era un Taribo nero che giocava nell'Inter.
Fra tutti i miei gatti è quello a cui mi sono più affezionato: perché è nero, un felino furbo e aggressivo, che mi mordeva e graffiava con grande piacere, e poi un paio d'anni fa si è ammalato, soffre di pancreatite, e ha perso 3 dei 7 kili che era.
Da qualche anno, Taribo vive con i miei. Mi odia, mi ringhia, mi sbuffa, perché ha capito che l'ho abbandonato. Peggio: gli ho portato in visita Cholo e Brujita, e questo non me lo perdonerà mai.
venerdì, 28 marzo 2008
Senza vergogna
Le pagine bolognesi di Repubblica sono riuscite ancora a sorprendermi. Ieri non hanno dato notizia della presenza in città (e provincia) di Rita Borsellino, capolista al Senato per la Sinistra Arcobaleno. Oggi non c’è nemmeno una riga, nemmeno una foto-notizia della manifestazione che si è svolta ieri pomeriggio “Contro tutte le mafie”.
Per Repubblica, è chiaro, non esiste nulla a sinistra del Pd.
Non ho potuto essere presente, ma in questo piccolo spazio di informazione posso riprodurre due delle mail che mi sono arrivate stamattina.

Questo pomeriggio ho scoperto per la prima volta il carisma travolgente di Rita Borsellino. In una affollata manifestazione elettorale della Sinistra Arcobaleno a Bologna con tanti altri leader come Paolo Cento, Katia Zanotti e Libero Mancuso. Una donna del sud, colta, semplice e profondamente di sinistra che è venuta in punta di piedi a Bologna per parlare di mafie. Ci ha raccontato con parole semplici ma estremamente convincenti cos'è la penetrazione mafiosa dei capitali, la convivenza politica, il degrado morale e civile procurato dalle distorsioni dell'economia e dei rapporti sociali. Ha messo in guardia gli emiliani del pericolo che corrono, subdolo, fatto di affari "leciti" e di soldi "facili" , della possibilità che anche il tessuto economico e sociale di questa regione sia contaminato, anche se ha riconosciuto a questa regione la capacità di avere potenti anticorpi contro la degenerazione mafiosa. L'Emilia Romagna portatrice dei valori fondamentali della resistenza che possono diventare "resistenze" contro i poteri deviati, contro le mafie !Inoltre ci ha manifestato tutta la sua felicità nel dover guidare la Sinistra Arcobaleno sia in Emilia Romagna che in Sicilia (finalmente un candidato orgoglioso e felice che scuote gli animi assopiti della sinistra italiana). Mentre la Borsellino parlava dal palco ho realizzato la portata politica di questa preziosa candidatura. La Sinistra con la Borsellino segna una linea di demarcazione morale invalicabile a Bologna come a Palermo e così mi auguro possa essere in tutta Italia (ho sentito riecheggiare "forte" la questione morale di berlingueriana memoria.) Una standing ovation ha salutato la fine del suo intervento, davvero meritata. Brava Rita! Un carica forte per i tanti militanti presenti per questi ultimi giorni di campagna elettorale. Walter
C'ero anch'io; è stato un incontro bello e intenso; Mancuso era quasi commosso nel vedere Aldo Tortorella in platea con Chiarante, poi ha detto che la candidatura di Rita Borsellino gli ha tolto alcuni dubbi su chi votare.
Anche padre Benito Fusco è stato una sorpresa e ha cercato di rimarcare la differenza tra le gerarchie ecclesiastiche e i tanti sacerdoti impegnati nel sociale e a fianco dei poveri ed emarginati.
Poi Rita Borsellino che si è alzata in piedi ed ha fatto il suo discorso a braccio, ha parlato di mafia, del suo rapporto con i giovani, dei suoi tanti anni passati a costruire o meglio a ricostruire una coscienza nella sua terra, le lotte con Libera per la confisca dei beni ai mafiosi ed ora il suo impegno in politica che ritiene doveroso per poter meglio servire il suo paese e l'Italia.
Ha parlato anche del fatto che si ritiene molto legata all'Emilia per i suoi tanti viaggi in questa regione e per il legame instaurato da alcuni anni con la scuola di pace di Monte Sole ed i comitati che hanno coniato a Marzabotto il termine Nuova Resistenza che crea un parallelismo tra la resistenza alla mafia e a tutte le mafie e la resistenza al fascismo.
Sono riuscita a salutarla e le ho detto che per noi era un onore averla nelle nostre liste e poi mi sono commossa dicendo che ricordiamo sempre il sacrificio di suo fratello Paolo e lei mi ha detto "per questo lo facciamo!". Paola
venerdì, 28 marzo 2008
«Scusa ma secondo te il Pd dura?»
... Sono innumerevoli - in questi giorni e in tutta Italia - i microconflitti sotterranei tra ex Ds ed ex Margherita, tensioni destinate ad alimentare un dopo-elezioni tutto da decifrare. Semmai la grossa sorpresa è un’altra: il dopo-14 aprile si è già aperto e con largo anticipo ad opera di due personaggi vicini a Veltroni. Due giorni fa, il ministro Paolo Gentiloni si era detto fiducioso sulla vittoria del Pd, ma poi aveva sostenuto che un Pd al 35 per cento era da considerarsi un buon risultato.
Ed esattamente su quella stessa soglia si era seduto l’indomani Goffredo Bettini, il braccio destro di Veltroni, che in un’intervista al "Corriere della Sera", ha affermato: «Se è decisivo vincere le elezioni, lo è altrettanto impiantare una grande forza riformista che si attesti attorno al 35 per cento», ma se quell’obiettivo non fosse raggiunto «non credo ai dirigenti che valgono per tutte le stagioni, siano essi vincenti o perdenti». Come dire: meglio vincerle le elezioni, ma un Pd al 35% sarebbe comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si dimetterebbe…Uno come Peppino Caldarola, l’ex direttore dell’"Unità" che da anni conosce a memoria sia Veltroni che D’Alema, ha un’altra idea: «Bettini dice, guardate che in caso di risultato negativo, Walter ed io non ci lasceremo processare e siamo pronti, dimettendoci, a chiudere di fatto l’esperienza del Pd. A quel punto la palla tornerà a D’Alema: sparare l’ultima raffica e mettere in campo Bersani, oppure ritirarsi dalla lotta...». Perché, certo in caso di (improbabile) sconfitta piena (Berlusconi a Palazzo Chigi e Pd sotto il 35%), tutto potrebbe rimettersi in movimento. Per esempio che farebbero gli ex Popolari di Franco Marini? Qualche tempo fa a Clemente Mastella che lo interpellava sul futuro, Beppe Fioroni ha confidato: «Scusa ma secondo te il Pd dura?».
Insomma se l’Udc andasse bene, potrebbe davvero aprirsi il cantiere del centro tante volte evocato a vanvera. E Massimo D’Alema? Potrebbe assecondare l’ascesa di Pierluigi Bersani, che non a caso sta svolgendo una campagna elettorale un po’ appartata, da "riserva del partito"?…
Fabio Martini, La Stampa, oggi: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/31378girata.asp
venerdì, 28 marzo 2008
Ombre
Non ci speravo, non ho mai creduto che Calciopoli potesse funzionare da catarsi e sgombrare il campo dai sospetti, ma la rapidità con cui la situazione sta di nuovo degenerando, sorprende anche me. Ricapitoliamo.
Primo: la Juventus segna un gol decisivo grazie a un fuorigioco di tre metri, in un'azione di facilissima lettura, con il guardalinee in posizione perfetta, e che succede? Niente. Quel Collina che aveva pubblicamente rimproverato un arbitro per un errore a favore dell'Inter, rimane zitto; quel Farina che era persino andato in tv a chiedere scusa, zitto pure lui. Spiccano le parole in libertà di Cobolli Gigli, che ha definito la vittoria della Juventus "più di un risultato calcistico, il momento della redenzione".
Secondo: esce la sentenza del TAR del Lazio, che definisce legittimi gli atti che hanno portato all’inibizione per cinque anni da tutte le cariche federali e l’ammenda di cinquantamila euro inflitta a Luciano Moggi. Per il Tribunale, le prove raccolte mostrano come la Triade abbia maneggiato per costruire “a suo favore una situazione di sudditanza psicologica da parte sia degli arbitri, condizionandone l’operato a mezzo dello strumento delle designazioni (…), che delle altre società, boicottandole non solo sul piano strettamente competitivo ma anche su quello del mercato e delle acquisizioni”. La notizia ottiene spazi minimi, Moggi continua a vagolare nei media amici, presentandosi come una vittima.
Terzo: alla vigilia della prossima giornata di campionato, vengono restituiti i 3 punti di penalità al Cagliari, mentre monta una campagna di stampa tesa a prefigurare un regalo della Lazio all'Inter. L’effetto è che molti interisti interpretano la restituzione dei 3 punti come un modo per ammorbidire il Cagliari, mentre molti romanisti già immaginano grotteschi autogol di Rocchi e Pandev.
L'atmosfera è torbida, il ridicolo si mescola al patetico, la Fiorentina è l'agnello sacrificale per consentire a Juve e Milan di ripartire dalla Champions, certe campagne di stampa non sono certo estranee alla campagna elettorale in corso, persino il sommo Beccantini (che pure ha ammesso i delitti della Triade) ricostruisce il 5 Maggio come se la Triade non ci fosse mai stata. Sullo sfondo si profilano nuove alleanze per svuotare la nuova legge sulla vendita collettiva dei diritti televisivi.
A questo punto, non sono disposto a giurare sulla regolarità di questo campionato.
venerdì, 28 marzo 2008
Né Stato, né Mercato: ovvero banche, mutui, crisi finanziarie e post-economia. Articoli di Greg Palast, Tonino Perna, Francesco Terreri e intervista a Mario Crosta. Reportage da Dharavi, Bombay, il più grande slum dell’Asia.
La missione modernizzatrice di Stalin prosegue drammaticamente nella Russia di Putin: interventi di Nicola Melloni, Mario Rigoni Stern, Eugenio Finardi e Francesco De Filippo, tra passato e presente di una complicata Russia.
Bisogna mettere al primo posto la crescita, dicono Pd e Cgil. Intanto i rifiuti frutto di quella crescita assediano le nostre città, mentre l'Africa aspetta ancora Veltroni: di questo e altro si occupa la lettera di Maurizio Pallante [scrittore e promotore del movimento per la decrescita felice].
FUORIGIOCO 11, LO SPEZZATINO IPERLIBERISTA - Sky ha depositato un ricorso presso la Commissione Europea contro il decreto legge che intende riportare la gestione dei diritti televisivi in ambito collettivo (oggi sono ceduti dalle singole società) a partire dalla stagione 2010-11. Secondo Adriano Galliani, vicepresidente del Milan nonché ex presidente della Lega Calcio, questo ricorso è solo il primo di una lunga serie, altri ne seguiranno davanti a vari organi giurisdizionali. La tesi dei ricorrenti è che la vendita collettiva dei diritti sia un ostacolo “statalista” alla libera concorrenza. Sappiamo che la Confindustria del pallone è interessata solo a massimizzare le entrate: sarei curioso di sapere che ne pensa Veltroni… Oltre ai tradizionali anticipi al sabato (18.00 e 20.30) e al posticipo della domenica (20.30), la Lega pare disposta a concedere i diritti televisivi anche per una partita a mezzogiorno della domenica e un’altra il lunedì sera, con ulteriori flessibilità (sfalsamenti di 45 minuti) nei turni infrasettimanali. La Lega farebbe qualsiasi cosa pur di incassare almeno un miliardo di euro all’anno (l’ultimo contratto è stato di 850 milioni). Da tempo i diritti televisivi sono la prima fonte di entrate per le società; per alcune, la quota supera la soglia del 60%, quei presidenti farebbero scendere in campo le proprie squadre anche di mattina, se gli venisse chiesto. Mentre gli stadi continuano a svuotarsi, il calcio a pagamento (duopolio Sky Mediaset) ha già agganciato 4 milioni di spettatori. La “nuova frontiera” passa anche attraverso il linguaggio: le telecronache non saranno più neutrali, ma rispecchieranno il gusto di chi paga (al gol della propria squadra si urla, al gol degli avversari si sussurra). Le prime esperienze di telecronache tifose fanno pensare al peggio del sudamerica.
giovedì, 27 marzo 2008
Tre ottime notizie
1) Gianfranco Pasquino e Mauro Zani, nomi noti a sinistra, soprattutto a Bologna, hanno deciso di dichiare il voto disgiunto: Pd alla Camera e Sinistra Arcobaleno al Senato. Mi sembra un atto di grande valore. Alle motivazioni tecniche - ben spiegate da Pasquino: http://www.democraticiesocialisti.eu/2008/03/voto-utile-e-voto-strategico-di-gianfranco-pasquino/ - si aggiunge una valutazione politica che trovo molto fertile, e che investe sul futuro dei rapporti fra questi due soggetti. Magari tanti altri ragionassero così.
2) Roberto Mancini a rischio esonero? "Tutte balle". Massimo Moratti ha replicato così alle voci di un possibile provvedimento nei confronti del tecnico dell'Inter dopo la sconfitta contro la Juventus. "Malgrado quello che dite voi nelle vostre trasmissioni, non c'é stato nulla", ha risposto Moratti alle domande dei giornalisti all'uscita degli uffici della Saras. "Sono tutte cose da smentire, ma non abbiamo più la pazienza di farlo. Sono tutte balle, quindi spero proprio che non influiscano sulla prestazione di sabato. Quali sono le mie sensazioni? Le mie sensazioni contano poco, è importante solo che i ragazzi giochino bene e vincano".
3) Caterina Balivo, con tutto il suo potenziale persuasivo, è scesa in campo a difesa della mozzarella di bufala campana, oggetto di odiose manovre tese a farci credere che sia piena di diossina.
giovedì, 27 marzo 2008
Mi riesce impossibile nascondere la sensazione di sfacelo che avverto: a poco più di due settimane dal voto, credo che l’esito possa essere solo di sue tipi: pessimo o catastrofico.
A scanso di equivoci, mi riferisco all’insieme delle forze di centro-sinistra, non solo alla lista per cui ho deciso di votare. Ogni giorno che passa mi si conferma la convinzione che Sinistra Arcobaleno non sia in grado di intercettare, se non in minima parte, quel disperso popolo di sinistra che ha vissuto con grande sofferenza la disintegrazione del governo e dell’Unione. L’effetto più probabile è che Sinistra Arcobaleno viaggi fra il 7 e l’8%, intorno ai 3 milioni di voti, anziché i 4 che erano nelle speranze, mentre il dato delle astensioni potrebbe raggiungere livelli inediti. Del resto, come scrive Gigi Sullo, se la sinistra non si smarca nemmeno da slogan come "bisogna aumentare i salari per stimolare i consumi", di quale alternativa parliamo?
Non ci si può stupire se la campagna elettorale si infrange contro un muro di sfiducia e incomunicabilità: spero riesca fare eccezione Rita Borsellino, oggi a Bologna.
D’altra parte, il cambio di tono da parte del PD di Veltroni (impressionante il silenzio di tutti gli altri leader, da D’Alema in giù), la nuova aggressività sprigionata nei confronti di Berlusconi, mi sembra confermare che la partita è persa. Lo studio sistematico delle elezioni americane dimostra che quando si cambia il tono di una campagna elettorale (spesso sostituendo anche il responsabile della strategia di comunicazione), la partita è ai limiti dell’irreparabile. Il Pd è già proiettato verso "la bella sconfitta" quel 35% di voti (38-39 con Di Pietro) che servirà a giustificare il disastro: una maggioranza parlamentare nelle mani di Silvio Berlusconi (senza nemmeno il timido condizionamento di Casini).
Le ultime speranze sono affidate alle 4-5 regioni in bilico. Speranze per modo di dire: c’è qualcosa di disperante nell’affidare a poche migliaia di voti di scarto in Liguria o in Campania, nelle Marche o nel Lazio, la sorte della prossima legislatura. Siamo talmente alla frutta che dobbiamo auspicare un successo di Storace. Sarà dura attraversare la prossima nottata.
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