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Rudi.
pensierini sull'Inter, la Sinistra,
Bologna, musica, cinema, viaggi e letteratura |
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domenica, 30 settembre 2007
Il momento topico non è stato il fallo di mano con espulsione di Giuly: la Roma in dieci era riuscita a pareggiare. Il momento topico è stato l’ingresso contemporaneo di Cruz e Crespo.
L’Inter – chiunque la conosca, l'aveva temuto – era riuscita a dissipare una condizione ideale, gigioneggiando in campo senza sapere che fare, senza mai puntare alla porta di Doni, con Ibra e Figo che mostravano i peggiori difetti di supponenza. Ma nel momento in cui Mancini ha fatto entrare Cruz e Crespo, la partita è stata tranciata in due: la Roma è scomparsa, l’Inter ha segnato 3 gol, colpito un palo, si è vista negare un altro calcio di rigore (oltre ai due che Mexes aveva provocato su Ibra nel primo tempo). E' sembrato di assistere alla nemesi del 6-2 di Coppa Italia.
Julio Ricardo Cruz ha giocato una mezzora sublime: un gol, un palo, calci di punizione conquistati, passaggi col contagiri, la solita capacità di lettura della partita. E ho gridato “GOL!” prima che Hernan Crespo si avvitasse nella semirovesciata, perché sapevo che lui era lì, e lui quei gol non li sbaglia mai (all’Olimpico lo sanno bene).
In definitiva, l'Inter ha mandato un segnale inequivocabile: se riesce a spingere sull'acceleratore e non si specchia nella sua forza, è la migliore. Non sottovaluto la fortuna che ci ha assistito in occasione del calcio di rigore: Giuly doveva lasciar entrare il pallone e la Roma aveva giocato meglio dell’Inter nei primi 28 minuti. Ma che Mancini avesse capito gli errori delle ultime sfide, era già chiaro in 11 contro 11, e sono particolarmente contento di due dettagli: l’azione del contropiede (Maxwell, Cesar, Ibra) è nata da una superficialità di Totti (farebbe meglio a non bullarsi, dichiarando che giocherà altri 5-6 anni per poi lasciare la sua eredità a De Rossi: se si immagina una carriera così lunga, potrebbe anche giocare in nazionale; e Ibra ha calciato, di nuovo, un rigore orrendo, come col Livorno. Siccome non sono immune dall’analisi dei “segni fatali” e l’autogol al novantesimo di Corda mi aveva fatto vacillare, che sia Totti a farci vincere e la sorte di questi due rigori calciti male mi sembrano segnali più che benevoli. La sorte non è cieca, il più delle volte sospinge i migliori.
Simply the Best

sabato, 29 settembre 2007
La Festa, cominciata ieri con un freddo e un'umidità quasi insostenibili, oggi sembra poter contare su un clima migliore; chi è dalle parti di Bologna, può recarsi al parco dl Dopolavoro ferroviario (entrate da via Stalingrado o Serlio).

sabato, 29 settembre 2007

Bologna, domenica 30 settembre, ore 11.00: sit-in in piazza Re Enzo.
venerdì, 28 settembre 2007
Trovo ormai stucchevole inseguire le invenzioni quotidiane del sindaco Cofferati (abilissimo a dettare i tempi della comunicazione, ma da un sindaco si vorrebbe qualcosa di meglio). Nel numero di Carta da oggi in edicola, c'è una specie di editoriale che mi è stato chiesto per tentare di rispondere alla domanda: "Che succede a Bologna?". Eccolo.
Nessuno dimentica l’entusiasmo con cui fu salutata la candidatura di Sergio Cofferati a sindaco di Bologna. Chi sperava in una soluzione diversa, passò da disfattista; su questo giornale, nel maggio 2003, scrivevo che l’arrivo di Cofferati era un “pessimo sintomo dello stato di salute del centrosinistra (e anche di Rifondazione, prontamente accodata all’ipotesi). Vuole dire che, a un anno dal voto, si è ancora all’Anno Zero, non si sa che pesci pigliare, non si ha idea di quale programma, quale coalizione, quale candidato (in quest’ordine) presentare agli elettori, per battere Guazzaloca e i postfascisti”. Si preferì scegliere una scorciatoia, una personalità di rilievo, un Uomo della Provvidenza paracadutato dall’immensa platea del Circo Massimo per “riconquistare Bologna” (espressione orribile quanto sintomatica).
Oggi molti pensano che sia stato un errore, qualcuno (dentro al PD) lavora per trovare un’altra collocazione a un personaggio divenuto ingombrante, altri (ex amministratori, tuttora nell’alveo del PD) manifestano una fortissima delusione per l’attuale esperienza di governo, altri ancora (a sinistra del PD) vivrebbero come una liberazione l’uscita dalla maggioranza comunale. Sei consiglieri hanno elaborato un documento sulle priorità programmatiche per gli ultimi venti mesi di mandato, definendolo “alternativo e inconciliabile” con l’accordo che il sindaco si appresta a sottoscrivere con Alleanza Nazionale sul tema della sicurezza. Accordo che nessuno fra i Ds e la Margherita ha osato mettere in discussione, anzi c’è chi ha riesumato la famosa frase di Mao sull’inessenzialità del colore del gatto, purché prenda i topi. Così, quasi senza accorgersene, la situazione è arrivata sull’orlo del precipizio: la Giunta rischia di non avere più la maggioranza. Facile dedurne che stiamo assistendo alle prove di autosufficienza su cui si fonda la “natura maggioritaria” del PD. La rottura a sinistra sarebbe già avvenuta da tempo, senza le ricorrenti pressioni romane affinché da una città tanto simbolica non parta un segnale devastante.
Ma è proprio la simbologia di Bologna, la reputazione di Bologna a essere ogni giorno contraddetta e deturpata. È per non voler fare i conti con una città irriconoscibile, in cui la qualità della vita precipita giorno per giorno, che la sinistra bolognese è al suo minimo storico. Peggio, non andava nemmeno nell’indimenticabile Novantanove, quando la città fu consegnata a Guazzaloca. Non si è voluto fare i conti con il trauma di quella sconfitta, con le sue ragioni profonde, girando pagina come se niente fosse; ed è esplosa l’incapacità di gestire la partecipazione, oscillando fra una partitocrazia senza partiti (nessuno escluso), che non accetta critiche, e chi teorizza una delega in bianco al Sindaco. L’unica partecipazione concepita è quella che serve a costruire il consenso a scelte già fatte.
Da anni, il dibattito politico affonda nel pantano della “legalità”. Cofferati ha scelto di farsi ricordare per le ordinanze sulla birra all’aperto, gli allarmi sul racket dei lavavetri, fino al cosiddetto “patto” con AN, che dovrebbe assegnare ai vigili urbani qualche cane-poliziotto e lo spray al peperoncino... Ma anche se una rottura fra la sinistra e Cofferati venisse infine certificata, resterebbe un panorama di macerie.
Un piccolo motivo di speranza può venire dal fatto che sta per svolgersi la Festa della Sinistra (28 settembre – 1 ottobre), organizzata da La Prima Casa a Sinistra, con la collaborazione di partiti e associazioni. È un’idea che nasce dal bisogno di fare società, ricostruire relazioni, occasioni di confronto, dall’urgenza di accelerare il percorso di costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra: “Se non ora, quando?”, abbiamo intitolato il sondaggio sulle ragioni dell’unità e sugli ostacoli che si frappongono. E l’immagine della Festa è un tuffatore che si butta in mare aperto.
venerdì, 28 settembre 2007
Ingualcibile, antivento, traspirante, impermeabile...

Sì, lo so, ci sono problemi più seri – nel mondo, in Europa, in Italia, persino a Bologna – ma dalla lettura dei giornali di oggi mi ha colpito la notizia che Lapo Elkann sta per lanciare una serie di oggetti super-trendy, “a cavallo fra moda e design”. Fra questi spicca una "giacca sartoriale da smoking senza stagione, in goretex e cordura”. Cioè una giacca impermeabile, antivento, ingualcibile, traspirante (con gli aggettivi mi fermo qui).
Che farsene di una giacca così? La risposta è: si può indossare ovunque, “allo stadio come alla consegna degli Oscar”. Costerà 1707 euro e sarà in vendita a dicembre (nella foto, Lapo indossa gli occhiali che ha disegnato - Sever - dal costo di 1007 euro).
Ma perché a quest’uomo non affidano la Juventus?
venerdì, 28 settembre 2007

Oggi si comincia, e l'immagine del tuffatore che si lancia in mare aperto (senza salvagente) ha colpito qualche giornalista, che di tutto quello che si è detto nella conferenza stampa di presentazione, ha ricordato solo questo... Spicca il silenzio tombale di Repubblica, ma sono 18 anni che non la compro, dunque non mi posso lamentare.
La Festa è promossa da “La Prima Casa A Sinistra”, in collaborazione con PdCI, PRC, SD e Verdi, e l’adesione di ARS, Il Cantiere, Associazione RossoVerde e Uniti a Sinistra. Si svolge in un posto inedito per i bolognesi, il Parco del Dopolavoro Ferroviario, si può entrare sia da via Sebastiano Serlio che da via Stalingrado.
Venerdì 28 Settembre
17.30, Bologna, sinistra, amministrazione, città: dai mugugni alla progettualità
Quali priorità, quale partecipazione, per un’agenda della sinistra in rapporto a associazioni, sindacati, movimenti, cittadini
Con Serafino D'Onofrio, Cesare Melloni, Valerio Monteventi, Gianguido Naldi, Milena Naldi, Robert Panzacchi, Roberto Sconciaforni, e rappresentanti di varie associazioni
21.30, Sinistra e governo: ripartiamo dai contenuti e dai conflitti
Con Gloria Buffo, Paolo Cento, Loredana Dolci, Guido Marcon, Gabriele Polo, Aldo Tortorella, Massimo Zipponi
giovedì, 27 settembre 2007

Solo una domanda, così, per capire se è un problema che in qualche modo ci riguarda: c'è petrolio in Birmania?
giovedì, 27 settembre 2007
Roncole Verdi
Al solo scopo di saccheggiare il blog di Cap - http://www.claudiocaprara.it/?id_blogdoc=1627111 - ecco un po' di immagini dal grande cortile in cui fu girato Novecento. Sta a Roncole Verdi (Parma), non ha disperso la magia del film, e vale la pena fare una deviazione per attraversarlo, a piedi, fino al portone che si spalanca sull'aperta campagna.




giovedì, 27 settembre 2007
Ho visto una squadra più volitiva del solito, con qualche sovrapposizione sulle fasce e due mediani in palla (soprattutto Dacourt), con un Figo che toccava palloni vellutati e un Samuel che respingeva qualunque cosa passasse dalle sue parti. Niente di eccezionale, intendiamoci, ma un buon passo avanti... Al quale si è aggiunto Ibrahimovic, indisponente all'inizio (ha sbagliato TUTTI i primi dieci passaggi) quando sembrava in una serata di luna stortissima, poi abbagliante, nell'inventare dal nulla due gol sublimi, sprigionando una potenza che rende ancora più fastidiosa la domanda: dove ti eri nascosto, Ibra, in tutte le serate di Champions?

mercoledì, 26 settembre 2007
L’agonia del ciclismo
Non si sa ancora se correranno due dei favoriti, Danilo Di Luca e Alejandro Valverde, il campione in carica Bettini non ha firmato il protocollo antidoping e gli organizzatori dei Mondiali di ciclismo di Stoccarda hanno diramato un comunicato nel quale indicano come persone sgradite tre ex campioni del mondo: Rudy Altig, Gianni Bugno e il sommo Eddy Merckx.

“Chi non ha ricevuto l’invito appartiene a un’epoca in cui c’era maggiore tolleranza verso il doping. Noi dobbiamo promuovere un ciclismo più pulito”. Merckx ha commentato: “Evidentemente anche in Germania ci sono gli idioti; preferisco godermi le mie vacanze”.
mercoledì, 26 settembre 2007

Queste foto vorrebbero tranquillizzare le fans di George Clooney: si è solo rotto una costola, nell'incidente in moto dell'altro giorno.
Dimenticavo: lei si chiama Sarah Larson, e stava sul sellino della moto.
mercoledì, 26 settembre 2007

Ennesimo sondaggio, effettuato dalla CNN, quello sulle morti più famose nella storia del cinema dal quale è emerso che al vertice sta la scena della doccia di Psycho. Seguono l’abbattimento del povero King Kong aggrappato all’Empire State Building, James Cagney colpito dai poliziotti ne La furia umana, poi la fine di Newman e Redford in Butch Cassidy, l’ultima passeggiata del detenuto Sean Penn in Dead Man Walkin’, la morte della madre di Bambi nel cartone animato Disney, John Hurt squarciato dall’alieno (Alien), John Travolta che spara inavvertitamente all’uomo sul sedile posteriore (Pulp Fiction), il salto nel vuoto di Thelma e Louise, e non so quale scena specifica in un Indiana Jones.
Mancano il finale di Blade Runner e, soprattutto, la spettacolare mattanza del Mucchio selvaggio: ma per premiare Peckinpah la CNN non è ancora pronta.

mercoledì, 26 settembre 2007
Elogio della fuga
Dal blog di Tommi (uno scartafaccio mai banale: http://tommi.blog.tiscali.it//) oggi ricavo questa frase di Henry Laborit, tratta da "Elogio della Fuga":
"La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio".

Banalmente parlando, mi piacerebbe fuggire per andare a vedere di persona se venerdì sera Tonga eliminerà l'Inghilterra dai mondiali di rugby.
mercoledì, 26 settembre 2007
Ieri sera sono andato allo stadio Dall'Ara a vedere Bologna-Brescia (per motivi che ai più saranno ormai chiari). Bella partita. Squadre lunghe, molte occasioni da gol (purtroppo, 3 dei 4 gol sono arrivati sotto la curva San Luca, mentre noi stavamo nell'Andrea Costa). La differenza l'hanno fatta i portieri: Viviano ha compiuto una parata spettacolosa e alcuni altri interventi decisivi, Antonioli ha sbagliato sia sul primo che sul secondo gol. Nell'insieme, meglio il Brescia come squadra, ma il Bologna mi ha dato la sensazione di avere qualcosa in più a livello tecnico. Ormai, quando Adailton va a battere una punizione, si fa un silenzio carico d'attesa.
Un pensierino, infine, sulla morte del calcio (sì, il calcio è morto, e solo perché ci fa tristezza non lo vogliamo ammettere). La curva San Luca era vuota; in uno spicchio, non più di 150 tifosi bresciani. Le tribune erano mezze piene, la curva Andrea Costa era quasi esaurita. Almeno tremila dei quindicimila spettatori sono entrati a partita già cominciata, rallentati dai famosi tornelli. L’ancor più famoso “biglietto nominativo” è una bufala, in curva ti siedi dove vuoi, e cambi posto ogni volta che vuoi. E nonostante si fosse a settembre, a 36 partite dalla fine del campionato, si respirava un’aria carica di aggressività, con troppa gente esaltata, che dava ordini (“Tutti in piedi”), offendeva chi non ubbidiva, e scaricava la sua rabbia con lamenti razzisti (Lima e Santacroce si sono beccati un po’ di ululati, dallo sportivissimo pubblico bolognese). Non so quando tornerò allo stadio.
martedì, 25 settembre 2007
Furbetti del quartierino
La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Massimo Moratti, nell’ambito dell’inchiesta condotta dal PM Nocerino, che ha invece chiesto il rinvio a giudizio per Adriano Galliani e per due dirigenti nerazzurri, Mauro Gambaro e Rinaldo Ghelfi.
Falso in bilancio, cioè doping amministrativo: in discussione è il significato delle plusvalenze. L’accusa sosterrà che si tratta di una forma di falsificazione dei documenti contabili e amministrativi, attraverso la quale alcune società hanno raggiunto i parametri per l’iscrizione ai campionati. La difesa sosterrà che le valutazioni dei calciatori sono, di per sé, discrezionali, e attengono alla libera trattativa fra le parti.
Detto che l’Inter e il Milan – e tanti altri – hanno evidentemente abusato della tecnica contabile delle plusvalenze, va ricordato che la Covisoc diede il via libera alle domande di iscrizione al campionato, senza che fosse contestato qualcosa, come in tanti altri casi è avvenuto, costringendo le società a rimettere mano al portafoglio.
Resta la figuraccia da furbetti del quartierino, ma dal punto di vista della giustizia sportiva mi aspetto solo che si trovino le forme per costringere a chiudere i bilanci con sistemi meno spudorati.
martedì, 25 settembre 2007
103-104, LA PUNTINA SUL VINILE
Stomu Yamashta, Freedom Is Frightening + Raindog, Island (Giappone, 1973 e 1975)
 
Ecco il quinto e l'ottavo album incisi da Stomu Yamashta, percussionista e compositore giapponese molto popolare negli anni Settanta, anche per la sua notevole presenza scenica. Qualcuno lo inserisce fra i precursori della world music: credo più opportuno parlare di pop elettronico, con venature jazz e qualche suggestione per la musica contemporanea, con la frequente presenza dei cori e del violino. Ma non perdo tempo a identificare categorie per il capolavoro che chiude il lato B del primo disco (Wind Words).
In Freedom Is Frightening, Yamashta suona insieme agli Eastwind (Hugh Hopper, Gary Boyle e Brian Gascoigne), in Raindog - a sua volta registrato a Londra - lo accompagnano Dajto Fujita (basso), Hozumi Tanaka (batteria), Tsuneo Matsumato (chitarra) e ancora Gascoigne (piano e tastiere).
L’anno successivo parteciperà alla colonna sonora de L’Uomo che cadde sulla Terra (esordio filmico per Bowie) e farà parte del supergruppo Go, insieme a Steve Winwood, Klaus Schulze, Michael Shrieve e Al Di Meola.
martedì, 25 settembre 2007
Serenità ai mercati (cioè ai ricchi)

A New York, ai margini dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Romano Prodi ha incontrato Lamberto Dini (immagino fosse là per affari). A conclusione dell’incontro, Dini ha garantito che non intende uscire dalla maggioranza, e Prodi ha garantito che nella Finanziaria 2008 “non saranno toccate le rendite finanziarie”.
Spiega Prodi, che “avremo tempo di pensarci, ma in un periodo di turbolenze finanziarie questo capitolo non lo tocchiamo. In questo momento la saggezza detta di non toccare un capitolo così sensibile, in futuro ci potrà essere anche un accordo su questo ma ora è meglio lasciare un periodo di serenità ai mercati”.
Prodi dice che avrà tempo di pensarci. Con altrettanta serenità, lo informo che con questa sua dichiarazione mi ha tolto gli ultimi dubbi a votare no al protocollo sul welfare.
lunedì, 24 settembre 2007

Festa promossa da “La Prima Casa A Sinistra”, in collaborazione con PdCI, PRC, SD e Verdi, e l’adesione di ARS, Il Cantiere, Associazione RossoVerde e Uniti a Sinistra. Parco del Dopolavoro Ferroviario, via Sebastiano Serlio 25/2.
Venerdì 28 Settembre
17.30, Bologna, sinistra, amministrazione, città: dai mugugni alla progettualità
Quali priorità, quale partecipazione, per un’agenda della sinistra in rapporto a associazioni, sindacati, movimenti, cittadini
21.30, Sinistra e governo: ripartiamo dai contenuti e dai conflitti
Con Gloria Buffo, Paolo Cento, Loredana Dolci, Guido Marcon, Gabriele Polo, Aldo Tortorella, Massimo Zipponi
Sabato 29 Settembre
15.00, La sinistra sulle multiutilities
Con Massimo Fiorentini, Andrea Mengozzi, Vittorio Molinari
16.00, Fare inchiesta sociale: esperienze pratiche e proposte
Con Massimo Allulli, Vittorio Capecchi, Bruno Papignani, Simone Ricci, “Piano B”
18.00, Giovani: da Genova a oggi (fino a Grillo): percorsi di vita, d’impegno civile e militanza politica. Con Luca Basile, Valerio Bondi, Federico Martelloni, Francesca Ruocco, Marco Trotta; conduce Franco Berardi “Bifo”
17.30, I “beni comuni” in Emilia Romagna
Con Sergio Golinelli, Nando Mainardi, Ugo Mazza, Roberto Soffritti
21.00, Il patto per il clima: per la riconversione ecologica dell’economia e della società
Con Fulvia Bandoli, Marioluigi Bruschini, Daniela Guerra, Gabriella Meo, Roberto Musacchio
Domenica 30 Settembre
16.00, Come fare unità a sinistra: le dieci cose che ci uniscono e quelle che ci differenziano, con il contributo di altre realtà locali (Firenze, Lombardia, network Comunità in movimento)
18.30, Presentazione di “Percorsi di Welfare”, della rivista di studi storici “Zapruder”
con Stefano Agnoletto e Simona Urso
21.00, Lavoro, ruolo sociale, globalizzazione
Con Francesco Garibaldo, Anna Pizzo, Francesca Redavid, Massimo Serafini
Lunedì 1 Ottobre
21.00, La sinistra che verrà. Idee, proposte e domande della Festa a confronto
con Gennaro Migliore, Fabio Mussi, Manuela Palermi, Alfonso Pecoraro Scanio
lunedì, 24 settembre 2007
Che male fa la vanità
«Fausto davanti a una telecamera è come Kaká in Champions League: un fuoriclasse. È tra i pochissimi che parla di contenuti. E, se per una volta i contenuti scarseggiano, li incarta con tale maestria che comunque si è meritato l'invito». A fare questi apprezzamenti a Fausto (Bertinotti) è Bruno Vespa. Ieri, Aldo Cazzullo sul Corriere ha fatto notare che Bertinotti è stato 79 (settantanove) volte nel salottino di Bruno Vespa.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/23/Bertinotti_Cazzullo.shtml
Certo non ha cucinato risotti (D’Alema), né cantato (Bossi), né ballato (Mastella), né giocato a tennis (Amato), ma 79 volte sono un’enormità da cui mi è impossibile trovare giustificazione.
Ricordo qualche anno fa, in un incontro - peraltro interessante - con gli intellettuali bolognesi, che chiesi la parola proprio per rivolgere a Bertinotti una domanda su Porta a Porta, esibendo un certo fastidio. Nulla a confronto del suo, per la mia domanda.
lunedì, 24 settembre 2007
Magari ha ragione il tifoso che vede il bicchiere mezzo pieno: siamo pur sempre a due punti dalla vetta, davanti a Juve e Milan, nonostante un’infilata di infortuni e di idiozie – l’ultima, ieri, l’ha fatta Maicon – e un gioco deprimente.
Ma forse quel tifoso non ha letto i nomi della squadra contro cui l’Inter ieri ha dovuto rimontare due volte e poteva benissimo perdere (paratona di Julio Cesar al novantesimo): Pulzetti, Loviso, Diamanti, Pavan, De Vezze, nonché gli ex Pasquale e Galante. Con tutta la simpatia che ho per gli amaranto, solo gli inguaribili ottimisti possono pensare che riusciranno a salvarsi. Dunque, a Livorno, l'Inter ha lasciato due punti. E a sei giorni dalla partita dell’Olimpico, accenderei volentieri un cero pur di rivedere in campo un Vieira appena decente.

lunedì, 24 settembre 2007
33) Kim Ki-duk, Soffio (7)

Perché lo fa? Perché quella scultrice comincia ad affezionarsi al condannato a morte e costruisce per lui complicate rappresentazioni nella sala delle visite? Perché il direttore del carcere lo permette? E perché vi assiste con evidente voyeurismo? E perché il marito tradiva la scultrice e, tutto a un tratto, decide di troncare la relazione? E quale sistema carcerario farebbe convivere un condannato a morte con altri tre detenuti, nella stessa cella, consentendo due identici tentativi di suicidio?...
Raccontato così, con queste domande che non trovano risposta, il film dell'autore di Ferro 3 può lasciare perplessi, come se fosse la solita variazione sul tema dell'incomunicabilità (anche perché di parole se ne ascoltano pochissime). Invece ha qualcosa a che fare con la poesia, con una di quelle poesie che ci appaiono lontane e inafferrabili, poi ci si lascia andare e si finisce per sfiorarne la musicalità.
Soprattutto, Soffio è un film che sorprende. Non è una qualità da poco, in un contesto cinematografico omologato, piallato, globalizzato, con un immaginario uniforme. Ci sono alcuni momenti, in questo film coreano, che costringono a cercare lo sguardo delle persone accanto, per confrontare il semplice sentimento della sorpresa. Difficile dimenticare l'intensità di un amore che trasforma quattro mura con una carta da parati destinata a resistere solo pochi minuti.
domenica, 23 settembre 2007
In attesa del governo dei tecnici
Una volta tanto non è stato diplomatico: accendendo la tv su Miss Italia, a Veltroni era parso di vedere "Schegge" con immagini di 30 o 40 anni fa.
Intanto l'instancabile disoccupato Fassino affermava che se cade Prodi si va dritti al voto, senza passare dall'anticamera di un "governo tecnico", e dalla "giuria tecnica" del concorso di Salsomaggiore veniva la proposta di inquadrare anche il lato B delle miss. Una rivoluzione culturale, forse l'unica possibile, oggi, in questo Paese che si dice bipolarizzato.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200709articoli/26001girata.asp
venerdì, 21 settembre 2007
A Istanbul, giocando molto male, l'Inter ha pur sempre battuto 11 calci d'angolo, di cui almeno la metà in modo penoso. Se avesse avuto in campo Vieira e Materazzi, (e Cordoba e Cruz e persino Adriano), avrebbe rimediato la partita con un golletto di pura potenza, come tante volte è accaduto l'anno scorso, da febbraio in poi.
Non mi preoccupa la qualità del gioco interista: è, appunto, da febbraio in poi che non si è più vista la carica travolgente dell'inverno scorso, quella delle vittorie consecutive, soprattutto fuori casa, segnando sempre un paio di gol a partita. Quello che mi preoccupa è il sentimento di insicurezza, un veleno sottile che può travolgere i tanti (quasi tutti) con scarsa personalità.
Il Livorno non è proprio uno squadrone formidabile, però ci giocano Tavano, Bogdani e Tristan, e in porta ci sta Amelia. Bisognerebbe andare a Livorno con la bava alla bocca, segnare due gol nella prima mezzora e poi controllare il gioco senza correre troppi rischi. Solo così si può riallacciare il filo con l'Inter smarrita alla fine dell'inverno scorso. E, per cercare di farlo, meglio dare spazio a giovani ambiziosi piuttosto che a ex campioni strapagati.

giovedì, 20 settembre 2007
Il piccolo Fouché
Lamberto Dini era uno dei 45 "saggi" del PD, uno di quelli che hanno deciso le regole d’ingaggio delle primarie. Ma non entrerà nel nuovo partito: “La scelta di non aderire al PD, per ora, è irreversibile”.
Che cos’ha in mente l’ex Direttore generale della Banca d’Italia, ex ministro del Tesoro nel primo governo Berlusconi, ex Primo ministro tecnico, ex ministro degli Esteri con Prodi e poi con D’Alema e infine con Amato, rieletto senatore nella Margherita e ora presidente della Commissione Esteri del Senato? “Vediamo se il governo riesce a far approvare il Protocollo Damiano. Prodi ha detto che è immutabile, quindi non voterò modifiche sostanziali nemmeno se c'è la fiducia”, ha detto ieri.
Così facendo, il super-ex mostra di aver chiaro il bersaglio: ricattare Prodi, azzerandone i margini di mediazione con la sinistra sulla riforma del welfare. Se gli riuscirà, la sinistra pagherà un prezzo altissimo pur di salvare il governo, e magari lui lo farà cadere appena gli garba.
C’è un personaggio storico a cui Lamberto Dini assomiglia sinistramente: si chiamava Joseph Fouché, e passò indenne fra tutte le vicende della Rivoluzione francese. Passò di tradimento in tradimento, restando sempre a galla.
http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Fouch%C3%A9
giovedì, 20 settembre 2007

Questo è St. Laurent sur Saone, visto dal quai Jean Jaurès di Macon.
Venendo da Macon, si attraversa la Saone, e sul quai opposto si trovano alcuni ristoranti in cui si mangia davvero bene: boeuf ed entrecote, soprattutto, ma anche formaggi di capra e ottimi dolci.
Perché ve ne parlo? Perché dall'alluvione casalinga di martedì notte mi è tornata una gran voglia di vacanze.
giovedì, 20 settembre 2007
Io la vedo così: il calcio è pur sempre si gioca con i piedi e fra Zanetti, Rivas, Maxwell, Samuel e Dacourt non ce n'è uno capace di passare decentemente il pallone; fra Stankovic, Ibrahimovic e Cambiasso, non ce n'è uno davvero in forma; Suazo sa giocare solo se lanciato in corsa (e nessuno sa lanciarlo), Figo ha venti minuti di autonomia e Solari è semplicemente impresentabile. Forse era il caso di schierare un paio di ragazzi, che almeno sul piano della corsa saremmo migliorati; potevamo trovarci sul 3-0 al quarto d'ora del secondo tempo, e non ci sarebbe stato niente da ridire. C'è stato un minimo di reazione, ma il gioco d'attacco è diventato frenetico e poco sensato: del resto, nelle prime 5 partite stagionali, l'Inter ha segnato appena 5 gol (l'anno scorso erano 13 dopo le prime 6).
Ora sarebbe assurdo tirare conclusioni dopo una partita in cui mancavano 6-7 titolari, ma dal punto di vista temperamentale è la solita Inter. Meglio concentrarsi sul campionato - dove ce n'è solo una più forte - che sulla Coppa - dove di più forti, di testa e di piedi, ce ne sono troppe.
mercoledì, 19 settembre 2007

Sono curioso di vedere Ibrahimovic che si sblocca in Champions, le folate di Suazo, Rivas che fa a sportellate con gli attaccanti turchi. Ma della partita di stasera a Istanbul, ciò che mi rende più curioso è ascoltare il commento di quel simpaticone di Fabio Capello. Quanto vorrebbe esserci lui, sulla nostra panchina...
mercoledì, 19 settembre 2007
Il tempo sta scadendo
"Al di là dei calcoli del Cavaliere, l’«operazione» Dini ha comunque reso palese il malessere interno alla maggioranza. Per ora non ci sono conseguenze: il presidente della commissione Esteri del Senato ha spiegato che resta in maggioranza e nel centro-sinistra. Ma se si leggono attentamente gli undici punti del suo programma si capisce che sono inconciliabili con quelli del governo Prodi. Come pure Dini rifiuta la collocazione del Pd dentro il Pse. Insomma, il leader di Rinnovamento italiano vuole dimostrare che è stato il Pd a prendere una strada sbagliata, insostenibile per lui, e non il contrario… Il parto del Pd sta logorando rapidamente il quadro politico che sostiene il governo Prodi".
Minzolini sulla Stampa:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200709articoli/25887girata.asp
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