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Rudi.
pensierini sull'Inter, la Sinistra,
Bologna, musica, cinema, viaggi e letteratura |
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mercoledì, 28 febbraio 2007

Il brutto è che non sono nemmeno nervoso. Come se la sorte del governo non mi riguardasse (forse perché abito a Bologna, non in Italia).
Spero che Prodi non cada per non dare un dispiacere alla mamma. Faticosamente, arrivo a riconoscermi in questo concetto, espresso ieri da Pietro Folena:
"... Come se ne esce? Lo voglio dire chiaramente: non se ne esce se non con l'accelerazione della svolta politica verso un nuovo soggetto della sinistra. Non parlo solo di tempi, ma di soggettività. A giugno non può nascere una Sinistra europea che sia o anche solo che venga percepita come Rifondazione con un altro nome. Deve nascere una cosa nuova che abbia l'ambizione di competere con i moderati dell'Unione, che si senta maggioritaria e non «testimone». Un soggetto che sappia fare egemonia nella politica e nella società. Un soggetto «affidabile» sia perché capace di tenere fede, fino in fondo, alle aspettative degli elettori che nel senso di avere la capacità di fare massa critica, di essere «efficace» e cioè credibile verso fasce di elettorato potenziali..."
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/27-Febbraio-2007/art29.html
mercoledì, 28 febbraio 2007
Colpi di fulmine (11): Mia
15) Film che vorrei tanto rivedere
Exotica, Atom Egoyan, 1994

Più di Scarlett Johansson e di Hilary Swank, Mia Kirshner è di gran lunga la presenza più conturbante nel Black Dahlia di De Palma; la prima volta che l'ho vista impregnava di sé le atmosfere torbide e malsane di Exotica, uno dei primi film di Atom Egoyan; impossibile distrarre lo sguardo dalla collegiale che faceva lo strip tease sulle note di Leonard Cohen.
Sono convinto che questa canadese sarebbe stata perfetta per Twin Peaks (purtroppo, all’epoca aveva solo 14 anni). Mia incarna il lato oscuro della bellezza, quello traumatico e doloroso, caratterizzato dal trucco pesante, dagli sguardi assassini, dai segreti inconfessabili. È il binomio amore-morte a ricongiungersi in lei, moderna donna fatale.

mercoledì, 28 febbraio 2007
Bologna laboratorio politico (di sciagure)
Anziché smorzare i toni, o meglio ancora stare zitti, almeno per non creare ulteriori problemi a Prodi, dal Comune di Bologna vengono segnali deflagranti per le sorti della sinistra, di oggi e di domani.
Rifondazione comunista ha deciso di non entrare in Giunta, confermando l'appoggio esterno al sindaco e alla maggioranza. Forse è un errore, ma di errori è costellata la strada della sinistra di governo, quella che sostiene Cofferati con una solerzia a tratti ridicola. Dunque, ognuno resti della sua opinione, e piantiamola lì.
Due giorni fa, un assessore comunale DS ha dichiarato che senza la sinistra antagonista, in questa città si perdono le elezioni. A questa affermazione piena di buon senso, il Corriere di Bologna ha dedicato 30 righe in taglio basso.
Oggi, il capogruppo Ds in consiglio comunale ha dichiarato che "del Prc non c'è bisogno. Nel 2009 vinceremo da soli", e grazie a questo concetto sciagurato ha ottenuto dal Corriere 200 righe, un titolo a 6 colonne e una bella foto a colori.
Come temevo, a qualcuno la sconfitta del '99 non ha insegnato niente.
mercoledì, 28 febbraio 2007
Dieci buone notizie
1) Il senatore Di Gregorio - eletto nelle liste di Di Pietro - non voterà la fiducia, e si alzerà dal letto di ospedale (soffre di calcoli renali) pur di votare contro chi lo ha eletto. Fischi in sala.
2) Il senatore Follini farà il percorso inverso. Applausi.
3) Del Piero si è scusato con Campedelli per il fallaccio di lunedì sera; un tipico intervento scomposto da attaccante. Se cercate una descrizione dell'episodio, non la troverete su Tuttosport.
4) Milva lancia lodi sperticate alla poetica di Giorgio Faletti; Michelle Hunziker canta Ramazzotti; Pippo Baudo ripresenta il festival 39 anni dopo... Sanremo rifiorisce.
5) A Ballarò è nata una stella: venuto a mancare (figurativamente) il famoso senatore Pallaro (http://www.ballaro.rai.it/R2_paginaSpalla/0,11017,1067011--465,00.html) Floris ha invitato una signora dai capelli rossi e la voce stridula, Michela Vittoria Brambilla, che ha imperversato, stracciando Bersani e Giordano, Bondi e Casini (no, Casini se l'è cavata).
6) Pare che domani, finalmente, Roberto Mancini firmerà il nuovo contratto: il che vuol dire che continueremo a vincere anche il prossimo anno.
7) Pare verrà licenziata la maestra che ha tagliato la lingua a un bambino di 5 anni: il che vuol dire che c'è una soglia oltre la quale anche un dipendente pubblico rischia qualcosa.
8) Il principe Carlo, futuro erede al trono di Gran Bretagna, ha proposto di vietare la vendita di cibo McDonald's sul suolo britannico; ora capisco perché Blair sta per andarsene, vuol farlo un minuto prima che Bush bombardi Londra.
9) Flachi (cocaina) squalificato per due anni; Borriello (doping) per appena tre mesi: che abbia pesato la testimonianza della fidanzata sulla pomata vaginale?
10) Mi è stata accreditata una ricarica telefonica da 8 euro: chi devo ringraziare?
Infine, sul lato destro della home page di Repubblica c'è una selezione di manifesti politici raccolti dall'Istituto Gramsci dell'Emilia-Romagna; non perdetela. Ecco un esempio sempre attuale.

martedì, 27 febbraio 2007
Ormai è sicuro: il mio amico Valerio non farà l'assessore al Comune di Bologna.
Mi dispiace perché penso che sarebbe stato un bravo assessore, come è stato un bravissimo consigliere in questi ultimi 12 anni. Mi dispiace anche perché mi sarebbe piaciuto vederlo strozzarsi nella cravatta, non solo ai matrimoni che celebra con imbarazzata ironia (ne so qualcosa). E mi dispiace soprattutto perché avrebbe saputo tenere testa a Cofferati più degli altri 11 assessori messi insieme.
Detto questo, ha fatto bene a starne fuori.
E a quei Ds - sindaco incluso - che oggi dicono che Rifondazione "perde un'occasione" (peggio, che a quel partito "converrebbe entrare in Giunta") dico soltanto che dal vecchio Pci non hanno imparato nulla. Nemmeno come si fanno le trattative.
E nei prossimi mesi vedremo chi l'ha persa, l'occasione.
martedì, 27 febbraio 2007
Colpi di fulmine (10): Carole

Con Carole Bouquet so di contraddirmi, rispetto al post su Licia Maglietta. Stavolta il glamour è accecante, non a caso la signorina venne scelta come testimonial Chanel e apparve in uno 007 (Solo per i tuoi occhi).
Il suo genere di bellezza rimanda alla perfezione glaciale della Garbo o di Gene Tierney, con quel sovrappiù tipicamente francese (ci risiamo) che forse ha raggiunto l’apice nel Tango di Patrice Leconte.
Che sia una grande attrice, mi sembra improbabile (e tutto sommato secondario). Troppo bella per averne bisogno. Troppo algida per piacere alle altre donne. La sua condanna è apparire decorativa, e almeno in questo il passare degli anni potrà aiutarla. Però è stato un genio come Bunuel, trent’anni fa, a scoprirne l'espressività, mettendola accanto ad Angela Molina, per far perdere la testa a Fernando Rey.
Come avrebbe potuto difendersi, del resto?

martedì, 27 febbraio 2007
Almeno un po’ di pudore
Una squadra con 3 (tre) campioni del mondo (Buffon, Camoranesi e Del Piero), e 8 (otto) che giocano o hanno giocato in nazionale (Zebina, Boumsong, Chiellini, Balzaretti, Cristiano Zanetti, Giannichedda, Nedved e Trezeguet), ieri sera ha vinto 0-1 sull’ostico campo del Modena, grazie a un autogol a 4 minuti dalla fine.
Sconfitta la formazione di casa, i cui nomi fanno tremare le vene ai polsi: Frezzolini, Antonazzo, Frey, Centurioni, Ungari, Chicchi, Campedelli, Longo, Tamburini, Pinardi, Bruno. Incidentalmente, al 29’ minuto del secondo tempo, Del Piero aveva mandato all’ospedale l’altro capitano, Campedelli.

Lo squadrone in maglia bianconera pare avviato a un trionfale ritorno nella massima serie. Evviva!
Ma non sarebbe il caso che almeno da quelle parti la smettessero di definire “facile” il campionato che si sta giocando al piano di sopra?
http://www.tgcom.mediaset.it/sport/articoli/articolo350877.shtml
martedì, 27 febbraio 2007
Quota 158 e l’ultimo sondaggio
La meno appassionante crisi di governo di cui ho memoria sembra stia per risolversi: domani Prodi dovrebbe raccogliere 158 voti dei senatori eletti, più quasi tutti i senatori a vita, e il suo governo potrà riprendere il cammino.
Ma tutti i grandi quotidiani riportano i risultati di un sondaggio inquietante (particolarmente chiara l'intervista a Roberto Weber (SWG) sull'Unità).
Nelle intenzioni di voto, il distacco tra Polo e Unione è di quasi 16 punti.
La somma dei voti fra Ds e Margherita rimane un punto sotto Forza Italia, che si attesta al 27,6%.
Nel centrodestra tutti i partiti sono in ascesa, An è stimata al 16,3%.
Anche senza l’Udc, per la prima volta il Polo supera il 50%.
Prendersela con Turigliatto può apparire ragionevole, soprattutto perché tutto possono dire, lui e Rossi, tranne che di essere stati eletti dal popolo. Sono stati eletti dai partiti, gli elettori se li è trovati sulla lista, prendere o lasciare. Dunque evitino di fare demagogia con il "mandato popolare".
Ma davvero qualcuno pensa che il crollo dei consensi al centro-sinistra sia tutta colpa dei Turigliatto?
lunedì, 26 febbraio 2007
Quiz politico: a quale personaggio hanno appena manifestato la loro solidarietà?
Ken Loach, Noam Chomsky, Tariq Alì, padre Zanotelli, Gianni Vattimo, Giorgio Cremaschi (e altri 2000)... Lo ricordo, perché era più facile, molto più facile fare come la Littizzetto.
lunedì, 26 febbraio 2007
Quiz letterario: di quale capolavoro fanno parte queste frasi?
“In seguito gli abitanti della cittadina, fino a quel momento abbastanza fiduciosi da prendersi raramente la briga di sbarrare la porta di casa, indugiarono a ricrearli più e più volte – cupe detonazioni che facevano divampare incendi di sfiducia al cui riverbero molti buoni vicini si guardavano stranamente, e come estranei”.
“Quando la folla scorse gli assassini, scortati dagli agenti della stradale in divisa blu, tutti si fecero silenziosi, come stupiti al vedere che avevano forma umana”.
lunedì, 26 febbraio 2007
9) Ferzan Ozpetek, Saturno contro (7)

La figura geometrica preferita da Ozpetek è senz'altro il cerchio. La forma del cerchio è perfetta, ma anche ripetitiva. Difficile uscire dalla sensazione di essere già passati di lì, di aver già visto quella scena, di aver già provato quegli stessi sentimenti. Non avrebbe guastato qualche rischio in più, per esempio invertendo i ruoli di Isabella Ferrari e Margherita Buy, pressoché identici a personaggi già interpretati.
Tuttavia, Ozpetek riesce a emozionarmi. Forse esagera con i formalismi, la voce fuori campo, certi movimenti di macchina avvolgenti. Circolari. Ma non scade nella banalità. Certi bozzetti – l’infermiera che fa l'uncinetto, la moglie del padre, la partita a ping pong – sono davvero notevoli. Le evidenti somiglianze con gli ultimi Almodovar non sono una colpa, e mi pare riecheggi persino il Salvatores dei primi anni Novanta.
Il cerchio è anche nell’idea della reincarnazione, in certe frasi che sembrano uscire dritte dritte da Siddharta. E un po' di magia irrompe nella scena dell’obitorio.
lunedì, 26 febbraio 2007
Colpi di fulmine (9): Licia

Pane e tulipani mi piacque moltissimo, Agata e la tempesta quasi altrettanto e non dimentico Le acrobate, accanto alla Golino e a Bentivoglio. Poiché il regista di questi film (Silvio Soldini) è il compagno di Licia Maglietta, nonché fra i miei autori preferiti, confido di poter descrivere il mio innamoramento per questa magnifica attrice senza suscitare rappresaglie. Anzi, forse è l'occasione giusta - trattandosi di una donna non più giovanissima, con due figlie e per di più nemmeno francese - per chiarire un punto fondamentale, spesso equivocato, dell'estetica delle "morettine". Il filo conduttore non è il glamour, piuttosto un particolare tipo di bellezza, una luminosità dello sguardo e del sorriso. Una grazia rara, perché l'arte del sorridere è andata sterotipandosi, e il più delle volte si assiste a sorrisi recitati, nel senso di finti, artefatti, privi di autenticità. Chi li fa, sembra guardarsi allo specchio.
Invece, Licia Maglietta, fin dalle prime apparizioni cinematografiche (diretta da Mario Martone in Morte di un matematico napoletano e L'amore molesto) mi colpì per la stupefacente sensualità. Dello sguardo e del sorriso. La sua bravura, costruita e perfezionata a teatro, è del genere di chi non sembra mai recitare. La preferisco nelle commedie, perché in questa fase della mia vita cerco nel cinema motivi di ottimismo.
lunedì, 26 febbraio 2007
Diciassettesima
Ventotto tiri in porta. Quattro mesi esatti di vittorie consecutive (25 ottobre, 25 febbraio). Quattordici realizzatori diversi in campionato (diventano 17 considerando le coppe).
E poi, l’aver reso evidente il fantastico potenziale offensivo della coppia Ibra-Cruz, e confermato, dopo il Valencia, che i punti deboli sono Julio Cesar e Cordoba; aver mostrato l'inessenzialità di Adriano, e sperimentato un assetto di centrocampo privo di Vieira e Cambiasso, Figo e Dacourt. Solo chi è in malafede evita di fare i complimenti a Mancini, la cui gestione della rosa è stata fin qui ai limiti della perfezione.
La vittoria contro il Catania non può cambiare i giudizi sull'Inter di coppa, ma dimostra che il lavoro dell'allenatore ha raggiunto una profondità invidiabile. Più dell'Inter del Trap, questa è in grado di aprire un ciclo, se non si commetteranno errori infantili e si affronteranno i punti critici di una rosa mai così forte.

La decima vittoria consecutiva fuori casa mi fa pensare che nemmeno il Mestalla sia poi impenetrabile.
lunedì, 26 febbraio 2007

Scorsese, Coppola, Lucas e Spielberg in dieci metri quadrati. Semplicemente impressionante.
lunedì, 26 febbraio 2007
Scusami Santiago, non avevo ancora speso una parola buona su di te
Ora che è andato in gol anche Solari, sono 18 i calciatori dell'Inter che hanno segnato nel corso di questa stagione: Adriano (5), Andreolli (1), Burdisso (6), Cambiasso (5), Cordoba (1), Crespo (11), Cruz (7), Figo (1), Gonzalez (1), Grosso (3), Ibrahimovic (11), Maicon (2), Materazzi (5), Samuel (3), Solari (1), Stankovic (5), Vieira (4), Zanetti (1).
Se fa gol persino Solari, è lecito aspettare anche questi: Dacourt, Maaroufi, Maxwell, Recoba.
domenica, 25 febbraio 2007
Legittimi sospetti
Mentre segnano in un colpo solo Samuel, Solari e Grosso - evento sulla cui ripetitibilità la SNAI non è disponibile ad accettare scommesse - una testimonianza infittisce i dubbi sui veri responsabili delle stragi di Portella della Ginestra e di Ustica. Intervistato dal New York Times, uno che la sa davvero lunga ha avanzato forti sospetti su costui.
1) Il mandante

http://www.nytimes.com/2007/02/24/world/europe/24elkann.html?_r=2&pagewanted=1&oref=slogin
2) L'erede al trono

3) Inquietante interrogativo
Non so quanti abbiano notato un particolare che getta una luce ancora più oscura sull'intera vicenda: l'intervista a Lapo è stata fatta a Bologna.
by PETER KIEFER, Published: February 24, 2007, BOLOGNA, Italy. He is dressed in urban fatigues, but there will be no blending in for Lapo Elkann. There never really has been.
Che ci faceva Lapo a Bologna? Con tutti i problemi che abbiamo...
venerdì, 23 febbraio 2007
Sulle prime pagine
Cancellata la disparità fra uomini e donne
Evento storico
Crolla l'ultimo baluardo maschilista
Di cosa stiamo parlando? Del fatto che dalla prossima edizione di Wimbledon i premi saranno uguali, sia per il torneo maschile che per quello femminile.
Una notizia così rivoluzionaria andrebbe illustrata con un'immagine delle suffragette, ma su Google è facile imbattersi in fotografie riconducibili alla più recente fra le rivoluzioni russe.

venerdì, 23 febbraio 2007
Non è (più) da Inter
Chiamo a testimoni tutti quelli a cui avevo detto, a luglio 2006: bisogna vendere Adriano.
Ai pochi che sapevo non mi avrebbero tolto il saluto, avevo aggiunto: bisogna scambiarlo con Ronaldo.
Ora insisto: va fatto lo scambio con la Fiorentina, per Toni, o con il Cagliari, per Suazo, o con la Samp, per Quagliarella. Continuando a pagargli l'ingaggio, perché non credo proprio che salterà fuori una grande offerta dall'estero.
venerdì, 23 febbraio 2007
Sotto la linea di galleggiamento
Provo ancora, nei confronti della politica e della sinistra, sentimenti forti, sempre meno speranzosi. Il mio giudizio sulla levatura della nostra classe dirigente è pressoché definitivo, sconfortante, ai limiti della rabbia. Mi sono convinto che i destini individuali di poche decine di persone tengano in ostaggio ogni autentico rinnovamento della sinistra italiana, e che Berlusconi sia un alibi, un gigantesco alibi. Se non ci fosse, l'avrebbero inventato.
Questa grottesca crisi di governo mi fa un po' paura. Non è un problema di numeri. Rivela la pochezza di strategie, la mancanza di una missione storica, l'arroganza e la mediocrità di chi si è impossessato dei partiti, la patologica ricerca di visibilità che condiziona ogni scelta, il disprezzo in cui sono tenuti i sentimenti e la partecipazione popolare. In un'epoca in cui si inventano strumenti per "far partecipare" bambini, immigrati, on-line, eccetera, la partecipazione politica non è mai stata così irrilevante.
Il governo Prodi - nato grazie a 24 mila voti di scarto, cioè poche ore di campagna elettorale: due giorni dopo, Berlusconi avrebbe rivinto - era l'assetto più "di sinistra" che poteva esprimere questo Parlamento. Qualsiasi nuovo governo sarà meno di sinistra, più moderato, meno pacifista, meno laico, più condizionato da Vaticano e Confindustria. Eppure, ciò che prima non veniva concesso a Prodi dai partiti della cosiddetta "sinistra radicale" verrà concesso adesso. Tutto, senza condizioni. Domina la paura. La paura delle elezioni. La paura di essere rimpiazzati dall'Udc. La paura di ritornare a fare belle, grandi manifestazioni a cui non segue niente di significativo.
Leggetevi i 12 punti di Prodi: http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/politica/governo-battuto-2/i-dodici-punti-di-prodi/i-dodici-punti-di-prodi.html
Cinicamente, freddamente, sapendo di non avere alternative, il premier passa all'incasso. Impone il via libera alla TAV, vuole il via libera ai rigassificatori, abbandona i Dico, ignora le riforme sociali, forse si riparlerà del Ponte sullo Stretto, quanto all'Afghanistan, figurarsi... Dal punto di vista delle mie idee, il nuovo incarico a Prodi nasce con zero speranze e con la solita, insopportabile costrizione: o così, o Berlusconi.
Meglio così, è ovvio, ma di questa sinistra italiana, a questo punto, non si sa davvero che farsene.
giovedì, 22 febbraio 2007
Vado a vivere in Guatemala
Rigoberta Menchù si candida con la sinistra alle prossime elezioni presidenziali programmate per il 9 settembre in Guatemala.
Quarantesette anni, membro di un'etnia maya, la Menchù era stata insignita del premio Nobel per la pace nel 1992. Nella guerra civile guatemalteca del 1960-1996, i suoi genitori e suo fratello furono torturati e uccisi. Nel conflitto morirono duecentomila persone.
Rigoberta sarebbe la prima donna indigena a guidare un governo nel suo paese. "Vogliamo dare speranza ai giovani e alle donne che hanno aspettato a lungo per avere riconosciuto il loro diritto alla partecipazione. Non solo in Guatemala, ma in tutto il mondo", ha dichiarato.
giovedì, 22 febbraio 2007
Colpi di fulmine (8): Sigourney

Troppo mascolina, la timida Ripley del primo Alien (a parte la scena della doccia). Fu con Uno scomodo testimone – di Peter Yates, dove interpretava l’ambiziosa giornalista di cui si innamora William Hurt - e soprattutto con Un anno vissuto pericolosamente - di Peter Weir, sulla guerra civile indonesiana alla metà degli anni Sessanta - che rimasi abbagliato da Sigourney Weaver.
Anche in Ghostbusters, Gorilla nella nebbia e Una donna in carriera il suo metro e ottanta non passa inosservato. Ma preferisco ricordarla accanto a Mel Gibson, con quelle gambe lunghissime e un meraviglioso sorriso, tutta bagnata di pioggia.
giovedì, 22 febbraio 2007
Si è spenta la luce
Ho visto un'ottima Inter per un tempo e una brutta Inter nella ripresa. Nulla da rimproverare a Mancini (non certo la scelta di Crespo anziché Adriano), ma ho sempre qualche dubbio quando vedo schierare tre marcatori puri contro due punte; Burdisso non ha mai spinto e Silva è stato bravissimo a trovare gli spazi per mettere in difficoltà Maicon. Da Figo sono venuti sprazzi di gran classe, ma dopo un'ora è scomparso. Da Ibra sono venute 3-4 idee meravigliose, ma anche tiri svirgolati fino al terzo anello. In Stankovic è rimersa la propensione a sfiancarsi e perdere lucidità: ha commesso tre volte lo stesso errore, e la terza volta è venuto il corner del 2-2.

Nella bella Inter del primo tempo, si è spenta la luce con l'uscita di Cambiasso. Mancava Vieira, e senza il centrocampo titolare, la superiore qualità di palleggio del Valencia è diventata evidente, Dacourt si è battuto bene, ma il suo raggio d'azione è circoscritto ai venti metri davanti alla difesa, quello di Cambiasso lo si è visto nell'azione del primo gol. Lo stesso Zanetti è stato meno incisivo del solito. Mi è parso di vedere un cedimento atletico, la squadra non ha più saputo conquistare calci d'angolo e calci di punizione, il solo Maicon (che pure fa errori da principiante) aveva ancora la spinta per proiettarsi in avanti (e trovare la meravigliosa sponda di Cruz). Ma è difficile fare molta strada in Champions se gli attaccanti non segnano. Mai come ieri sera si è avvertita l'assenza di un altro tipo di punta (uno alla Martins, per intenderci).
Un po' di sfortuna c'è stata, l'Inter meritava il 2-1 o il 3-2, ma va riconosciuto che il primo gol era in fuorigioco, e che il Valencia ha segnato due reti splendide. Sulle quali mantengo più di un dubbio. La punizione di Villa è favolosa, ma qualcuno deve spiegarmi la disposizione della barriera: da 30 metri non poteva certo tirare sul palo del portiere, almeno un uomo in più sulla sinistra doveva esserci. E sul secondo gol, credo che anche i fans di Julio Cesar dovranno convenire che Buffon è un'altra cosa.
Ora, la seconda settimana di marzo - il 6 al Mestalla, l'11 il derby - si carica di tensione. E gli infortuni a centrocampo complicheranno le cose anche in campionato, fin da domenica contro il Catania. Continuo a pensare che sarebbe stupido minimizzare quanto di buono è stato fatto fin qui. Portiamo a casa lo scudetto (e magari la Coppa Italia), e cerchiamo di capire cosa manca per puntare davvero alla Champions. Perché qualcosa manca, mi sembra evidente.
Dimenticavo: se c'è un momento giusto per un nuovo contratto triennale a Mancini, quel momento è oggi. Non il 7 o il 12 marzo, oggi.
mercoledì, 21 febbraio 2007
Equivocando
  
Mi sto convincendo - non è mai troppo tardi - che sia difficile capirsi, fra le persone. Anche fra le persone e i gatti, ma questo è un altro discorso. Provo a riscrivere alcuni pensierini con altre parole, magari un po' brusche, sperando di riuscire più comprensibile.
1) la crisi di governo, se crisi sarà, non avrà alcun vincitore a sinistra, ma solo sconfitti; chi si illude del contrario mi sembra un illuso, anzi uno stupido.
2) l'Inter di Coppa, fin qui, ha giocato male; ha passato il turno a fatica; ha segnato 5 gol in 6 partite (e la coppia d'attacco annunciata stasera, Ibra-Adriano, di gol ne ha segnati 0).
3) questo governo è senz'altro meglio di quello che lo ha preceduto, ma nemmeno gli apologeti - diciamo Repubblica e i parenti stretti dei ministri - possono sostenere che abbia mantenuto gli impegni presi in campagna elettorale; l'atteggiamento tenuto sulla base di Vicenza mi è sembrato arrogante e autolesionista.
4) è vero che Mancini ha saputo correggere certi errori tattici e la squadra ha imparato a imporre il suo ritmo, ma di veri fuoriclasse continuo a vederne solo 2 (Figo e Ibrahimovic), uno al lumicino e uno ancora incompiuto; di solito la Champions finisce per vincerla chi ha i fuoriclasse, ancora ieri si è visto quanto conti avere un Giggs o un Raul.
5) il progetto di partito democratico mi pare fuori tempo massimo, quello della sinistra europea quasi: passano gli anni e ho l'impressione che entrambi i progetti siano stati requisiti da poche persone, preoccupate innanzitutto di gestire la loro posizione, il loro ruolo, la loro carriera.
6) in campionato, se vinci in casa 2-1, prendi 3 punti e festeggi; in coppa se vinci in casa 2-1, fanno festa gli avversari.
mercoledì, 21 febbraio 2007

Mi pare di capire che l'unica via d'uscita dal voto negativo del Senato sia fare finta di niente e ricominciare a galleggiare nella melma. L'alternativa è in quel "si va a casa" che D'Alema ha annunciato con il suo solito tempismo. Pensando che a casa debbano andarci altri. Sperando che la paura avrebbe spinto a serrare le fila.
mercoledì, 21 febbraio 2007
Colpi di fulmine (7): Grimilde

Volendo risalire all’origine, alla prima di tutte le “morettine”, scavando psicanaliticamente fino alla primissima esperienza di innamoramento pre-scolare, credo di poter identificare Grimilde. La regina cattiva di Biancaneve. Quella che chiede conforto allo specchio e poi si trasforma nell’orrida strega, gobba e deforme, che vorrebbe convincerti ad assaggiare una mela ogm.
Grimilde era elegante, possedeva un fascino che quella ragazzotta di campagna non arrivava nemmeno a sfiorare. Le andrebbe riconosciuto di essere il prototipo della dark lady. Avesse chiesto a me, anziché allo specchio, l’avrei rassicurata, evitandole brutte avventure.
mercoledì, 21 febbraio 2007
Libretto di istruzioni (ovvero, come replicare alle obiezioni più stupide)
Se è un tifoso della Roma a dire che questo campionato è mediocre, trattasi evidentemente di personaggio autolesionista, a cui basta rispondere che sta denigrando proprio il torneo in cui i giallorossi hanno riscosso unanimi consensi. Se, poi, lontano dall'Olimpico, Totti diventa un giocatore normale, non è colpa di Spalletti.
Se, invece, è un tifoso della Juve a parlare di campionato mediocre, basta rispondergli che nel dorato empireo della serie B gioca, per caso, uno squadrone che perde a Mantova e si fa rimontare due gol dal Vicenza, e anziché segnarne 5 a partita, ne fa 5 solo quando incontra la succursale (Crotone).
Se, infine, viene da un milanista il giudizio sulla mediocrità dell'attuale Serie A, occorre ammettere che ha ragione; l'unico torneo davvero impegnativo è la Champions League, dove una squadra rossonera riuscirà ad entrare fra le prime 8 senza aver affrontato nessuna delle prime 50.
martedì, 20 febbraio 2007
Telecomando
"Il risultato è stato un netto smottamento dei fianchi e un ancor più netto allargamento del ventre della popolazione mondiale: come sempre, a un minore consumo di energie fisiche corrisponde un maggiore consumo di energia elettrica (in sostanza, fatichiamo per avere soldi da spendere per energia che ci consenta di non faticare)"...
Un post singolarmente acuto (sapendo da chi viene).
http://blogorrea.splinder.com/post/11030405
martedì, 20 febbraio 2007
Squadra da campionato, più che da coppa
Nessuna scaramanzia, ma il doppio confronto con il Valencia lo vedo male; spero di sbagliarmi e intanto provo a spiegarmi.
Perché NO - Il Valencia ha appena stracciato il sommo Barcellona (poteva fargliene 5, e al novantesimo stava 2-0, dopo il gol di Ronaldinho non c’era tempo nemmeno per riportare la palla al centro).
Perché Sì - Al Valencia mancano il regista (Baraja), l’ala della Nazionale (Vicente), un terzino che l’Inter ha seguito per anni (Del Horno).
Perché NO - L’Inter di Champions non ha giocato una sola bella partita; se non era per Cruz (e il salvataggio a corpo morto di Materazzi con lo Sporting al 90’), a novembre eravamo già eliminati.
Perché Sì - Rimango convinto che la difesa sia il nostro punto debole; però nelle ultime 12 partite, l'Inter ha incassato solo 3 gol, e riscoperto Burdisso.
Perché NO - Gli spagnoli giocano a una velocità sconosciuta al calcio italiano, gente come Joaquin, Hugo Viana e Villa è in grado di provocare molte ammonizioni e punizioni dal limite. E Morientes, in Coppa, ha un rendimento eccezionale.
Perché Sì - Il Valencia ha giocato 30 ore dopo e deve farsi la trasferta, mentre Mancini ha potuto far riposare Maicon e Maxwell, Materazzi e Vieira (e gestire Cambiasso, Zanetti e Adriano).
Perché NO - Al Mestalla farà molto più caldo che a San Siro; sarebbe stato comunque così, ma le limitazioni all’accesso dei tifosi toglieranno all’Inter buona parte del “fattore campo”.
Perché Sì - Se gioca come sa, Ibrahimovic non è neutralizzabile dai difensori spagnoli; purché non si faccia provocare da Ayala, l’unico che riuscì a far espellere Ronaldo.
Perché NO - Da quando è in Italia, Ibra non ha mai segnato in Champions.
Perché Sì – La difesa del Valencia non è imperforabile: più che sui calci piazzati (anche loro sono grandi e grossi), punterei sulle accelerazioni di Stankovic e sugli inserimenti di Cambiasso.
Perché NO - È la quarta volta in sei anni che le strade di Inter e Valencia si incrociano; finora è sempre andata bene, Toldo e Adriano rimandano a serate memorabili, ma è dal momento del sorteggio che penso fossero peggio solo Chelsea e Lione.
CONCLUSIONE - Mi sono convinto che l’Inter (un po’ come le ultime Juventus) sia una squadra più adatta alle corse a tappe che alle gare ad eliminazione diretta. Dopo il derby, con l’assetto a rombo che protegge benissimo la difesa, Mancini ha sacrificato il potenziale offensivo. Ora la squadra è solidissima, se passa in vantaggio non si fa rimontare, ma mentre in campionato è sufficiente gestire l’1-0, in coppa bisogna cercare il raddoppio, e i gol subiti in casa possono risultare catastrofici. Tutti ricordano la figuraccia a Villareal, pochi rammentano il gol regalato all’andata, al primo minuto: mezza qualificazione fu compromessa così.
È vero: questa Inter è molto più forte di un anno fa, ma la sua stessa superiorità può averla disabituata a lottare (nel 2007, solo dopo il gol di Toni si sono visti 20 minuti ai livelli di novembre-dicembre). E poi, non fosse altro che per la legge dei grandi numeri, temo l’errore di Mancini: sembra intenzionato a dare fiducia a Adriano, che per me sarebbe la quarta scelta. Vorrei vedere Cruz accanto a Ibra, Burdisso anziché Cordoba, Zanetti in difesa e Figo dal primo minuto. Ecco, credo che su Figo andrebbe fatta una scommessa: quella con il Valencia è una delle ultime partite in cui il portoghese avrà una gran voglia di farsi ricordare.
martedì, 20 febbraio 2007
Colpi di fulmine (6): Emmanuelle
14) Film che vorrei tanto rivedere
Niente baci sulla bocca, André Techiné, 1992

Nel melodramma di Techiné, Emmanuelle Béart interpreta una prostituta che somiglia a Louise Brooks e si lega a un ragazzo di provincia pieno di illusioni, la cui parabola ricorda quella di Jon Voigt ne Un uomo da marciapiede. Film strano, una Parigi sordida e volgare, tutto l'opposto del glamour a cui siamo abituati.

Un cuore in inverno l'ha poi rivelata al grande pubblico, con quei vestitini svolazzanti che fanno tanto francese. La freddezza di Daniel Auteil era imperdonabile. Chiunque si sarebbe innamorato di quella violinista; io, poi, devo confessare che ho sempre sperato di incontrarne una così.
Siccome rimango ipnotizzato dal suo sguardo, non sono sicuro che Emmanuelle sia una grande attrice, ma la mia passione è stata rinnovata dalla notizia dell'arresto, intorno al Natale 1997, mentre manifestava a sostegno dei sans papiers.
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