rss feeds | atom feeds
Rudi.
pensierini sull'Inter, la Sinistra, Bologna, musica, cinema, viaggi e letteratura
blog :: chi sono :: i miei libri :: video e articoli :: contattami
giovedì, 30 novembre 2006

Stamattina mi sono trattenuto - con notevole sforzo - dall'acquistare in edicola il primo dei 5 volumi curati dal Corriere della sera, che raccolgono la storia del Calendario Pirelli dal 1963 al 2006.

Spendo, in edicola, cifre incompatibili con il mio reddito: oggi, 22,10 euro (il manifesto, il dvd "La caduta degli dei", e il pacchetto XL + dvd "Il castello errante di Howl").

Siccome so che domattina tornerò a osservare il volume del Calendario Pirelli, che anche domani costerà 12,90 euro, chiedo ai frequentatori di questo spazio introspettivo - soprattutto a quelli che sanno di cosa parlo - cosa devo fare? Lo compro? Non lo compro? Attendo fiducioso.

http://www.corriere.it/iniziative/calendariopirelli/

scritto da Rudi alle 18:11 | link | commenti (3)
categorie: confessioni
giovedì, 30 novembre 2006

Ieri, Pippo Baudo annuncia la presenza di Ligabue e Zucchero fra gli ospiti del prossimo festival di Sanremo.

Oggi, Ligabue - con una prima persona plurale un filino inquietante - fa sapere che non andrà: "non siamo mai stati a Sanremo né cpme concorenti né come ospiti e desideriamo continuare con questa nostra tradizione personale".

Invece, Zucchero, sibillino, dichiara di non averci ancora pensato; "non è per fare lo snob, ma c'è sempre qualcosa che mi frena. Anche se Baudo è una garanzia".

Restano sulla piazza, liberissimi da impegni, Luciano Moggi e Antonio Giraudo.

scritto da Rudi alle 17:55 | link | commenti (1)
categorie: politica
giovedì, 30 novembre 2006

Test di cultura generale

Di chi è questa? - “Il romanzo può vincere ai punti, ma il racconto deve vincere per KO”.

scritto da Rudi alle 12:51 | link | commenti (6)
categorie: letture
mercoledì, 29 novembre 2006

Non sto a raccontarvi le disavventure della giornatina che sta finendo (almeno sta finendo bene). Comunque, non ne avevo bisogno, perché non ho mai messo in dubbio il detto popolare: la salute viene prima di tutto.

Vedere una doppietta di Burdisso (che era poi una tripletta) fa capire cosa sia la Coppa Italia (fino alle semifinali); ma 4 gol di testa, segnati dalle riserve, fanno capire anche la strapotenza fisica che caratterizza quest'annata nerazzurra.

Resta lontano il recupero di Adriano, che temo concluderà il 2006 senza segnare, e quando corre sembra portare uno zaino di pietre e un giubbotto di salvataggio, ma almeno sorride.

Dieci vittorie consecutive fanno un po' scena, e i paragoni con la Grande Inter andrebbero rimandati, ma intanto è bello pensare che sabato potremmo arrivare a undici.

scritto da Rudi alle 23:05 | link | commenti
categorie: nerazzurri
martedì, 28 novembre 2006

Come alzare la percentuale scudetto

Ora stiamo 59 a 41, noi e la Roma. Qualche punto in più l'Inter può guadagnarlo con una mossa geniale (come quasi tutte quelle che, su queste pagine, mi ostino a suggerire): andare in Spagna, per la precisione al Levante, e ingaggiare a gennaio Damiano Tommasi.

Tommasi ha tutto per fare bene, in nerazzurro: è intelligente, conosce benissimo Roma e i giallorossi, sa stare in panchina, copre un ruolo dove l'Inter ha gli uomini contati, sembra fatto apposta per andare d'accordo con Moratti. E costa poco.

Forse è questo che ci trattiene dal prenderlo.

scritto da Rudi alle 16:35 | link | commenti (9)
categorie: nerazzurri
martedì, 28 novembre 2006

Desperatamente

Avevo letto che stasera finalmente ricominciava Desperate Housewives, e mi ero organizzato di conseguenza. Ora scopro che su Rai2 fanno vedere Brescia-Milan di Coppa Italia. Che faccio? Mi ubriaco?

scritto da Rudi alle 16:24 | link | commenti (4)
categorie: sport, confessioni
martedì, 28 novembre 2006

Mancanza di immaginazione

Asfittiche manovre verso il Partito Democratico... Timidi segnali verso la Sinistra Europea... Caute mozioni per non sradicare i DS dal PSE... Furibonde polemiche all'interno della CGIL... La storica tendenza al cannibalismo, dove il nemico è quello che ti sta più vicino... Slogan contraddittori dentro le manifestazioni... Professionisti della contestazione che svuotano di energie il movimento dei movimenti... Delegazioni di governo che galleggiano sulla paura di Berlusconi... A Bologna, stucchevoli dibattiti sulla legalità e sul metrò... Grande è il disordine sotto il cielo della sinistra italiana, ma la situazione è tutt'altro che eccellente.

Ognuna di queste convulsioni, nella sua diversità superficiale, rimanda un dato comune: la mancanza di immaginazione.

Non so voi, ma io non riesco a vedere il nucleo di una nuova immaginazione politica, la capacità di vedere oltre quello che c'è già, senza la quale, inevitabilmente si finisce per gestire l'esistente. Mi sembra il frutto di una pigrizia intellettuale, di una mancanza di conoscenza della realtà - quella che non rientra comodamente nelle tradizionali categorie di interpretazione -, aggravata da una orrida legge elettorale e da meccanismi di selezione del ceto politico quanto mai conformisti.

Vie d'uscita? Forse sono io che non vedo, forse è mia la mancanza di immaginazione. Ma in un momento in cui la mia "parte" parla solo di "diritti" e "opportunità", riprendo una frase di Bruno Arpaia, dal libro-conversazione con Sepulveda: "qualunque discorso politico che non si fondi anche sui doveri dell'uomo verso gli altri uomini e verso la natura è interno alla logica neoliberista".

Falce e martello "Falce, pannocchia e cartuccera", Tina Modotti, 1927

scritto da Rudi alle 12:03 | link | commenti (1)
categorie: politica, confessioni
martedì, 28 novembre 2006

19, La puntina sul vinile

Echo & the Bunnymen, Porcupine, Korova (GB, 1983)

E' insensata la ricerca del colpevole, ma la qualità di canzoni come The Cutter o My White Devil spinge a chiedersi come mai questo gruppo non abbia raggiunto una fama planetaria. Sonorità dark, chitarre elettriche lancinanti, una qualità ritmica non troppo distante da quella dei primi U2 o degli ultimi Joy Division, eppure gli Echo sono rimasti nel limbo di una new wave inesplosa.

La mia opinione è che sia "colpa" della voce, cioè del leader, Ian McCulloch, che sembra inseguire il fantasma di Jim Morrison, ma risulta troppo monocorde. Oltre a McCulloch, gli Echo erano Will Sergeant (chitarra), Les Pattinson (basso) e Pete de Freitas (batteria elettronica; morirà nel giugno 1989 in un incidente motociclistico).

In questo terzo lp, la band di Liverpool aggiunge un violino, ma le melodie annegano nella strapotente base ritmica, con quella voce che proprio non riesce a oltrepassare la cupezza esistenziale.

scritto da Rudi alle 11:34 | link | commenti
categorie: musica
martedì, 28 novembre 2006

Quei 100 secondi di Marzorati

 Temevo ci fossimo distratti con quei 100 secondi di Pierluigi Marzorati, e con l'omonimia di un Michael Jordan, non rendendoci conto dell'indebolimento della Pallacanestro Cantù, peggio, dell'assenza di qualsiasi prospettiva che non sia di semplice galleggiamento.

La squadra è debolissima, ha percentuali ai tiri liberi che fanno spavento (spesso sotto il 60%), non c'e' un solo italiano di prospettiva, e l'ultima retata di americani è decisamente più scadente di quelle degli anni scorsi. C'è da temere per la retrocessione, insomma, anche se è arrivato uno sponsor (Tisettanta) e Sacripanti sa come cavare sangue dalle rape.

Ho cercato notizie sugli ex canturini dispersi in A1. Bennermann (3), Blizzard (9) e Michelori (5) stanno nella Vidivici Bologna; Kaukenas (15) e Stonerook (3) nella Montepaschi Siena; Bernard (2) a Teramo; Sambugaro (8) a Livorno); Nikagbatse (5) a Montegranaro; Di Giuliomaria (4) a Udine; Morandais (13) a Napoli; Calabria (6) a Milano (e forse ho dimenticato qualcuno). Con questi 11, ci sarebbe da lottare per le semifinali.

Ultima notizia: a 37 secondi dalla sirena del derby in cui Milano ha asfaltato Cantù, il presidente Francesco Corrado è stato colpito da un fumogeno lanciato dai suoi stessi tifosi. Se l'è cavata con una lieve bruciatura alla nuca, ma la beffa è arrivata dalla Federazione: squalifica del campo di Cantù, sostituita con un'ammenda di 6.000 euro. E domenica arriva la Climamio.

scritto da Rudi alle 09:37 | link | commenti (4)
categorie: sport
martedì, 28 novembre 2006

Due torti non fanno una ragione

"Il punto è quello di costruire un conflitto di interessi tra l'atleta e il circuito del doping. Far sì, insomma, che l'atleta denunci chi lo induce al consumo di sostanze per la pratica sportiva" (ministro Paolo Ferrero)

"Ribadisco la contrarietà ad ogni ipotesi di depenalizzazione legata alla cessione, consumo o generica diffusione di sostanze dopanti" (ministro Giovanna Melandri)

scritto da Rudi alle 09:23 | link | commenti (1)
categorie: politica, sport
lunedì, 27 novembre 2006

18, La puntina sul vinile

Marianne Faithfull, Broken English, GB, Island, 1979

Un disco che contiene The Ballad of Lucy Jordan e Working Class Hero non ha bisogno di altre giustificazioni. Nel mio caso, il fascino di Thelma & Louise rimanda a questa voce arrochita insieme alle stelle che scendono sulla Monument Valley. E trovo magnifico il fatto che per scrollarsi di dosso l'immagine di musa degli Stones, Marianne Faithfull si fosse rivolta a John Lennon.

Voce arrochita, sigaretta ostentata, sguardo nascosto, una tenebra blu che affoga chissà quali vicissitudini... Marianne Faithfull assume una veste espressionista e tenebrosa, una specie di Tom Waits al femminile, che passa le giornate nei bar dipinti da Hopper. Non l'ho mai persa di vista, ma fra Lilì Marlene e la canzone di protesta, non mi pare abbia più ritrovato l'ispirazione di questo disco.

scritto da Rudi alle 15:52 | link | commenti
categorie: musica
lunedì, 27 novembre 2006

La Nona di Mancini

Per meno, molto meno, un altro allenatore che non fosse Roberto Mancini, a questo punto sarebbe stato beatificato. Ma su di lui c'è un pregiudizio invalicabile, quello per cui se azzecca i cambi vuol dire che aveva sbagliato la formazione di partenza.

Espugnare Palermo, dopo aver vinto a Firenze, a Roma e a Mosca (nonché il derby), significa che questa Inter assomiglia a quella guidata dal Trap allo scudetto dei record: la proiezione dei punti, oggi, farebbe 96 (ne bastano dieci di meno per essere sicuri di portare a casa il campionato).

La nona vittoria consecutiva è avvenuta in condizioni proibitive: nella settimana della partita decisiva per la Champions, a Palermo, dove i rosanero potevano contare su un entusiasmo straripante, e dopo che la Roma aveva fatto a fette la Samp; inoltre, Mancini si è trovato senza Dacourt e con Cambiasso non ancora pronto. E la "mossa" Adriano ha lasciato perplessi i più (io fra quelli); invece, il brasiliano sembra aver addirittura imparato a giocare per la squadra...

Non ho vista la partita, ma solo gli highlights. L'Inter di novembre mi sembra molto diversa dall'Inter di settembre-ottobre: più pratica, meno spettacolare, più attenta alla chiusura degli spazi, meno svagata in difesa (anche se continuo a vedere lì il nostro punto debole). Mancini sembra aver concluso il suo apprendistato, ma la grande differenza con gli anni scorsi la stanno facendo certi calciatori di grande personalità: Ibra - che ha la strafottenza per tirare al volo da 30 metri -, Crespo - mai una polemica, sempre pronto -, Vieira - le cui falcate in progressione, sul gol della vittoria, mi hanno fatto pensare ai mezzofondisti degli altopiani. In questo contesto, Zanetti e Stankovic giocano su livelli elevatissimi, la difesa va meno in affanno e in certi momenti la pura potenza fisica appare spaventosa.

Vieira batte a rete per il 2-1

Mi conforta l'opinione di Paolo Sollier, con cui ho fatto due chiacchiere la settimana scorsa a Castelvetro Piacentino; lui spera nella Roma e dice che nessuno sa manovrare così bene palla a terra (lo penso anch'io), ma aggiunge che l'Inter è impressionante quando alza il baricentro e schiaccia l'avversario nella sua metà campo. Sembra la prima Juve di Lippi, quella di Vialli e Ravanelli, gli ho detto; e lui: "No, è ancora più forte".

scritto da Rudi alle 11:42 | link | commenti (3)
categorie: nerazzurri
domenica, 26 novembre 2006

Palermo-Inter, comunque vada, non deciderà un bel niente, e le mie percentuali scudetto non cambieranno: Inter 60 e Roma 40 (anzi, 59 a 41, dopo aver visto il gol di Totti).

Ma quanto mi piacerebbe uscire dal Barbera con uno striminzito 0-0...

scritto da Rudi alle 18:21 | link | commenti (6)
categorie: nerazzurri
domenica, 26 novembre 2006
Il pensiero che quel miliardario prestato alla politica potesse finire come Berlinguer, era sinceramente insopportabile. Auguroni.
scritto da Rudi alle 18:19 | link | commenti (5)
categorie: politica, confessioni
domenica, 26 novembre 2006

Fantacalcio, tredicesima giornata: da ultimo in classifica, devo scegliere fra 5 attaccanti e decido valutando la difficoltà degli avversari. Perciò, schiero Gilardino (in casa contro il Messina), Amoruso (in casa contro il Livorno) e Suazo (fuori casa a Empoli), e lascio in panchina Obinna (in casa contro l'Udinese) e Totti (fuori, a Genova). Gol fatti 0, gol sprecati 4.

Forse la categoria "errori" è un filino inadeguata, ma l'ultimo posto in classifica è garantito.

scritto da Rudi alle 16:43 | link | commenti (2)
categorie: errori
domenica, 26 novembre 2006

17, La puntina sul vinile

Robert Wyatt, 1982-1984, GB, Rough Trade, 1984

Robert Wyatt,1982-1984,USA,Deleted,LP RECORD,300468

Non aspettatevi equilibrio, ogni volta che scriverò di Robert Wyatt, a mio parere uno dei 4-5 musicisti più influenti dell'ultimo mezzo secolo (oltre che comunista in Inghilterra).

Questa raccolta di 45 giri, che certo non rientra fra i suoi capolavori, contiene tuttavia alcuni squarci di struggente bellezza: una versione di Biko più intima e meno epica (Peter Gabriel l'ha molto apprezzata), una Te recuerdo Amanda che avrebbe commosso Victor Jara, una dolcissima Yolanda che fece conoscere il cubano Pablo Milanes, Amber and Amberines sul colpo di stato con cui Reagan nel 1983 rovesciò il legittimo governo di Grenada, e una Shipbuilding, dedicata alla guerra coloniale nelle isole Malvine, semplicemente inarrivabile (più intensa di quella di Costello, ma potete fare il confronto suggerito da certe amiche): http://omfaloscopia.blogspot.com/2006/01/ma-quanto-bella-questa-canzone-2.html

Canzoni di altri, segnate da un forte impegno politico, in un momento particolarmente difficile della parabola artistica del fondatore di Soft Machine e Matching Mole. Strumentazioni scarne, pianoforte e tastiere a sostituire l'amata batteria, e la voce... bhé, la voce dovete ascoltarla, e poi chiedetevi come mai la reputazione di Robert Wyatt sia rimasta confinata in ambienti tanto ristretti.

scritto da Rudi alle 12:10 | link | commenti (2)
categorie: musica
domenica, 26 novembre 2006

Vorrei la pelle nera

"Che effetto mi fa giocare in uno stadio così contro di me? Un brutto effetto, credo che la Juve avrà da lavorare sull'educazione dei tifosi". Poi hanno chiesto a Zeman se ci fosse stato l'incontro con John Elkann, che prima della partita aveva detto di volerlo conoscere: "No, io non ho parlato con nessuno, nè con lui nè con nessun altro dirigente bianconero. Ho sentito solo Agricola che è venuto a sfottere dopo la partita. Il problema è che se c'è un rinnovo dello stile Juventus, dopo il 4-1, se lo poteva risparmiare".

Agricola, raggiunto telefonicamente, ribatte: "Gli ho fatto i complimenti per tutto, la persona, il professionista... La mia era solo una manifestazione di ospitalità, doverosa, visto che eravamo a casa nostra". Didier Deschamps rincara la dose. "Gli ho stretto la mano, ma solo perché ho un'educazione".

Per nulla intimorito, Zeman conclude: "Mi spiace solo non essere nero, perché altrimenti i tifosi che mi hanno insultato sarebbero stati puniti. Io comunque mi sono rivolto all'Ufficio indagini. Il primo compito di un club di calcio è quello di educare. Possiamo ancora farlo, in Italia, a patto di provarci. Il calcio si può e si deve migliorare".

 (Nino Ferrer)

http://www.italianissima.net/testi/lapellen.htm

scritto da Rudi alle 10:36 | link | commenti
categorie: sport
domenica, 26 novembre 2006

49) Deepa Mehta, Water (7)

 India 1938: le mogli indù sono proprietà dei mariti, perciò le vedove che non vogliono seguire il defunto sulla pira mortuaria sono costrette a scegliere fra il diventare spose del fratello più giovane, oppure vivere per sempre chiuse in un ashram. E' così da 2000 anni, e ancora oggi milioni di indiane sono costrette a questo sacrificio disumano. Anche se restano vedove a 8 anni, come accade a Chuyia.

Rasata a zero e segregata insieme ad altre vedove di tutte le età, Chuyia si inserisce nell'ashram come un corpo estraneo, indocile e dispettoso, che allude alla moderna impossibilità di continuare a subire certe coercizioni. Ha solo una fortuna, di cui non può essere consapevole: Gandhi sta per essere liberato dalle carceri inglesi, e inizierà la peregrinazione che metterà in crisi certe tradizioni religiose che - come dice il neolaureato in legge - nascondono l'interesse economico della famiglia patriarcale a disfarsi di bocche da sfamare.

Produzione indo-canadese diretta da una donna, Water segue il ritmo immutabile del fiume fino all'epilogo dell'amore fra il giovane bramino e Kalyani, la bellissima vedova che si prostituisce per mantenere le compagne di sventura. La festa dei colori e la scena del treno sono da antologia, e fra i motivi di merito, questo film ha l'aver rivelato Lisa Ray, forse la vedova più affascinante della storia del cinema.

Google fa sapere che Lisa Ray è nata a Toronto il 4 aprile 1972, è alta 1'65 e vive a Mumbay. Qui è accanto alla regista, Deepa Mehta.

scritto da Rudi alle 09:26 | link | commenti (1)
categorie: cinema, morettine
venerdì, 24 novembre 2006

16, La puntina sul vinile

Magma, Mekanik Destruktiw Kommandoh, Francia, A&M, 1973

Presto ho avuto la netta impressione che Christian Vander, Klaus Blasquiz e soci avessero trovato il modo per apparire intelligentissimi, sofisticatissimi e progressivissimi, con questa storia del pianeta Kobaia e della colonia terrestre che vi si era insediata, mantenendo qualche rapporto con chi era rimasto sulla Terra. A proposito: non sarà che da quel pianeta veniva anche il perfido, gelido Kobaiashi de I soliti sospetti?

 

Testi incomprensibili e ipnotici, recitati come un mantra, elettronica e acustica triturate e dilatate, voci acutissime, strilli e lamenti, la solennità di una marcia funebre, ritmi tribali e litanie da setta segreta... Per motivi insondabili (forse solo perché erano francesi e nella mia discografia c'erano solo Brassens e Brel), i Magma mi affascinarono fino a convincermi a comprare anche il quarto capitolo, Kohntarkosz (MDK è il terzo).

 

E per motivi insondabili, ieri sera ho riascoltato il disco due volte di fila, senza riuscire a staccarmene.

scritto da Rudi alle 13:47 | link | commenti (2)
categorie: musica
venerdì, 24 novembre 2006

15, La puntina sul vinile

Gwendal, A vos desirs, Francia, Pathé, 1976

Francesi di area celtica, i Gwendal appartengono a quel periodo della mia vita in cui ogni estate pensavo di partire per la Bretagna o l'Irlanda (la prima l'ho vista solo nell'85, la seconda mai).

Ballate senza canto, titoli un po' in inglese, un po' in francese, un po' così (Cam'ye ower frae France), mi sembra che i Gwendal debbano aver lungamente ascoltato Jan Anderson e i Jethro Tull (forse anche i Focus di Jan Akkermann), ma non mancano le inflessioni jazz (Bop Celtique) nella suite che ocupa l'intero lato B, quando è il sax a sostituirsi al flauto (Youenn Leberre li suonava entrambi).

Della band facevano parte anche Bruno Barre (violino), Jean-Marie Renard (chitarre), Roger Schaub (basso), Ricky Caust (chitarra e mandolino) e Arnaud Rogers (batteria): una strumentazione mista, fra il rock e la tradizione. Questo era il loro secondo album.

scritto da Rudi alle 10:16 | link | commenti
categorie: musica
venerdì, 24 novembre 2006

All'ombra della GEA (segue)

Rinvio a giudizio per “associazione a delinquere finalizzata all’illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata”...

"Alessandro Moggi mi contattò perché valutassi l'opportunità di affidargli la mia procura. Mi chiese un incontro che è avvenuto nella sede della Juventus, cosa che mi stupì molto in quanto si discuteva del rilascio di una procura nella sede della società per la quale lavorava suo padre. Mi venne detto che la Gea aveva possibilità contrattuali migliori rispetto agli altri perché erano figli di personaggi influenti... Ho pensato che affidarmi ad Alessandro Moggi avrebbe favorito lo sblocco del mio rinnovo. Alla fine però non riuscii ad ottenere l'adeguamento fino a quando non arrivò Capello. Per questo ho pensato che le difficoltà del mancato rinnovo potevano ricollegarsi al fatto che non avevo conferito la procura alla Gea".

 Al 101% fra sette mesi non sarà più a Torino.

“Nell’anno in cui ero al Perugia, quando ero già di proprietà della Juventus e prima di farvi ritorno, mi ha contattato telefonicamente l’allora calciatore Antonio Conte, anche lui assistito da Alessandro Moggi, che mi chiedeva di passare totalmente o per metà la procura ad Alessandro Moggi. Lo stesso Conte sottolineava l’importanza del fatto che nella Juventus era fondamentale, visti i rapporti di parentela tra Alessandro e Luciano Moggi, affidarsi al primo al fine di avere una maggiore tutela nella società. Presumo di avere pagato il rifiuto espresso a Conte sulla scelta del procuratore”.

 I suoi gol per la Juventus li ha già segnati tutti.

scritto da Rudi alle 09:31 | link | commenti
categorie: politica, sport
venerdì, 24 novembre 2006
scritto da Rudi alle 09:19 | link | commenti
categorie: nerazzurri
giovedì, 23 novembre 2006

Tra i più felici Dejan Stankovic, autore di una grande prestazione. Afp

Ai primi di settembre, dopo la sconfitta di Lisbona, ho scritto che l'Inter era eliminata all'80%. Sbagliavo.

Alla fine di settembre, nel ricapitolare il calendario del girone d'andata, ho previsto che l'Inter avrebbe perso a Palermo. Vediamo...

scritto da Rudi alle 09:27 | link | commenti (5)
categorie: errori
mercoledì, 22 novembre 2006

Ottava vittoria consecutiva, ennesima con un solo gol di scarto, il lancio di Stankovic e il tiro di Crespo sono stati una delizia, e un'altra ottima notizia viene da Donetsk: la Roma non potrà gestire il turn over, e aver fallito due match point (in casa con l'Olimpiakos e fuori con lo Shaktar) forse significa che non ha ancora la forza che tanto temo.

Peccato per Dacourt, fin qui utilissimo (mi sa che lo rivediamo a gennaio). Mi sono piaciuti Grosso e Vieira, Julio Cesar e Stankovic; Crespo ha avuto 3 palloni giocabili, ha segnato un gol buono e uno no, e Ricardo è pur sempre un ottimo portiere; il numero di passaggi sbagliati da Zanetti, Maicon, Cordoba e Materazzi temo abbia superato quota 100. Mi chiedo perché Mancini non abbia usato i cambi fino al minuto 81, e perché Ibra vada sempre (sempre) a cercare le cose piu' difficili.

Dovessi dire che la partita mi è piaciuta, mentirei. Si soffre sempre troppo, ma se non facciamo festa adesso, quando?

scritto da Rudi alle 22:58 | link | commenti
categorie: nerazzurri
mercoledì, 22 novembre 2006

La trappola

Quella di stasera ha tutta l'aria di una trappola. Allo Sporting basta il pari, è una squadra che sa nascondere palla e ripartire in contropiede, in trasferta non ha mai perso, mentre l'Inter deve per forza vincere.

Si farà sentire la mancanza di Cruz (l'unico ad aver segnato fin qui in Coppa), sia in attacco che nella gestione del pallone. Più che sulle due punte (Adriano è ancora impresentabile), le mie speranze si concentrano sui centrocampisti: Stankovic, innanzitutto, ma vorrei anche vedere in campo Cambiasso, e un bel colpo di testa di Vieira o un dribbling azzeccato di Figo mancano da troppo tempo.

I timori, invece, sono per la difesa, che dovrà fare attenzione ai tiri da lontano ed evitare sbilanciamenti da frenesia (quelli in cui Cordoba e Materazzi non hanno rivali).

Tempo fa avevo scritto che la Champions non mi interessa (quest'anno voglio lo scudetto) e un'eventuale eliminazione non mi avrebbe dato fastidio. La sostanza la riconfermo tutta, ma devo ammettere che l'eliminazione avrebbe effetti psicologici devastanti, alla vigilia di Palermo, ed economicamente sarebbe un brutto guaio. Ragion per cui mi metterò davanti alla tv, con l sola speranza di conquistare un altro paio di notti agitate, il prossimo marzo. Niente di più. 

scritto da Rudi alle 12:35 | link | commenti (5)
categorie: nerazzurri
mercoledì, 22 novembre 2006

La leggenda degli spendaccioni

Ho da poco "scoperto" il sito di QN, da dove ricavo una tabellina di un certo interesse: contiene i 40 trasferimenti più costosi nella storia del calcio (aggiornati in milioni di euro).

http://qn.quotidiano.net/chan/calcio_mercato:5437986:/2006/11/22:

NOME EURO DA A ANNO
Zidane 66,0 Juventus Real Madrid 2000
Figo 53,0 Barcellona Real Madrid 2000
Crespo 51,0 Parma Lazio 2000
Buffon 47,0 Parma Juventus 2001
Shevcenko 45,0 Milan Chelsea 2006
Vieri 45,0 Lazio Inter 1999
Rio Ferdinand 42,0 Leeds Manchester U. 2002
Mendieta 42,0 Valencia Lazio 2001
Ronaldo 40,0 Inter Real Madrid 2002
Veron 40,0 Lazio Manchester U. 2001
Rui Costa 38,0 Fiorentina Milan 2001
Nedved 36,0 Lazio Juventus 2001
Drogba 34,0 Marsiglia Chelsea 2004
Anelka 33,0 Arsenal Real Madrid 1999
Denilson 32,0 Santos Betis Siviglia 1998
Batistuta 32,0 Fiorentina Roma 2000
Thuram 30,0 Parma Juventus 2001
Claudio Lopez 30,0 Valencia Lazio 2000
Overmars 29,0 Ajax Barcellona 2000
Ronaldinho 28,5 PSG Barcellona 2003
Rooney 28,0 Everton Manchester U. 2004
R. Carvalho 27,5 Porto Chelsea 2004
Nesta 27,0 Lazio Milan 2002
Nakata 27,0 Roma Parma 2001
Vieri 27,0 Atletico Madrid Lazio 1998
Van Nistelrooy 27,0 PSV Eindhoven Manchester U. 2001
Cassano 27,0 Bari Roma 2001
Emerson 26,0 Roma Juventus 2004
Eto'o 26,0