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Rudi.
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mercoledì, 31 maggio 2006

Le Confessioni su Moggi (8, fine)

PAGINA 91 - Analogo scatto d’orgoglio, Facchetti l’ha avuto dopo lo squallido episodio di razzismo ai danni di Zoro, a Messina. Non poteva digerire le dichiarazioni dei vertici juventini; Moggi aveva ipotizzato la squalifica di San Siro, e Facchetti ha replicato: “A Moggi mi sento di rispondere solo che, fra le tante cose che fa nel calcio, non sapevo che voleva anche scrivere in anticipo le sentenze del giudice sportivo”. Ancora più efficace la risposta a Giraudo, il quale aveva messo in dubbio la moralità di certi personaggi che, pur spendendo cifre notevolissime, non riescono a vincere nulla. Facchetti è stato tranciante: “Non può essere immorale chi spende soldi propri e non credo che debba spiegare io a Giraudo quali sono le cose veramente immorali del calcio italiano, lui dovrebbe conoscerle bene”.

  Pare che Giacinto Facchetti abbia qualche serio problema di salute. Mi fa piacere fargli gli auguri citando quella sua magnifica risposta a Giraudo. Sei mesi fa...

scritto da Rudi alle 19:08 | link | commenti
categorie: nerazzurri, confessioni
mercoledì, 31 maggio 2006

(50) Cinquant'anni in cinquanta canzoni

Per contrastare la maniacale monotonia che si sta impossessando di questo blog, mi è venuto in mente di scegliere 50 canzoni italiane dell'ultimo mezzo secolo, costruendo una classifica dal basso verso l'alto, sul modello della mitica Hit Parade di Elio Luttazzi. Di ognuna, spero di trovare il testo in rete. Onde evitare di sceglierne 7-8 di Battisti o di De André, mi sono imposto un limite: per ogni interprete una sola canzone.

 50

 Vieni a vivere con me

 Luca Carboni, 1987

Vengo a vivere con te

lo sai mi sono innamorato
e la vita è troppo corta

e non possiamo perdere tempo
o forse è proprio il tempo

che non può perdere noi
Vieni a vivere con me

sai quante cose potremmo fare
tu potresti suonare il piano

mentre io spalmo la maionese
potrei spalmartene un po’ sul collo

e leccandoti far tremare Bach
Contro la noia della TV

guardare solo la pubblicità
gli spettacoli quelli no

quelli li faremo noi
e poi dopo aver fatto il bagno

correre al cinema a vedere un film
Potremmo essere felici e fare un mucchio di peccati
potremmo essere felici e a volte un poco disperati
potremmo dirci certe cose da fare accapponare la pelle
potremmo fare certe cose che ci fucilano alle spalle
Poi potremmo studiare il modo

per vivere senza lavorare
studiare l’ora per andare al mare

decidere per chi votare
andare in centro con la bicicletta

la bicicletta trallallerullà
E imparare a ballare il tango

che nella vita serve sempre
parlare un’ora del colore

per ridipingere il soffitto
e poi nel silenzio abbassare gli occhi

cercando nuovi angoli da baciare
Potremmo essere felici fare un mucchio di peccati
potremmo essere felici e a volte un poco disperati
potremmo dirci certe cose da fare accapponare la pelle
potremmo fare certe cose che ci fucilano alle spalle.

scritto da Rudi alle 16:14 | link | commenti (2)
categorie: errori
mercoledì, 31 maggio 2006

(43) ADOTTA UNO JUVENTINO

http://www.jacopofo.com/?q=node/1486

 

http://www.scandalocalcio.com/calcio/

E’ costituita una associazione senza fini di lucro denominata
“Comitato Appassionati Sportivi Tifosi Italiani
Gabbati Attraverso Truffatori E Loschi Imbroglioni”
con sigla
C.A.S.T.I.G.A.T.E.L.I.

L’obiettivo è la tutela dei diritti dei cittadini appassionati dello sport del calcio e che per tale passione abbiano investito soldi, tempo ed energie, è diretta altresì a perseguire il fine di risanare l’ambiente calcistico sconvolto dai recenti scandali verificatisi nella primavera del 2006 e per qualunque altro scandalo tendente ad alterare l’andamento di gare e i risultati delle stesse. L’associazione ha poi il fine di agire, a tutela dei propri associati, nei confronti dei soggetti che hanno manipolato con accordi illeciti l’andamento delle competizioni sportive, singoli incontri di calcio o più partite al fine di favorire o danneggiare illecitamente club sportivi con particolare riferimento alla tutela dei diritti vantati dai cittadini danneggiati, a qualunque titolo, sia nei confronti dei protagonisti dello scandalocalcio scoppiato a seguito di intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura inquirente nei confronti di dirigenti sportivi del mondo del calcio, di procuratori di calciatori, sia nei confronti di altri soggetti colpevoli di analoghi comportamenti. Per tale motivo l’Associazione si costituirà parte civile nel processo a carico dei responsabili di “calciopoli”, per chiedere il risarcimento del danno biologico del tifoso da parte di chiunque abbia ricevuto un danno economico derivato dallo scandalo del calcio (scommettitori, giocatori di “schedine”, possessori di abbonamento allo stadio, alla pay-tv, ecc.)...

scritto da Rudi alle 14:24 | link | commenti
categorie: politica
mercoledì, 31 maggio 2006

(42) ADOTTA UNO JUVENTINO

Quasi tutti i criminali, forse con qualche eccezione per i gangster americani e le ultime leve della mafia, hanno coltivato il sogno che il figlio crescesse lontano dal malaffare. Rarissimo, davvero, davvero non lo fan tutti, affidargli un ramo d’azienda addestrandolo alla violazione della legge...

http://www.giudiziouniversale.it/editoriale.htm

Gli amanti dell’opera di Mozart Così fan tutte, incentrata sul concetto che le donne sono mignotte (ah, non ci fosse il riscatto magico della musica…), potranno gustarsela in giugno a Roma, a Santa Cecilia, nella regia di Daniele Abbado. Ma il così fan tutti travalica da tempo il ristretto confine dei melomani. Il fantuttismo è la giustificazione di una condotta riprovevole in forza del fatto che “così fan tutti”. Il fantuttismo più interessante è quello del potente colto con le mani nel sacco. Esiste tutto un filone recente, dalla chiamata di correità di Craxi nei confronti degli altri partiti al tempo di Tangentopoli, alla prima linea difensiva assunta da Moggi nello scandalo del calcio: venite a cercare proprio me? Guardate che fanno tutti la stessa cosa. La ri-sposta: “Embè, e quand’anche fosse? E perché non li hai denunciati?” suona a quanto pare troppo banale...

scritto da Rudi alle 12:54 | link | commenti
categorie: politica
mercoledì, 31 maggio 2006

(41) ADOTTA UNO JUVENTINO - LA LINEA DIFENSIVA DI MOGGI, "L'ESUBERANTE"

IL LEGALE DELL’EX DG BIANCONERO DISEGNA UNO SCENARIO DIVERSO DA QUELLO IPOTIZZATO A NAPOLI. SOSTIENE CHE ESISTEVA UN SOLO MODO PER NON FARSI SCHIACCIARE DAL SISTEMA

L'avvocato Gianaria: «Moggi proteggeva la Juve. Il potere vero è del Milan»

«Fuorviante pensare che fossero tutti al servizio di Luciano, di Bergamo e della Fazi. È una ipotesi che serve solo a creare il mostro»

31/5/2006, La Stampa, di Alberto Gaino

 

Moggi come Craxi?

«Noo», e la smorfia che accompagna la lapidaria risposta sembra significare un «non scherziamo» che chiarisce l’orientamento professionale dell’avvocato Fulvio Gianaria, difensore di Luciano Moggi con il socio di studio Alberto Mittone e il collega campano Paolo Trofino sui vari fronti delle procure italiane.

Piedi per terra e rimettere le cose a posto. Ciò non toglie che Moggi sia un vicecapostazione che ha acquistato una posizione di grande potere nel calcio: le telefonate indicano la sua influenza.

«Una riflessione su come è stato costruito il mostro Moggi si impone: le conversazioni intercettate, almeno rispetto al sistema calcio, sono essenzialmente di 6-7 persone, le stesse cui grosso modo la Procura di Napoli contesta l’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. I carabinieri che conducono le indagini selezionano giustamente 2500 telefonate (delle 100 mila e forse oltre di cui si parla) e di quelle sono state scelte una quarantina per definire il teorema di una cupola del calcio dominata da Moggi. Basta per soddisfare la fame e l’emotività dei tifosi di mezz’Italia che si sentono confermati nei loro sospetti e risarciti».

Dove vuole arrivare?

«Noi vorremmo ascoltare, mettere insieme tutte quelle telefonate e calarle nella realtà dei veri centri di potere del calcio: diritti televisivi, forza dei soci di riferimento, forza delle corporazioni interne al sistema calcio».

Chi siano i soci di riferimento è intuibile, può essere più chiaro sul resto?

«Gli arbitri, la Federcalcio, La Lega Calcio: pensare che tutte queste realtà si muovano agli ordini di Moggi, Bergamo, Fazi è fuorviante. Può servire a liquidare in sede sportiva una domanda popolare che si faccia piazza pulita, ma in sede penale è un’altra cosa».

Par di cogliere un certo ottimismo sull’esito dell’inchieste penali.

«Mi limito ad osservare che le accuse dovranno essere dimostrate in tribunale. Se non c’è di più, i teoremi crollano. La Procura di Torino ha cercato riscontri alle telefonate intercettate per valutarle ed è pervenuta alla conclusione che una ricaduta sul reato penale di frode sportiva non c’era. L’ipotesi della cupola con al vertice Moggi funziona per costruire un mostro che controlla tutti, dentro e fuori il calcio».

Lei ha sulla scrivania il «Libro nero del calcio» dell’Espresso: la lettura di quelle pagine consegna una certa immagine (e ruolo) del suo cliente.

«Intanto, vorrei ascoltarle per intero, quelle 2500 telefonate, e non essere costretto dalle circostanze a limitarmi a leggere i frammenti pubblicati. Lo dico con tutto il rispetto per il lavoro dei carabinieri che hanno selezionato le conversazioni ritenute rilevanti».

Nel frattempo?

«Se non possiamo documentarci, non possiamo difenderci, e per il momento non andiamo da nessun pm. Nemmeno da Borrelli. Ripeto: con tutto il rispetto per i ruoli e le persone. L’ho già chiarito a un magistrato torinese».

Ma una linea di difesa l’avete già.

«Moggi si è sempre mosso per preservare la forza propria della Juventus dai centri di potere importanti».

Può essere più esplicito?

«Mi riferisco a chi ha la possibilità di trattare e acquistare i diritti tv dei club, a chi ha le televisioni. Vero è che Moggi interviene sul moviolista di Biscardi: le sue attivazioni, concorrenti e parallele, fanno notizia perché escono da conversazioni intercettate, e sono di un certo tenore, appartengono al personaggio, sicuramente esuberante».

Moggi non ha un conflitto di interessi con la Gea?

«E’ talmente evidente che il vero conflitto di interessi non l’ha Moggi: il Milan vende e, in un certo senso, compra i diritti televisivi; la Juve li vende al meglio, com’è comprensibile. I tre grandi vettori del denaro nel calcio sono: diritti tv, televisioni, soci che ricapitalizzano i club. Pensare che Moggi non solo li riequilibrasse, ma fosse diventato il vertice del potere nel calcio è... una barzelletta».

scritto da Rudi alle 12:19 | link | commenti
categorie: politica
mercoledì, 31 maggio 2006

(40) ADOTTA UN MILANISTA

L'Espresso ha pubblicato un secondo "Libro nero del calcio" con gli ultimi documenti presentati dagli investigatori sul sistema che avrebbe condizionato lo svolgimento di diversi campionati. La prima raccolta era focalizzata sui vertici bianconeri, questa volta le intercettazioni riguardano soprattutto Milan, Lazio e Fiorentina. Secondo le ricostruzioni, i viola e i biancocelesti avrebbero accettato di entrare nell'orbita di Moggi mentre la società rossonera avrebbe agito con una propria rete gestita dal dirigente Leonardo Meani. Da queste intercettazioni si ricava che Meani utilizzava il nome del presidente della Lega Calcio per fare pressioni sugli uomini della FIGC al fine di ottenere arbitri e guardalinee favorevoli. Spicca il ruolo del signor Puglisi (che Moggi, in altre intercettazioni, definisce tifoso del Milan), uno che si diverte  a "metterlo nel culo a 'sti interisti"...
scritto da Rudi alle 11:02 | link | commenti
categorie: politica
mercoledì, 31 maggio 2006

(39) ADOTTA UNO JUVENTINO

La disgustosa intervista di Fabio Capello alla Gazzetta si riallaccia alle prime dichiarazioni di Luciano Moggi, quando si definì una vittima dei "poteri forti". Ho recuperato un notevolissimo articolo di Gian Antonio Stella sull'argomento (Corriere, 17 maggio)

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/05_Maggio/17/stella.shtml

Sia lodata Vanna Marchi. Che si è meritata tutti i dieci anni di galera per aver fatto i miliardi col sale grosso e i sassi di fiume rifilati ai citrulli ma almeno, dopo la truffa sui «poteri magici», non ha tirato in ballo i poteri forti. L'ultimo a farlo, l'altro ieri, è stato Luciano Moggi. Moggi, con la lacrimuccia che gli sgocciolava sul sigaro, ha detto: «Ho agito così per non essere sovrastato. Per non essere io la vittima dei poteri forti».
Per questo rassicurava il ministro degli Interni Pisanu («Ciao Beppe!») che chiedeva una mano per la Torres Sassari. Per questo «suggeriva» al c.t. azzurro Marcello Lippi di mettere Francesco Totti di punta o di non far giocare Fabio Cannavaro («Deve star fuori così non si stanca») perché serviva alla Juve. Per questo concordava gli arbitri con Pierluigi Pairetto e riusciva a recuperargli una Maserati in poche ore...

E non vorrei si dimenticasse una delle figure più rilevanti dello scandalo intercettazioni, la finora sconosciuta ex-segretaria della CAN (Commissione Nazionale Arbitri), tale Maria Grazia Fazi, di cui sappiamo che è bionda, furba, tendente al ricatto, e a conoscenza di un sacco di cose. Come spiegava Marco Travaglio su Repubblica del 4 maggio:

http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/sport/calcio/carraro-intercettazioni/rete-di-rapporti/rete-di-rapporti.html

UNA BIONDA A RISCHIO - E' molto legata a Bergamo, è amica di Moggi, ma invisa a Pairetto dopo avere sparlato di lui ("dopo quel che ha detto in giro di me - tuona Gigi - non la voglio più, una serpe in seno"). Bisogna paracadutarla in un altro ufficio, ma senza scontentarla, perché è depositaria di molti segreti. Chi interviene a sistemare quel piccolo affare di Stato? Moggi, naturalmente.
Il primo settembre telefona a Franco Carraro. La prende alla lontana. Parla del destino del Napoli, ormai nelle mani di De Laurentiis (Carraro: "E' un matto totale", Moggi: "Lì son tutti matti, ma ora poi ci faccio una chiacchiera io"). Poi butta lì che il nuovo ct della Nazionale, Marcello Lippi, va "tenuto a bada, riordinato". Come? "Creandogli un ufficio con una segretaria, una che conosce arbitri internazionali". Ecco, lui ne avrebbe una che fa proprio il caso: "Quella bionda, rampante, che conosce tutto l'ambiente". Una certa G. F. Moggi ne parla con il vice di Carraro, Innocenzo Mazzini, suo fedelissimo. Che mangia la foglia: "C'hai un culo da impiantare, eh, sudicione?".
Moggi confessa il movente del trasferimento: "Bisogna toglierla da dov'è". Mazzini: "La bionda va dicendo in giro che han messo di mezzo gli avvocati, e se non le danno ogni cosa fa scoppiare un gran casino, un bel bubbone". Moggi, prudente: "Io non so quel che ha fatto lei lì, ma non parliamone per telefono". Mazzini: "Mi avevi detto che non hai nessun controllo". Moggi ha un presentimento: "Eh, che ne so io di quel che combinano". L'importante è tenere Carraro all'oscuro dei retroscena: "Lui - raccomanda Moggi - non deve sapere, del meccanismo non sa niente". Lippi però fa resistenza. E Bergamo difende "la bionda". Mazzini teme ricatti: "Vuole una bella carriera, sennò canta ai giornali".

scritto da Rudi alle 09:48 | link | commenti
categorie: politica
mercoledì, 31 maggio 2006

Un saluto alla Brujita

immagine della notizia

Sarà il mercato più lungo e più strano dell'ultimo quarto di secolo. Molte squadre non sanno nemmeno quando si riprenderà a giocare (per esempio, che ne sarà dei nostri "preliminari di Champions League"? la retrocessione della Juve appare scontata, dunque l'Inter dovrebbe passare al tabellone principale, ma non si sa mai). Poi c'è la sorte personale di un bel gruppo di calciatori di Juve, Fiorentina e Lazio, che potrebbero diventare molto interessanti dopo le sentenze della giustizia sportiva. E ci sono i Mondiali, da cui potrebbero scaturire suggestioni imprevedibili...

Intanto, la rosa dell'Inter va scremandosi: se ne sono andati Wome, Favalli e Cristiano Zanetti, appaiono scontati l'abbandono di Mihajlovic, e la fine-contratto di Ze' Maria e Kily Gonzalez. In arrivo, per ora, solo Maxwell, che non sarà in grado di giocare fino a ottobre, e Dacourt (forse consigliato da Capello).

Da ieri è pressoché certo che non rivedremo Juan Sebastian Veron.

Anche se aveva la lingua troppo lunga, e segnava col contagocce, la sua partenza mi dispiace molto. Dell'incompatibilità con Adriano ho scritto pochi giorni fa, e se prendiamo per buoni i "motivi familiari" di Shevcenko, quelli di Veron hanno ben altra dignità. Ma non dimenticherei un dato di fatto: tutte le partite più belle giocate dall'Inter di Mancini hanno visto Veron era in campo, accanto a Cambiasso, a trascinare il resto della squadra. 

scritto da Rudi alle 09:28 | link | commenti (3)
categorie: nerazzurri
martedì, 30 maggio 2006

26) Pedro Almodòvar, Volver (9)

 

Si contano sulle dita di una mano i registi dei quali si può dire, con certezza, "è un film di...". Almodòvar è uno di questi, ha saputo raffinare il suo stile senza rinunciare alle tinte forti delle prime opere, ai temi scabrosi, alle folate di ambiguità (maschio/femmina, vita/morte, colpa/innocenza) e di grottesco.

Volver è commovente, magico, intriso di sentimenti difficili da districare, con un gruppo di figure femminili delineate magnificamente. Fra la Magnani e la Loren, spicca l'interpretazione di Penelope Cruz, ma il premio collettivo di Cannes alle sei attrici (Carmen Maura, Lola Duenas, Blanca Portillo, Yohana Cobo, Chus Lampreave) mi sembra perfetto.

In questo "melodramma fantastico" - come l'ha definito Almodòvar - lo spettatore smarrisce ogni nozione dogmatica, e si sorprende a sperare non in una giustizia astratta, ma in un destino felice, capace di risarcire queste donne che affrontano i disastri della vita senza abbassare lo sguardo.

scritto da Rudi alle 10:17 | link | commenti (1)
categorie: cinema
martedì, 30 maggio 2006

(38) ADOTTA UNO JUVENTINO

Top Ten provvisoria delle figuracce rimediate in queste tre settimane, senza entrare nel merito delle gradazioni di colpevolezza:

1) Luciano Moggi (la povera vittima dei poteri forti)

2) Massimo De Santis (per certi "capolavori" arbitrali di cui si è vantato)

3) Diego Della Valle (con la sua autodifesa in 9 ore di interrogatorio)

4) Bergamo e Pairetto (per la faccia tosta durante i sorteggi taroccati)

5) Fabio Cannavaro (bullo sempre sorridente, anche nella ritrattazione)

6) Massimo Moratti (peggio che ingenuo, il più grande fans di Capello)

7) Franco Carraro (trent'anni ai vertici del calcio, senza accorgersi di nulla)

8) Marcello Lippi ("sono sereno e amareggiato")

9) Gianluca Paparesta (per la telefonata a Moggi, chiedendo scusa)

10) Fabio Capello (il re dei vittimisti e degli arroganti).

scritto da Rudi alle 09:29 | link | commenti
categorie: politica
lunedì, 29 maggio 2006

We Shall Overcome

Ogni tanto mi chiedo perché Il Manifesto sia ancora il mio giornale (motivi per dubitarne non mancano). Poi basta la lettura di un articolo come quello di Sandro Portelli, sull'ultima pagina di sabato 27 maggio, e i dubbi si dileguano.

portelli.jpg  Portelli è un americanista comunista di una cultura e di una modestia abbagliante, uno di quelli che sanno raccontare la storia degli Stati Uniti dalla parte delle vittime (pellerossa, latinos, neri, operai...), scandagliando le culture popolari e portando al rango di  fonte storica anche il rock. Ogni volta che Portelli scrive di Dylan o di Springsteen, mi rimprovero per non aver imparato l'inglese. 

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/27-Maggio-2006/art82.html

Era il 1985, e con la Lega di Cultura di Piadena avevamo organizzato una visita di due grandi musicisti americani, Guy e Candie Carawan, e un loro concerto nel caveau del palazzo comunale trasformato in piccolo teatro con un'acustica fantastica. Il pubblico era fatto di compagni, per lo più di estrazione operaia, che guardavano all'America e alla sua cultura con sano sospetto antimperialista. Ascoltarono tuttavia, partecipi e compresi, i suoni poco familiari della mountain music del Sud degli Stati uniti; ma poi, all'attacco dell'ultima canzone, silenziosamente, uno dopo l'altro, come se stessero ascoltando qualcosa di sacro, si alzarono in piedi. Dell'America non sapevano molto, ma questa l'avevano riconosciuta e sentita loro: era We Shall Overcome... Anche Bruce Springsteen ci mette del suo. Non è tempo di inni collettivi e di manifestazioni di massa, oggi; così la sua We Shall Overcome ritrova in altro modo la dimensione delle origini, non meno sentita ma più intima: darling, we shall overcome, someday. Il «noi» introdotto da Guy Carawan adesso è «noi due». Fino dai tempi di Thunder Road, nelle canzoni di Bruce Springsteen la coppia non è un mondo chiuso ma la cellula iniziale di una società altra, l'inizio del superamento della solitudine e dell'egoismo. Un inno religioso è diventato una canzone di lotta, e adesso la canzone di lotta si scopre anche canzone d'amore. Ma il messaggio è sempre lo stesso: io, noi due, noi tutti, ce l'abbiamo fatta fin qui, e ce la faremo, ancora.

scritto da Rudi alle 12:47 | link | commenti (1)
categorie: politica, confessioni
lunedì, 29 maggio 2006

(37) ADOTTA UNO JUVENTINO

Juve_falsoTuttosport.jpg

Ed ecco l'articolo che sta sul settimanale Carta

Adotta uno juventino a distanza

Quella che chiamavamo sudditanza psicologica – concetto astratto, quasi impalpabile – ha preso le forme di una realtà assai concreta: la corruzione. Alcune Procure della Repubblica stanno accertando fatti che stravolgono gli ultimi anni della storia del calcio italiano, incrociando designazioni degli arbitri, doping, scommesse, uso ricattatorio dei diritti televisivi, falsificazioni dei bilanci, evasione fiscale, distorsioni del sistema bancario, compravendita di calciatori, giornalisti senza vergogna, persino il controllo sulle convocazioni in Nazionale e sulle moviole televisive. Un “sistema”, una “cupola”, “un’associazione a delinquere ai fini della frode sportiva”, insomma una rete di comando che funzionava benissimo, arricchiva e faceva vincere qualcuno, derubava e faceva perdere tanti altri, togliendo ogni credibilità al calcio giocato, ai risultati delle partite. Ne deriva un fragoroso rilancio della dietrologia, la costante andreottiana della storia d’Italia, non fosse altro perché da Portella della Ginestra, Piazza Fontana e Ustica ci separano decenni di omertà, complicità negli apparati dello Stato e verità incomplete.
Anche nell’attuale catastrofe del calcio siamo di fronte a un intreccio di colpe, complicità e convenienze. Verranno accertati reati penali? Forse. Ma la frode sportiva appare lampante e un colpo di spugna sarebbe intollerabile. Il coinvolgimento dei massimi vertici della Juventus non deve far dimenticare molti altri colpevoli, ma fa impressione pensare che proprio i bianconeri, già così forti, potessero correre sistematicamente i 100 metri con una buona decina di metri di vantaggio. L’impatto di questa presa di coscienza sarà devastante, milioni di juventini (e non solo) stanno subendo un colpo da cui potranno riprendersi solo fra molti, molti anni.
Perciò vorrei lanciare una modesta proposta umanitaria, e confido nel fatto che venga fatta propria e rilanciata da altri organi di informazione: ogni tifoso di qualsiasi squadra di Serie A, Serie B o Serie C dovrebbe adottare un tifoso juventino, aiutarlo a superare questo momento, farlo sfogare, suggerirgli pensieri positivi, scongiurare qualche insano gesto. Ovviamente non mi riferisco a tutti i dieci milioni di juventini accertati, ma solo a quelli in buona fede – la grande maggioranza - , moralmente distrutti, sopraffatti dalla vergogna, desiderosi di una pena esemplare (meglio la C1 della B, per intenderci), che consenta una catarsi dolorosa, rapida e definitiva. Non mi riferisco né ai giustificazionisti (“Rubano tutti, Moggi era solo il più abile”), né a quelli in malafede (“Il fine giustifica i mezzi. Grazie Triade”, orrendo striscione ostentato da una curva a libro-paga). Davanti a questi ultimi, ormai, non provo neppure rabbia, solo pena, li considero i veri carnefici dei loro stessi compagni di tifo, dopo essersi lasciati corrompere dal delirio di onnipotenza (dunque, di impunità) di una classe dirigente, che non a caso si è sempre accompagnata a una certa tipologia di allenatori. Prima Lippi, poi Capello. Nel mezzo Ancelotti, volgarmente offeso da quegli stessi tifosi.
L’adozione a distanza è una cosa seria, il tenue legame attraverso il quale decine di migliaia di bambini del Sud del mondo ricevono un piccolo aiuto per sopravvivere, avere cibo e acqua potabile, assistenza sanitaria e una minima istruzione. La condizione degli juventini non appare così drammatica, ma il loro trauma psicologico sarà paragonabile a quello provocato dalla fine dei partiti della Prima Repubblica, oppure dal disastro di Chernobyl, le cui radiazioni continuano a diffondersi mortifere, vent’anni dopo.
La campagna “Adotta uno juventino a distanza” non si rivolge a chi tuttora minimizza o aspetta nuove intercettazioni che gettino fango su tanti altri; per costoro, la lealtà sportiva è un optional. Conta solo vincere. È un magnifico paradosso che sia proprio il loro leader naturale, Silvio Berlusconi, a rigirare il coltello nella piaga, chiedendo la riassegnazione al Milan degli ultimi due scudetti.
Al contrario, la maggioranza degli juventini è sopraffatta dal peso di una verità sospettata per anni, a cui aveva sempre replicato con fastidio, di accuse infamanti, che sfregiano il profilo storico della più prestigiosa società italiana, che aveva dimostrato di saper vincere ben prima di affidarsi alla Triade. Questi tifosi hanno trovato insopportabili le rivendicazioni del primato esibite da Capello e la patetica allegria dei calciatori, con la loro festa al San Nicola di Bari. Esultanze simili, hanno riesumato una notte allucinante, sul prato dello stadio Heysel.
A chi domanda, stupefatto, come sia potuto accadere, consiglio di chiudersi in biblioteca a leggere la lunga bibliografia sull’argomento uscita negli ultimi anni. A chi si chiede cosa succederà ora, quali saranno le pene per le squadre ritenute colpevoli, il codice calcistico risponde così: l’illecito sortivo è “il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica”; e il comma 6 dello stesso articolo spiega che “in caso di pluralità di illeciti… le sanzioni sono aggravate”.
Adottate uno juventino a distanza, dunque; e se trovate il tempo, cercate di immaginarvi come si sentono gli interisti, più che per le vittorie mancate, per tutte le volte che ci è toccato leggere o sentire che “all’Inter manca un Moggi”.

scritto da Rudi alle 10:37 | link | commenti (2)
categorie: politica, confessioni
lunedì, 29 maggio 2006

Aspettavo un pretesto qualsiasi...

scritto da Rudi alle 10:19 | link | commenti (4)
categorie: morettine
lunedì, 29 maggio 2006

Il comunista Ken Loach ha salutato con il classico pugno chiuso (Christophe Karaba/Epa)

Che dire? Sei Ken Loach, vinci la Palma a Cannes e ti premia Emmanuelle Béart...

Il ringraziamento del regista scozzese (Reuters)

Ken Loach ha vinto al festival di Cannes con il film «The Wind that Shakes the Barley», pellicola sulla guerra d'indipendenza dell'Irlanda negli anni Venti. Il regista scozzese ha detto in un'intervista all'inizio del festival che la lotta irlandese per l'indipendenza contro un impero che imponeva la sua volontà su un popolo straniero aveva similitudini con l'occupazione dell'Iraq da parte degli Usa ai giorni nostri. «Il nostro film è un piccolo, piccolissimo passo per i britannici che fanno i conti con la loro storia imperialista», ha detto Loach alla premiazione. «Forse se diciamo la verità sul passato diciamo la verità sul presente».

scritto da Rudi alle 10:04 | link | commenti
categorie: cinema, morettine, confessioni
lunedì, 29 maggio 2006

(36) ADOTTA UNO JUVENTINO

La Gazzetta di oggi ospita una illuminante intervista a Fabio Capello (dopo la quale, se Moratti gli fa un altro "complimento", comincerò a fare il tifo per il Chievo).

Dunque, l'esimio Capello - venti giorni dopo l'esplosione del più grave scandalo nella storia del calcio italiano - dice di aspettarsi solo una penalizzazione della Juventus (non la retrocessione), che l'ultimo campionato i bianconeri l'avrebbero vinto "regolarmente", di Moggi che avrebbe commesso solo peccati di "superficialità", e della Juve che sarebbe trattata come il Psi durante Tangentopoli.

A questo punto, i miei nervi già logorati rischiano di sfuggire al controllo e sono costretto a chiedere aiuto ai lettori: chi è più insopportabile fra Lippi o Capello?

  Capello

http://www.goal.com/it/articolo.aspx?ContenutoId=60254

scritto da Rudi alle 09:03 | link | commenti (4)
categorie: politica
lunedì, 29 maggio 2006

25) Ron Howard, Il Codice Da Vinci (4)

 

Di Dan Brown non ho letto nemmeno una riga, ma era impossibile entrare al cinema senza conoscere tre quarti della trama. Poi c'è Tom Hanks - un nome, una garanzia - e pensavo di assistere a uno spettacolone pieno di pathos. Invece mi sono annoiato. Tolta la prima mezzora notturna dentro il Louvre, mi è sembrato che tutto il castello di carte fosse prevedibilissimo (il vero ruolo di Ian McKellen, chi sia Audrey Taotou). E non ricordo un altro film con Tom Hanks così inutile e inespressivo.

Pathos: pochissimo. Suspence: scarsa (affidata solo al monaco Silas, che sembra uscito dalla Passione di Mel Gibson). Crittologia e simbologia appaiono pretesti da caccia al tesoro, più che da scoperta capace di incrinare le fondamenta del cristianesimo.

Ho rimpianto Belfagor, il fantasma del Louvre. Mi sono chiesto perché la Chiesa se la prenda tanto. E ho concluso che un simile polpettone poteva salvarlo solo l'ironia di Indiana Jones.

"Può un film basato su idee così ridicole essere comunque piacevole e interessante? La risposta è sì, ma non questo"... http://americanbeauty.splinder.com/

scritto da Rudi alle 08:42 | link | commenti
categorie: cinema
domenica, 28 maggio 2006

(35) ADOTTA UNO JUVENTINO

<B>Scandalo calcio, Luciano Moggi <br>non vuole rispondere a Borrelli</B>  Pare che Luciano Moggi intenda evitare di presentarsi davanti a Borrelli perché, dopo le sue dimissioni, non è più tesserato della Federazione Italiana Gioco Calcio.

Comincio a pensare che la retrocessione in B, per la Juventus, sia davvero troppo poco.

scritto da Rudi alle 11:31 | link | commenti (1)
categorie: politica
sabato, 27 maggio 2006

Qualche modesto suggerimento a Massimo Moratti

Le linee-guida del calciomercato nerazzurro le ha indicate Mancini nell'intervista alla Gazzetta: puntare sugli italiani (ma per ora se ne vanno Zanettino e Favalli e rientra solo l'Under 21 Potenza) e trovare attaccanti capaci di segnare i "gol stupidi". Penso servirebbe anche un grande difensore centrale, perché la cessione di Materazzi mi sembra opportuna.

La tentazione può essere quella di attendere la retrocessione della Juve (e forse di altri) per approfittarne. L'altro giorno ho scritto il nome di Zambrotta, e voglio fare marcia indietro. Ascoltando Zambrotta, dal ritiro della nazionale, sono arrivato alla conclusione che non sia il caso di portare all'Inter alcun calciatore della Juventus. E' una vicenda troppo devastante, quella innescata dalle intercettazioni telefoniche, e il confine delle responsabilità rimarrà inevitabilmente labile: Zambrotta - con più stile ma identica faccia tosta rispetto a Capello e Cannavaro - ha rivendicato tutte le vittorie ottenute, senza una sola parola autocritica. Finora, tutti gli juventini si sono dimostrati impermeabili alla realtà, orgogliosi quanto omertosi. Meglio lasciarli dove sono (ci penseranno Milan e spagnole a spartirsi le spoglie).

Purtroppo, si è poi aperta una polemica (evitabile) su Luca Toni. Moratti ha sbagliato, all'epoca in cui Diego Della Valle ha posto il problema del ricambio di gruppi dirigenti in Lega e Federcalcio; ora sarebbe assurdo speculare sulle disgrazie dei viola, e renderseli nemici. Per arrivare a Toni, l'Inter ha il dovere di avanzare una proposta rapida, da chiudere entro i Mondiali, senza aspettare le conclusioni della giustizia sportiva. Se Della Valle vorrà trattenere il centravanti, meglio puntare su Lucarelli e Tavano. In ogni caso, per mille motivi, Cruz non va utilizzato come merce di scambio.

E' ora di sapere se Veron resterà o no, l'anno prossimo. Se, davvero, si intende confermare Adriano, la presenza di Veron può riprodurre i problemi esplosi quest'anno dopo Inter-Livorno. Fra Veron e Adriano, io terrei l'argentino, ma uno dei due è di troppo. Punterei su questi italiani: Semioli, Barzagli, Tavano, Canini e Barone; ho letto di Grosso, ma non mi entusiasma.

Infine, più che un suggerimento, una supplica: caro Moratti, la prego, smetta di fare i complimenti a Capello. Non se ne può più.

scritto da Rudi alle 14:59 | link | commenti (1)
categorie: nerazzurri
venerdì, 26 maggio 2006
Sono in prima pagina

Nel numero di Carta che è appena arrivato in edicola (almeno nelle grandi città), con appena 2 euro avrete la possibilità di rileggere - in una forma meno affrettata di quella che riverso nel blog - le mie opinioni sullo scandalo del calcio. Non so se si vede, ma il titolo dell'editoriale è il solito: "Adotta uno juventino".

Fra gli altri motivi per acquistare il settimanale, le interviste a Marc Augé e a Caparezza.

scritto da Rudi alle 13:24 | link | commenti (1)
categorie: politica, confessioni
venerdì, 26 maggio 2006

Dall'intervista di Mancini alla Gazzetta

Mancini sets sights on Juve   Una riconferma guadagnata in extremis, complice anche lo scandalo che ha travolto il mondo del calcio e ha allontanato Capello dall’Inter; Roberto Mancini sa di doversi giocare al meglio l'ultima chance concessa da Moratti. "Lui ha il diritto di ritenere Capello più bravo, io il dovere di fargli cambiare idea - ha spiegato l'allenatore in un'intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport - L'Inter dovrà arricchire la sua componente italiana, perché nessuno come un ragazzo cresciuto in Italia avverte sulla pelle l'esigenza di vincere il campionato. Non è semplice perché i buoni giocatori svincolati sono rari, per il resto bisogna spendere, oltre al fatto che chi ha un buon giocatore italiano se lo tiene"… Chiusura sullo scandalo intercettazioni: "Certe situazioni mi puzzavano anche prima che emergesse questo schifo, sentivo che la sudditanza psicologica non era l'unica spiegazione. Infatti, non stavo zitto e mi beccavo squalifiche. Moggi? Io e lui non ci siamo mai piaciuti, fin dai tempi in cui giocavo. Ora ho fiducia che il calcio venga ripulito: è l'ultima chance che abbiamo per indennizzare i tifosi: se neanche stavolta il calcio italiano di ripulisce, muore".

scritto da Rudi alle 13:21 | link | commenti (4)
categorie: politica, nerazzurri
venerdì, 26 maggio 2006

Quando Mariolino minacciò l'arbitro Michelotti

     Ex fischietto internazionale con 86 partite dirette, Alberto Michelotti di Parma ha arbitrato 114 match in serie A e 115 in B, prima di ritirarsi negli anni '80. Ha la stessa età del commissario straordinario Guido Rossi e del nuovo capo dell'ufficio indagini Borrelli. Signor Michelotti, questo calcio è ancora sport o è diventato un'associazione a delinquere?
"Purtroppo somiglia più a un'associazione a delinquere che allo sport che ho conosciuto e mi onoro d'aver servito. Del resto fra scommesse e corruzione, arbitraggi e carriere pilotate, doping, pressioni d'ogni genere praticate con minacce e addirittura sequestri di persona il riferimento non mi pare campato per aria. Ma ve lo immaginate Moggi che entra nello spogliatoio di Concetto Lo Bello, gli punta l'indice e lo chiude a chiave? Io quando Corso a San Siro mi disse: lei non metterà più piede qui, scrissi tutto e si beccò cinque giornate di squalifica... Un tempo nel calcio c'era rispetto e misura in ogni ruolo. Se i nostri dirigenti vedevano che un presidente di club o un giocatore ci avvicinava ce ne chiedevano conto e ci censuravano fino a sospenderci solo per aver scambiato due parole. Nel '66 ero in raduno a Viareggio, sul lungomare incrociai Armando Picchi, all'epoca famoso per essere il capitano dell'Inter di Herrera. Mi riconobbe, lo avevo diretto anni prima quando giocava a Varese, s'avvicinò per salutarmi «Signor Michelotti come sta? (lui era educatissimo ma era uso dare del lei all'arbitro in campo e fuori), «Ciao Armando...», due battute e saluti. In albergo mi chiamò Campanati, massimo dirigente arbitrale, e mi chiese «Perché parlavi con Picchi?» Aveva visto o ci aveva fatto controllare, mi redarguì, non potevamo salutare né parlare con nessuno. Forse era un'esagerazione ma nel trasformarsi in compagni di merende di faccendieri s'è superato ogni limite! Sono umiliato e mi vergogno come ex arbitro e uomo di calcio"...

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/25-Maggio-2006/art88.html

scritto da Rudi alle 11:37 | link | commenti
categorie: politica, nerazzurri
venerdì, 26 maggio 2006

(34) ADOTTA UNO JUVENTINO

Juve, spuntano schede mediche firmate in bianco

 http://www.sports.it/it/cmc/calcio/200621/cmc_96366.html

Nelle inchieste sulla Juventus, dopo il sistema Moggi, le scommesse e i bilanci truccati, si affaccia, o meglio ricompare, lo spettro del doping, il possibile utilizzo di sostanze proibite, tra farmaci e medicinali, da parte di alcuni calciatori bianconeri.
Lo riporta "Il Giornale" del 25 maggio, secondo il quale una settimana fa durante la perquisizione nella sede di Corso Galileo Ferraris, a Torino, gli investigatori hanno scoperto numerose schede sanitarie firmate in bianco da diversi giocatori.
Ogni scheda vede la firma del calciatore senza però alcuna indicazione dei farmaci e delle sostanze che lo sportivo avrebbe assunto. In genere la firma viene apposta solo in un secondo momento e soprattutto dopo le indicazioni dai medici della squadra.

scritto da Rudi alle 10:13 | link | commenti
categorie: politica
venerdì, 26 maggio 2006

Quasi dimenticavo, ieri era il 25 maggio

scritto da Rudi alle 09:25 | link | commenti (1)
categorie: nerazzurri, confessioni
venerdì, 26 maggio 2006

Non ci facciamo mancare niente

Alvaro Recoba - che pare abbia firmato un nuovo contratto triennale - e Gabriele Oriali - Una vita da mediano - sono stati condannati a sei mesi di reclusione (convertiti in 21.420 euro di multa) per falso e ricettazione, in merito alla vicenda dei passaporti falsi. Si è scoperto che la patente di Recoba faceva parte di una mazzetta di documenti rubati alla motorizzazione civile di Latina.

 (nella foto, il caro Alvaro, quando era ancora una "promessa")

scritto da Rudi alle 09:17 | link | commenti (1)
categorie: politica, nerazzurri
venerdì, 26 maggio 2006

(33) ADOTTA UNO JUVENTINO

 

Quando si cambia ambiente, giro di amici, posto di lavoro... può essere utile commettere subito qualche errore: è un modo di prendere le misure, rendersi conto del nuovo contesto in cui ci si trova.

Credo sia accaduto questo a Guido Rossi, neo-commissario della FIGC, che ha commesso l'errore di confermare Lippi (e Cannavaro, Buffon, Iaquinta) nella spedizione per i mondiali, forse per non aprire troppi fronti, forse per un'interpretazione eccessivamnete elegante del garantismo. Né Lippi, né Cannavaro, né Buffon, né Iaquinta, infatti, sono sottoposti a indagini penali, ma il loro coinvolgimento nelle intercettazioni avrebbe reso più giusto, secondo me, che fossero sganciati dalla nazionale, per sgombrare il campo da ogni sospetto, ogni allusione, ogni legittimo dubbio di moralità.

Guido Rossi non l'ha fatto, anzi ha sorriso, ostentando la maglietta numero 10 con il suo nome che gli è stata regalata a Coverciano. Sono passate 24 ore, e Rossi si è reso conto delle conseguenze di quel gesto "distensivo". Prima Lippi, poi Cannavaro hanno rilasciato dichiarazioni stupide e arroganti, di totale incomprensione del punto critico a cui è arrivato il calcio italiano. In particolare, il prode Cannavaro - il capitano meno autorevole nella recente storia degli azzurri - aveva detto che tutti sapevano come andavano le cose nel calcio, che c'è stata una persecuzione nei confronti di Moggi, che lui pensa sempre di Moggi che sia un grande dirigente, che la sua colpa è principalmente quella di essere stato intercettato e che gli ultimi due scudetti della Juventus sono assolutamente regolari.

La mia speranza è che la grottesca retromarcia a cui Cannavaro è stato costretto ieri sia il sintomo che Guido Rossi sta prendendo le misure.

scritto da Rudi alle 09:02 | link | commenti (1)
categorie: politica
giovedì, 25 maggio 2006

(32) ADOTTA UNO JUVENTINO

Ti amo campionato, Elio e le storie tese, 1998

 

Ti amo campionato, perché non sei falsato

No, no, non sei falsato

A me mi eri sembrato falsato

M'han detto che non sei falsato

Ha detto Umberto Agnelli che son state solo delle sviste

Due o tre sviste arbitrali (Agnelli:"Due sviste arbitrali")

Ma a me mi era sembrato che già da molto tempo

qualcosa stava accadendo

Ad esempio in Juve-Udinese dell'1 Novembre '97

Il signor Cesari non ha convalidato un gol che aveva fatto Bierhoff

Che era entrato di tanto così diciamo delle dimensioni tipo Rocco Siffredi

E poco dopo, in Juve-Lazio, c'è stata un'azione in cui Del Piero

è stato atterrato in area l' arbitro ha detto "Regola del vantaggio"

Inzaghi ha preso il palo

e subito dopo l'arbitro ha detto "Non è più regola del vantaggio"

diamo il rigore alla Juve.

Ma questo è stato fatto nel segno dell'amore

Io non vado certo a pensare che sotto ci siano chissà quali cose sporche

No no no no no no è stato fatto tutto nel nome dell'amore

in nome del campionato,

del buono svolgimento e dell'amore tra le squadre

io non porto nessun risentimento

Perché ho visto che l'amore vince tutte le battaglie

È in grado di far superare gli odi

Sia razziali che interraziali, sia quelli tra le squadre

Diciamo che in questo momento io sono quasi contento

Che alla fine della fiera mi sembra che l'ho preso in quel posto

E penso a quelli che hanno fatto

un abbonamento da un miliardo in tribuna rossa

Per andare a vedere l'Inter, che si era comportata bene

O per andare a vedere la Lazio che a un certo punto della sua carriera

Diciamo il 5 aprile del 1998 ha avuto un fallo in area fatto da Juliano

E l'arbitro Collina non l'ha fischiato e allora tutti hanno pensato male

Ma non dovevano pensare male

No no no no no no

Perché l'arbitro Collina così come l'arbitro Rodomonti

Diciamo quello di Juve-Empoli non ha commesso quella svista

In nome di chissà quale pastetta

No no no no no, l'ha fatto in nome dell'amore

Perché lui ama il campionato

e voi non lo sapete ma gli arbitri si vogliono bene

Si vogliono bene anche con i calciatori

tanto è vero che io con i miei occhi

Ho visto che alla fine di Inter-Juventus

L'arbitro della partita è andato dai calciatori della Juve

E li ha baciati e li ha abbracciati come se fossero degli amici

E tutto questo in nome dell'amore e allora tutti insieme cantiamo:

Ti amo,ti amo campionato perché non sei falsato

Anche se inizialmente eri sembrato ma in realtà non sei falsato

L'ha detto Umberto Agnelli l'han detto tanti critici di calcio

L'ha detto tanta gente,insomma: non sei falsato

(Agnelli :"Polemiche esagerate")

Anche se sarebbe sembrato

Ad esempio mi era sembrato,che in Juventus-Roma

Dell'8 febbraio '98,quando l'arbitro Messina

non ha dato un rigore su Gautieri

E ad esempio anche in Brescia-Juve dell'8 febbraio '98

Quando il signor Bettin

non ha dato un rigore a Hubner un rigore grosso così

E questo è stato fatto nel segno dell'amore

perché l'amore è importante

L'amore è qualcosa di essenziale

Sembra che nel calcio non ci sia e invece dopo c'è

Tu dici :"Ma l'amore nel calcio non c'è"

"No,ho guardato bene,lo trovi in ogni piccolo particolare

Ad esempio nel mio amico che sembra che indossi la maglia del Milan

E invece è la maglia del Foggia, se voi guardate bene

Quella lì è la maglia del Foggia così come se voi guardate bene

Le sviste arbitrali non sono state due

ma sono state tipo 10, 10-11 o 12

E la maggior parte delle quali a favore della Juve

(Agnelli: "Due sviste arbitrali")

Ma alla fine l'amore dato è uguale all'amore che dai

E allora amici, cantiamo tutti insieme:

Ti amo campionato, tu non ci sei mancato

Anzi tu non ci eri mancato adesso siamo contenti che sia finita così

Perché l'amore ha riempito tutto l'universo della FIGC

Particolarmente Baldas

(Baldas: "Loro devono arbitrare per quello che vedono")