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Rudi.
pensierini sull'Inter, la Sinistra,
Bologna, musica, cinema, viaggi e letteratura |
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lunedì, 19 luglio 2004
In vacanza
Dopo lunghe meditazioni (durata, costo, mezzo di trasporto) ecco la scelta finale: la bassa Camargue e la Languedoc, cioè Arles, Avignone, Nimes, Aigues Mortes, Montpellier, Sète, Carcassonne, Narbonne, Beziers, Perpignan, Collioure... con una visita alle Cevenne, a qualche canyon chiamato "gorge" e un discreto spazio all'improvvisazione.
domenica, 18 luglio 2004
Esperienze di cinema estivo
Prima La donna perfetta (di Frank Oz), poi La forza del destino (di Thomas Vinterberg): titoli evitabili, con l'aggravante che l'Embassy non ha nemmeno l'aria condizionata.
Commedia distopica, quella con Nicole Kidman (ma anche Glenn Close e Christopher Walken): può andarsela a vedere solo chi - come il sottoscritto - ama l'australiana in ognuna delle sue variabili, capelli neri o capelli biondi, liscia o riccioluta, in abito nero o variopinto; ma un'attrice così attenta alla propria immagine non dev'essere entuasiasta di questo capitolo della filmografia.
Dal regista di Festen, invece, riemerge un film sconclusionato del 2002, dove Joaquim Phoenix e Claire Danes sprofondano (in senso reale e metaforico) in un futuro prossimo glaciale e altrettanto sconclusionato. Mettere sulle locandine Sean Penn, che appare per non più di 3 minuti in assurdi monologhi, è davvero una truffa.
mercoledì, 14 luglio 2004
E' appena uscito

Baggio in copertina, 300 pagine di narrativa e saggistica sul calcio, il secondo numero di questa splendida rivista edita da Limina.
Ho scritto del figlio di Cruyff, Jordi, della sua maglia numero 14, dell'Alavés che venne sconfitto nella più incredibile finale di Coppa Uefa dell'ultimo quarto di secolo.
Al Westfalenstadion di Dortmund, fra Liverpool e Deportivo Alavés il pronostico era scontato. Nella bacheca degli inglesi si affollavano diciotto scudetti e quattro Coppe dei Campioni, i Reds tornavano a giocarsi una vittoria europea sedici anni dopo l’Heysel, e avevano appena conquistato la FA Cup (doppietta di Owen contro l’Arsenal). I baschi non avevano mai vinto niente, nel 1995 stavano ancora in Serie C, e sei mesi prima gli allibratori inglesi avevano quotato 40/1 la loro vittoria della Coppa. Tutti pensavano che avessero esaurito le scorte di miracoli, per arrivare fin lì...
mercoledì, 14 luglio 2004
Arezzo Wave, eccetera
Sono stato ad Arezzo Wave, ho partecipato a un dibattito su "calcio e letteratura" e alla fine ho visto Sepulveda...
Ho visto che la crisi di governo incombe e che Cofferati è riuscito a tener segreto Angelo Guglielmi...
Devo ancora decidere il dove e il come delle vacanze...
Ho sistemato le tende, leggo un po' di libri, ascolto vecchi dischi e stasera andrò alla festa dell'Unità di Castel Maggiore, dove fanno un fantastico "friggione".
lunedì, 12 luglio 2004
Piove, quando non dovrebbe
Stamattina dovevano montarci le tende da sole; siccome piove, l'appuntamento è rinviato. In tutta l'estate scorsa, non era mia piovuto: ora sarà complicato riorganizzare l'installazione senza perdere troppo tempo...
Intanto, è stato ufficializzato l'acquisto di Davids, Schumacher vince l'ennesima corsa senza fare nemmeno un sorpasso, i "tavoli" della maggioranza di governo proseguono nelle trattative, e stasera sono di fronte a un bivio: "La battaglia di Algeri" in Piazza Maggiore, o un dibattito sulle prospettive della sinistra...
giovedì, 08 luglio 2004
Vado in ferie,
torno il 2 Agosto,
ma qualche capatina
dovrei farla, ogni tanto...
giovedì, 08 luglio 2004
Peanuts (37)
A Snoopy:
“Caro collaboratore, grazie per non averci mandato niente negli ultimi tempi, venendo così incontro alle nostre attuali esigenze”.
giovedì, 08 luglio 2004
Da domani in edicola

Le bombe all'uranio impoverito, il viaggio zapatista di un dirigente dell'Inter, un'intervista a Johan Galtung, il progetto di otto presidi romani contro la riforma Moratti e tanto altro...
Io ho scritto per criticare la scelta di Lippi come nuovo allenatore della Nazionale.
giovedì, 08 luglio 2004
Tanti auguri a Mancini, ma...
Ancora una volta mi riconosco nelle parole di Stefano Olivari (www.indiscreto.it), a riassunto della estenuante vicenda che ha portato Roberto Mancini a firmare un contratto triennale come allenatore dell'Inter.
Della grottesca trattativa saranno difficili da cancellare dalla memoria alcune cose. La mancanza di stile da parte di Moratti nei confronti di Zaccheroni, comunque caduto economicamente in piedi, come se a questo mondo si potesse comprare tutto (forse è vero, ma possiamo almeno dire che non è giusto?). La finta ingenuità di Zaccheroni stesso, il cui esonero-dimissioni era scritto prima ancora del suo ingaggio, come tutti sapevano: i suoi viaggi da Cesenatico, dopo la fine del campionato, per fantomatiche riunioni di mercato (con Facchetti!) e l'organizzazione di amichevoli per un altro allenatore, sono state cose da teatro dell'assurdo. Le figure meschine fatte da Facchetti, con il mezzo esonero di Zac, il mezzo annuncio di Mancini che tanto ha fatto infuriare la Lazio e un attaccamento alla poltrona che non credevamo da lui (...). La faciloneria di Mancini, che si è fidato della parola dei dirigenti della Lazio in un mondo in cui anche i contratti scritti valgono niente. L'ipocrisia di Longo e dintorni, in realtà ben contenti di liberarsi di un contratto onerosissimo (7 milioni lordi all'anno) oltre che di una figura ingombrante, che mai avrebbe accettato una Lazietta, e che con il loro bluff hanno portato comunque a casa tre, forse quattro giocatori, dall'ingaggio accessibile. Gli appostamenti dei cronisti sotto i luoghi morattiani, dalla casa all'ufficio, passando per la sede e lo studio di Ghelfi: tutto nel raggio di duecento metri, un grande reality show. Ma nessuna altra grande società al mondo conduce le sue trattative in questo modo: tanto varrebbe vendere i diritti tivù del calciomercato interista, potrebbe essere un'idea. Adesso, poi, con il digitale terrestre...

giovedì, 08 luglio 2004
Chi vogliono venderci oggi? 30: Burdisso.
(Dopo Dedé, Zidane, Cambiasso, Carvalho, Baseggio, Jankulovski, Juan, Davids, Saviola, Costacurta, Kompany, Emerson, Favalli, Di Vaio, Carini, Maresca, Ledesma, Iuliano, Veron, Pablo Ibanez, Zé Roberto, Kroldrup, Thuram, Rodriguez, Morientes, Cesar, Mihajlovic, Oddo, Giannichedda, Fiore, Burdisso, Ferrari, Lopez, Evra, Squillaci, Zé Maria, Rooney, Taddei, Edman, Chevanton, Vidic, Overmars...)
Non avrà paura di San Siro, Nicolas Andres Burdisso, classe 1981, argentino con passaporto spagnolo. Viene dalla Bombonera del Boca Juniors, e a 23 anni ha già vinto più di tutta l'Inter messa insieme (campionati, Coppe Libertadores, Coppe Intercontinentali). A dicembre ha annullato Shevcenko, preparando la vittoria del Boca ai rigori, il giorno in cui fu catturato Saddam Hussein.
Adesso sono in 5 per due posti: Burdisso, Materazzi, Adani, Cordoba e Cannavaro. Sono disposto a scommettere che questo argentino sarà quello che giocherà più spesso.
mercoledì, 07 luglio 2004
Peanuts (36)
Linus e Charlie Brown appoggiati al muretto:
“Mi sento giù di corda, oggi.
Non provi mai la sensazione che la vita ti sfugga?
- Ne provo anche di peggiori.
- Qualche volta mi sembra che la vita ed io andiamo in direzioni opposte”.
mercoledì, 07 luglio 2004
50 volte il primo bacio (voto 5)

Commediola americana, diretta da Peter Segal. L'ho vista di pomeriggio, nella sala 8 del Medusa, e c'ero solo io.
Adam Sandler mi era piaciuto di più in Ubriaco d'amore, dove la sua inespressività faceva pensare c certe interpretazioni di Peter Sellers.
Stavolta, un'ottima idea di partenza - forse un plagio del romanzo di Fabrizio Rondolino, Un così bel posto, Rizzoli 1997 - viene sprecata dalla voglia di far ridere. Il che non accade abbastanza per farne un film comico (solo i trichechi hanno i tempi giusti), mentre la storia d'amore non emoziona più di tanto.
mercoledì, 07 luglio 2004
Brutti, sporchi e cattivi

La telenovela più stucchevole del calciomercato ha per protagonista questo mercenario olandese, che continua a prendere tempo senza decidere dove spendere le ultime corse di una carriera forse già troppo lunga.
Edgar è stato denunciato per aver picchiato la moglie, si è fatto coinvolgere in qualche rissa fra automobilisti, ed è stato pure beccato dal ridicolo anti-doping italiano. Se poi arriva anche quest'altro bel tipo, insieme a Materazzi e Vieri, la mutazione genetica dell'Inter sarà completa.

mercoledì, 07 luglio 2004
Mancini e Zaccheroni
Oggi Roberto Mancini dovrebbe firmare il contratto come nuovo allenatore dell'Inter - undicesimo dell'Era Moratti - dopo un mese di voci, indiscrezioni, contraddizioni e brutte figure.
Alberto Zaccheroni - il decimo dell'Era Moratti - sembra sul punto di allenare la nazionale tedesca. Se fra due anni diventerà campione del mondo (ipotesi fondata, visto il trattamento di favore per le squadre di casa, la potenza politica della Germania e l'abilità di Zac) l'Inter avrà il privilegio di aver sbattuto via a calci in culo l'allenatore che tutti vorranno ingaggiare.
mercoledì, 07 luglio 2004
Peanuts (35)
La morale di Snoopy:
“Impara da ieri.
Vivi per oggi.
Guarda a domani.
Riposa questo pomeriggio”.
martedì, 06 luglio 2004
Due domande
Prima domanda: fra questi 4 gruppi che suonano a Ferrara, chi dovrei andare a vedere? Lambchop - Tortoise - Oi Va Voi - Kings of Convenience.
Seconda domanda: avendo 7-8 giorni, dovrei andare a Berlino o a Bilbao?
Giovedì è l'ultimo giorno in ufficio, fatemi sapere.
martedì, 06 luglio 2004
Chi vogliono venderci oggi? 41: Overmars.
(Dopo Dedé, Zidane, Cambiasso, Carvalho, Baseggio, Jankulovski, Juan, Davids, Saviola, Costacurta, Kompany, Emerson, Favalli, Di Vaio, Carini, Maresca, Ledesma, Iuliano, Veron, Pablo Ibanez, Zé Roberto, Kroldrup, Thuram, Rodriguez, Morientes, Cesar, Mihajlovic, Oddo, Giannichedda, Fiore, Burdisso, Ferrari, Lopez, Evra, Squillaci, Zé Maria, Rooney, Taddei, Edman, Chevanton, Vidic...)

Marc Overmars, uno dei cento olandesi passati da Barcellona, era un'ottima ala, da giovane.
Ora ha 33 anni e il suo è stato davvero un "lavoro usurante"; lo si è visto agli Europei dove, peraltro, ha tolto il posto a quel Van der Meyde, di 9 anni più giovane, che l'Inter si era assicurata l'anno scorso.
E' svincolato, costa solo l'ingaggio, ma sarebbe meglio lasciarlo a svernare in Catalogna, anziché inseguire l'illusione di una seconda gioventù milanese.
martedì, 06 luglio 2004
Carta in edicola
Nel nuovo numero, un articolo inedito di Tom Benetollo, presidente dell’Arci recentemente scomparso: è il solo che abbia scritto all’indomani delle elezioni europee e conteneva giudizi importanti, sul rapporto tra società e politica. Inoltre, un'intervista a Giovanni Lindo Ferretti e un racconto dal deserto dei Sahrawi.
martedì, 06 luglio 2004
Peanuts (34)
Da grande, Linus intende fare “il fanatico”.
Richiesto di qualche precisazione, risponde: “Credo che sarò un fanatico eclettico”.
lunedì, 05 luglio 2004
Roteiros (23) - Costretti a spiegare la Grecia
LUNEDI' 5 LUGLIO - La vittoria della Grecia veniva data 100 a 1, all’inizio degli Europei. Ancora dopo l’esordio vittorioso contro i padroni di casa, era facile pensare che si trattasse di un fuoco di paglia. Invece, i greci hanno saputo rimontare la Spagna, eliminare Francia e Repubblica Ceca, e sconfiggere di nuovo il Portogallo, conquistando la vittoria più inattesa.
La Grecia non aveva mai vinto niente, e non era mai successo che la nazionale ospitante venisse sconfitta in finale: di circostanze impreviste se ne sono accumulate tante - è questo che fa nascere le “sorprese” – e anche il sottoscritto ha sbagliato pronostico.
Otto Rehhagel ha riesumato il libero e infittito il centrocampo, lasciando un solo attaccante a fare da spaventapasseri. E’ una concezione del calcio non proprio modernissima, ma per i fanatici del risultato la Grecia diventerà un modello. Che, poi, la vittoria sia venuta segnando appena 7 gol in 6 partite, di cui uno su rigore e due su calcio d’angolo, non cambia la sostanza: ha vinto una squadra senza fuoriclasse, compatta, solida, consapevole della propria inferiorità tecnica e delle tattiche necessarie a capovolgerla. Ha vinto una squadra capace di imbastire una ragnatela in cui sono caduti avversari presuntuosi, che si sono trovati a giocar male, correre a vuoto, smarrire l’equilibrio, senza capire perché.
Questi “roteiros” finiscono qui. Con un ringraziamento a Carta per l’ospitalità, e agli affezionati che vi hanno cercato opinioni faziose, previsioni sballate e chissà quante contraddizioni.
Le puntate precedenti: http://www.carta.org/campagne/diritti/europei/index.htm
lunedì, 05 luglio 2004
Il Ventesimo Secolo in due volti

lunedì, 05 luglio 2004
Oggi l'ultima puntata

Nel sito www.carta.org sono stati pubblicati 22 "roteiros" quotidiani sugli Europei appena conclusi. Con il numero 23, dovrei spiegare perché ho sbagliato il pronostico del numero 22...

lunedì, 05 luglio 2004
Roteiros (22) - Vincerà il Portogallo
DOMENICA 4 LUGLIO - Il linguaggio calcistico procede per frasi fatte, luoghi comuni: stavolta, i commentatori si sono specializzati nel dirci che qualche calciatore “riesce a giocare tra le linee”, diventando pericoloso per la difesa avversaria. La vittoria dei ceki era inevitabile, giocare fra le linee è la specialità dei vari Nedved, Baros, Rosicki, Heinz, Poborski... Invece è successo l’inverosimile, e adesso diranno che “ogni finale fa storia a sé” e che “la partita è aperta a qualsiasi risultato”.
Ma i miracoli, la Grecia credo li abbia esauriti. Il Portogallo è superiore sul piano tecnico, ha riposato un giorno di più, gioca davanti ai propri tifosi e, soprattutto, avrà capito cos’era successo contro i greci, all’esordio.
L’allenatore dei portoghesi è brasiliano, l’allenatore dei greci è tedesco: certe partite fra Brasile e Germania ricordano quella che si è disputata fra Portogallo e Grecia. Una squadra che “fa la partita” e una che aspetta; una squadra che domina nel “possesso palla” e una che vive di “ripartenze”; una squadra che se passa in vantaggio può dilagare e una che continua a difendersi anche sotto di un gol, aspettando che passi la bufera; una squadra che svolazza sul piano estetico e una che randella, corre e raddoppia su ogni roteiro vagante.
Il Portogallo dispone di molti più uomini in grado di vincere la partita da soli, con un episodio; qualcuno lo lascia persino in panchina. Se non staranno troppo a rimirarsi allo specchio, i rossoverdi regaleranno a Lisbona una notte attesa dai tempi di Eusebio.
Le puntate precedenti: http://www.carta.org/campagne/diritti/europei/index.htm
lunedì, 05 luglio 2004
Roteiros (21) - Cifre che non spiegano niente
SABATO 3 LUGLIO - Il sito Uefa Euro 2004 offre una quantità di dati sulle partite finora disputate. Leggendoli, incrociandoli, interpretandoli, non si arriva a capire perché la finale sia Portogallo-Grecia.
Nella percentuale dei passaggi riusciti - che dovrebbe spiegare la qualità del gioco - la Grecia è penultima, quindicesima su sedici, nettamente distaccata da squadre eliminate fin dal primo turno (Germania prima, Spagna terza). Mentre il Portogallo naviga a metà classifica.
Nella percentuale dei tiri che hanno raggiunto lo specchio della porta – che dovrebbe spiegare la pericolosità offensiva - nessuna delle due finaliste si trova nelle prime cinque posizioni (Inghilterra prima, Italia quinta). Anzi, la Grecia ha totalizzato appena 15 tiri in porta (2,5 a partita), contro i 27 della Svezia (6,75) e i 26 dell’Italia (8,66); perciò gli ellenici fanno bella figura nella percentuale gol/tiri, collocandosi al secondo posto, dopo l’Inghilterra (l’Italia è penultima).
Se si considera il mitico “possesso palla” – unità di misura dei matematici superficiali, che confondono il calcio con certe arti marziali – è vero che il Portogallo viaggia sul 56%, appena dietro l’Olanda, ma la Grecia è daccapo penultima, con un misero 42%, superiore solo alla Lettonia.
E c’è una classifica in cui l’Italia figura vincitrice: quella del numero di cross effettuati a partita. Dobbiamo ringraziare Zambrotta, se gli Azzurri lasceranno una traccia positiva nei numeri di questo torneo.
Le puntate precedenti: http://www.carta.org/campagne/diritti/europei/index.htm
lunedì, 05 luglio 2004
Oggi l'Inter va in ritiro
"Controlli medici, test fisici e atletici con programmazione individuale e differenziata nei modi e nei tempi"; ecco i 18 che si ritrovano oggi: Daniele Adani, Esteban Cambiasso, Alex Cordaz, Ivan Ramiro Cordoba, Francesco Coco, Julio Ricardo Cruz, Emre Belozoglu, Francisco Farinos, Alberto Fontana, Mohamed Kallon, Sabri Lamouchi, Obafemi Martins, Giovanni Pasquale, Mario Rebecchi, Alvaro Recoba, Dejan Stankovic, Juan Sebastian Veron e Nicola Ventola.
Almeno un terzo di costoro passeranno presto in altre squadre.
lunedì, 05 luglio 2004
Maria Sharapova vince a Wimbledon

Ho visto un paio di minuti della finale contro Serena Williams e letto ciò che ne ha scritto Gianni Clerici su Repubblica; questa Sharapova (numero 13 del tabellone) ha vinto per la superiore freschezza agonistica contro la più giovane delle Williams, giocando un tipico tennis da erba, fatto di incroci angolatissimi, brusche accelerazioni e palle tagliate.
Se questa siberiana trapiantata negli Usa non imiterà la Kournikova, rinunciando alle sfilate di moda, per almeno 4-5 anni la vedremo conquistare titoli dello Slam.
lunedì, 05 luglio 2004
Chi vogliono venderci oggi? 3: Cambiasso.
(Dopo Dedé, Zidane, Cambiasso, Carvalho, Baseggio, Jankulovski, Juan, Davids, Saviola, Costacurta, Kompany, Emerson, Favalli, Di Vaio, Carini, Maresca, Ledesma, Iuliano, Veron, Pablo Ibanez, Zé Roberto, Kroldrup, Thuram, Rodriguez, Morientes, Cesar, Mihajlovic, Oddo, Giannichedda, Fiore, Burdisso, Ferrari, Lopez, Evra, Squillaci, Zé Maria, Rooney, Taddei, Edman, Chevanton, Vidic...)
![[FOTO Venerdi, 02 Luglio 2004 18:11:43]](http://www.inter.it/aas/img/36540.jpg)
Esteban Matias Cambiasso, 24 anni a ferragosto, argentino con passaporto italiano (antenati genovesi), scoperto dal Real Madrid mentre giocava nell'Argentinos Juniors, ha litigato con i dirigenti madrileni, è finito fuori squadra e l'Inter ne ha approfittato per fargli un contratto quadriennale.
Centrocampista mancino, non si capisce bene se sia più un interditore o un costruttore, un mediano o una mezzala. In ogni caso, quei due ciuffetti sulla fronte, è meglio se li tagli presto.
L'Inter, incurante della cacofonia, domani annuncerà Burdisso.
lunedì, 05 luglio 2004
Peanuts (33)
Piperita Patty telefona a Charlie Brown:
“Secondo te sono tonta, Ciccio?
- No, niente affatto. Anzi, secondo me sei molto intelligente.
Sei molto carino… davvero molto molto carino… molto gentile e molto carino.
A volte non vorrei essere in grado di eliminarti con tre soli lanci”.
venerdì, 02 luglio 2004
Out of Time (voto 6)
Film di genere, ennesima variazione sul tema dell'uomo che deve trovare una soluzione ai suoi problemi entro una certa Ora X, con un Denzel Washington monocorde, lontano dalle sue migliori interpretazioni.

Eppure Out of Time si fa vedere, scorre via fra buoni dialoghi e un certo senso del ritmo. Di Carl Franklin avevo già visto One False Move e Il diavolo in blu, e anche questa pellicola - ambientata nella torrida Florida, sede ideale di tanti noir - conferma il suo ruolo di artigiano al servizio della star di turno.
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