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Rudi.
pensierini sull'Inter, la Sinistra,
Bologna, musica, cinema, viaggi e letteratura |
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mercoledì, 31 marzo 2004
Sei soldati

Bernardo Atxaga, Sei soldati, Nottetempo, 2003
Ho conosciuto Bernardo Atxaga (pseudonimo di Joseba Irazu Garmendìa) dopo la strage di Madrid, quando ancora si dubitava dell’ETA; ad Atxaga, nato e residente nei Paesi Baschi, veniva chiesto di commentare l’attentato.
Questo racconto (80 pagine, 8 Euro), pubblicato da una piccola casa editrice romana (www.editricenottetempo.it), si presenta come il susseguirsi di sei voci diverse. Sei soldati, appunto. Sei verità o almeno sei contraddizioni, come nel Rashomon di Kurosawa.
Su Pickwick:
http://www.pickwick.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4595
mercoledì, 31 marzo 2004
Oggi in edicola
6 Euro. Con 6 Euro, oggi in edicola, c'è "Azione è uscire dalla solitudine", un vhs del manifesto che riproduce una delle rare interviste a Luigi Pintor. 
Appena 45 minuti, purtroppo.--BR--P>
martedì, 30 marzo 2004
Meglio Zaccheroni di Mancini
La mia preferenza non è di natura calcistica, anzi: la Lazio gioca molto meglio dell'Inter, ha vinto quando ha giocato contro l'Inter e secondo me finira' il campionato davanti all'Inter. A parziale scusante di Zaccheroni, aggiungo che il tasso tecnico della Lazio (anche dopo la cessione di Stankovic) mi sembra superiore a quello dell'Inter.
Insisterei su Zaccheroni perché la Lazio ha vinto tanto, negli ultimi anni, falsificando bilanci e non pagando le tasse, rinviando i problemi a forza di "Piani Baraldi" (con il signor Baraldi che poi se n'è andato con svariati miliardi per sei mesi di lavoro), e ora è alla disperata ricerca di oltre 100 milioni di Euro per la ricapitalizzazione.
I tifosi laziali, anziché prendersela con le autorità calcistiche (peraltro indifendibili), pensino a cosa ha fatto Cragnotti. Mancini, invece, ha dedicato la vittoria sul Milan in Coppa Italia proprio all'ex presidente, capace di costruire uno squadrone con i Bond Cirio.
Aggiungo un secondo argomento contro Mancini: i suoi interessi sono curati dalla GEA di Alessandro Moggi.
martedì, 30 marzo 2004
Oscar Luigi Scalfaro “Un uomo la cui frivolezza è proverbiale e al cui confronto il vescovo Lefebvre pare Brigitte Bardot". (Fortebraccio) 
martedì, 30 marzo 2004
The Company (voto 4)
Chissà perché Robert Altman ha voluto fare questo film...
Sceneggiatura inesistente, attori scadenti, bellissime scenografie, d'accordo, ma ci mancherebbe altro... Mai un'emozione, solo qualche ohh di meraviglia per le evoluzioni ballettistiche. Una freddezza da sbadigli.
Giudizio drastico, dunque. A meno che, Altman - per motivi suoi - volesse ottenere proprio questo: la mancanza di pathos, la descrizione di un universo spersonalizzante, maniacalmente indirizzato a raggiungere qualche attimo di perfezione.
lunedì, 29 marzo 2004
www.interisti.org
MILAN BY NIGHT - Si è concluso alle 4.47 di questa mattina il recupero del secondo tempo di Milan - Chievo. I rossoneri si sono aggiudicati il match con il punteggio di 54 - 38, legittimando una superiorità territoriale risultata particolarmente evidente fra le 2.14 e le 4.08 di stanotte. Durante tale lasso di tempo gli uomini di Carlo Ancelotti sono infatti andati in gol ben 12 volte, con Kakà bravo ad approfittare della penombra per segnare un poker di reti. Al termine della gara, il Presidente della Lega Calcio Adriano Galliani ha fatto sapere che il periodo di gioco supplementare applicato dall'arbitro Paparesta verrà stornato all'Inter il prossimo 31/10, in occasione del ripristino dell'ora solare.
lunedì, 29 marzo 2004
Qualcuno me lo spiega?
Dalla lettera-aperta di Romano Prodi al Corriere della Sera.
"L'uso della forza è consentito soltanto se è indispensabile per portare pace e giustizia ed è approvato dalla comunità internazionale".
"Se l'Ulivo oggi si trovasse al governo, non ho esitazione a dire che la scelta sarebbe di porre fine all'intervento. Ma nella condizioni di anarchia e di disordine determinato dal collasso dello Stato iracheno, ci troviamo di fronte alla necessità della presenza a fini umanitari della comunità internazionale. Sotto l'autorità dell'Onu, a Bagdad e Nassiriya bisognerebbe coinvolgere tutti i Paesi, con uno sforzo particolare per mobilitare quelli islamici".
"Non ho esitazione a dire" che non ho capito cosa farebbe Prodi.
lunedì, 29 marzo 2004
Dimenticavo... il Benfica

Ho appena scritto che non è fortuna, quella del Milan. Fortuna, semmai, è quella dell'Inter ieri a Reggio Calabria. Una vittoria per 2-0 senza praticamente tirare in porta... mai che cose simili succedano quando servono davvero.
Giovedì sera, invece, sono passato attraverso emozioni contrastanti: un primo tempo insensato, in cui Zaccheroni sembrava instupidito (si può discutere se far giocare o no Recoba, ma non si possono escludere contemporaneamente Recoba, Cruz e Van der Meyde). Poi, dopo il primo gol dei portoghesi e la rete annullata a Martins, ho pensato che era finita.
Nell'intervallo, sull'1-1, dopo che Karagounis aveva fatto quell'azione irripetibile, ero sconsideratamente ottimista (ma noi, uno come Tiago lo vedremo mai in nerazzurro?). Poi il 2-1 di Recoba dopo 40 secondi dal suo ingresso; poi il 3-1 con la tremenda sassata di Vieri sopra la testa del portiere. Qualunque altra squadra avrebbe "chiuso" la partita. Invece, ecco il 3-2, con l'unico attaccante portoghese liberissimo a 5 metri da Toldo.
Ero decisamente nervoso. Poi il quarto gol di Martins, su passaggio di Recoba, mi ha di nuovo tranquillizzato. Tre minuti dopo, il loro gol del 4-3. Inconcepibile. Fossi stato allo stadio sarei uscito. Essendo a casa da solo, mi sono limitato a spegnere il televisore, sono andato in un'altra stanza, ho acceso il cd, ascoltato Robert Wyatt (Rock Bottom) e atteso che la partita finisse.
Mi ha telefonato Stefano per darmi la buona notizia. Cautamente, ho visto le interviste del dopo-partita.
Ma devo stare attento: sta diventando insostenibile fare il tifo per l'Inter, prima o poi me lo vieteranno per motivi di salute.
lunedì, 29 marzo 2004
Deneuve // Tierney  Il 21 ottobre saranno vent’anni, da che è morto Truffaut. E’ appena uscito un libro di interviste a Truffaut svolte da Aldo Tassone, e sul Corriere ho letto una frase che associa mirabilmente due attrici fra le più conturbanti e distanti, due fra le mie preferite: “Catherine Deneuve suggerisce una vita segreta, un tipo di donna che fa sognare, come Gene Tierney: i loro occhi esprimono più di qualunque dialogo”.
lunedì, 29 marzo 2004
Non è fortuna
Non è fortuna, quella del Milan.
E' qualcosa di più e di diverso.
E' la capacità di aspettare i "doni della sorte" senza farsi prendere dal panico (l'opposto di ciò che accade all'altra squadra di Milano).
E' la possibilità di assorbire le tensioni grazie a un parafulmini insuperabile: il Presidente (l'opposto di ciò che accade all'altra squadra di Milano).
E', infine, la qualità del gioco, per cui può capitare che 3 o 4 sbaglino la partita, ma ce ne sono sempre altri 3 o 4 che l'azzeccano. Nel basket si usano definire le squadre rispetto alla quantità di punti nelle mani: nessuna squadra italiana vale il Milan, come numero di giocatori potenzialmente decisivi.
giovedì, 25 marzo 2004
Domani su "Carta"
... Sappiamo che il calcio, per lui, è molto più di una metafora: è una forma mentale. Ho sempre avuto il sospetto che la sua preferenza per il “gioco a zona”, di sacchiana memoria, derivasse anche dall’essere più telegenico: la regia può mostrare meglio le squadre schierate a zona, più ordinate e compatte, rispetto a quelle, caotiche, che prediligono la marcatura a uomo. Quando ho letto Aldo Grasso, secondo cui la televisione “ha reinventato il calcio secondo le proprie regole discorsive”, mi sono sentito molto intelligente (ma Berlusconi c’era già arrivato)...
giovedì, 25 marzo 2004
Campagna acquisti
Su "Sette" di oggi, Agostino Gramigna fa una carrellata dei candidati al "salto della quaglia", chi potrebbe passare nel centro-sinistra, ora che i sondaggi indicano la Casa delle Libertà in grave crisi di consenso.
Cirino Pomicino è già passato all'Udeur di Mastella. Giuliano Ferrara ha dato del cialtrone a Berlusconi. Pannella dialoga con Amato. Ad Arcore (!) tre consiglieri di Forza Italia sono passati all'Udeur. Vittorio Sgarbi manda segnali di interesse. Viene nominato pure l'attuale vicesindaco di Bologna, Giovanni Salizzoni, che "a detta di Pomicino ... è molto tentato". E il deputato DS Caldarola (quando non è troppo occupato a fare il simpatico da Biscardi) auspica l'arrivo di Bobo Craxi e Domenico Fisichella...
Non sembra la parodia delle campagne-acquisti dell'Inter?
giovedì, 25 marzo 2004
Nuovo link: "Aprile"
I pelosi elogi di Galli della Loggia L’articolo di fondo pubblicato ieri dal Corriere della Sera indugia sugli elogi al segretario dei Ds Piero Fassino. Secondo il Corsera egli è da domenica sera “virtualmente il capo dello schieramento riformista”. Ora, non capiamo bene cosa voglia dire quel “virtualmente”. Forse il quotidiano di via Solferino voleva scrivere “è il capo dello schieramento virtualmente riformista” – per intendere che le riforme che propongono sono, per l’appunto, virtuali. Oppure, meglio, l’articolista intendeva dire che “è il capo del virtuale schieramento riformista” – nel senso che tra scontri sul portavoce e divergenze su argomenti secondari (pensioni, fecondazione assistita, politica internazionale) lo schieramento riformista non appare precisamente come una testuggine romana...
Mi piace quando qualcuno che vota per i DS riesce a esprimersi in questo modo.
mercoledì, 24 marzo 2004
Per puro caso
E' stato più casuale ciò che è accaduto a Roma, verso le 5 del pomeriggio di sabato 20 marzo, o ciò che è accaduto a Roma, verso le 22 di domenica 21 marzo?
E' stato più casuale "l'incidente" fra Fassino e i suoi contestatori, o "l'incidente" fra tifosi e calciatori di Roma e Lazio?
Ed è troppo machiavellico chiedersi, in un caso e nell'altro, "a chi giova?"
mercoledì, 24 marzo 2004
Twin Peaks e Un posto al sole
Ebbene sì: oltre alle repliche del telefilm di Frost/Lynch, sono un (abbastanza) assiduo spettatore della saga napoletana trasmessa da Rai3. Due o tre volte la settimana vedo Un posto al sole, non ricordo mai i nomi dei personaggi, ma cerco di seguire gli sviluppi della trama. Mi piacciono soprattutto i "cattivi" (rimpiango Alberto Palladini e quella giornalista morettina...) e mi annoiano certe melensaggini (i corteggiatori di Viola sono un disastro)...
Comunque, ieri sera ho assistito al riavvicinamento fra Ornella e il portiere di Palazzo Palladini (il nome adesso mi sfugge).
Chiedo aiuto a chi legge: l'espediente narrativo che ha favorito la pace fra i due, è l'ennesima variazione sul tema di lui (o lei) che ascoltano i pensieri dell'altro, senza che l'altro lo sappia. Ieri sera, ciò è avvenuto tramite un walkie-talkie che Raffaele (ecco, mi è venuto il nome) ha riaggiustato, e mentre ci lavorava su, ha potuto ascoltare la voce di Ornella che parlava al loro bambino (poco più che neonato) di quanto lui le mancasse, e di quanto lei fosse ancora innamorata...
Qualcuno ricorda altre situazioni simili?
A me è venuto in mente quel film di Woody Allen in cui si sentono certe confidenze da una grata dell'impianto di condizionamento (mi pare). Ma sono sicuro di aver già visto situazioni simili, vissute tramite telefono, lettere che non dovevano essere aperte, eccetera...
mercoledì, 24 marzo 2004
Calcistizzazione della politica (1)
Dopo aver imposto Antonio Di Pietro (quando c’era D’Alema), i DS di Fassino hanno imposto agli elettori del Mugello il nome di Marco Rizzo, dei Comunisti Italiani. Una delle tante delizie del maggioritario...
Dopo il recente voto parlamentare sulla guerra, Marco Rizzo ha detto che i dirigenti DS, alla manifestazione di Roma, si sarebbero trovati come un tifoso fuori-casa, nella curva della squadra avversaria.
Fassino ha capito come ci si sente?
Rizzo in che squadra gioca?
E quelli del Mugello, la prossima volta, potranno sceglierselo loro, il candidato?
martedì, 23 marzo 2004
Alcune certezze (segue)
Uno degli arrestati per i fatti dell'Olimpico - Stefano Sordini - è un promotore finanziario Mediolanum.
Non è magnifico?
martedì, 23 marzo 2004
Alcune certezze
1) Gli ultras dell'Olimpico hanno atteso l'inizio del secondo tempo per non far perdere l'incasso: e qualcuno non vuole parlare di premeditazione...
2) Roma e Lazio giocheranno in Serie A anche l'anno prossimo.
3) Chi è finito in galera, si difenderà dicendo che la "voce" del bambino morto era sulla bocca di tutti.
4) Galliani ha avuto spesso torto, ma stavolta meno del solito.
5) Le dimissioni e Franco Carraro sono due entità incompatibili.
6) Lo stadio - salvo rare eccezioni - è ormai un luogo pericoloso. Ma nessuno chiede alla Polizia di fare da buttafuori nelle discoteche.
7) Lega e l'UDC sperano di intercettare voti nordisti opponendosi al Decreto Spalma Irpef, ma Berlusconi tirerà avanti lo stesso.
8) Sulla sinistra, ancora una volta senza parole, stenderò l'ennesimo velo pietoso.
martedì, 23 marzo 2004
Fischi o bastonate?
Ricevo da Daniele, condivido e pubblico
Il primo punto è chiedersi se davvero Fassino è stato sommerso di fischi e urla (legittimo, no?) oppure preso a bastonate e a bottigliate (se così fosse, disapprovo).
I media sono compatti a martellare la prima versione ma è curioso, anzi curiosissimo (visto che c'erano telecamere e fotografi in abbondanza) che tutto ciò non sia stato documentato. Mi pare che ci sia una SOLA immagine di un SOLO bastone. In tv e sui giornali nient'altro; o meglio fanno vedere solo fischi e qualche spintone (ma chi ha cominciato?) mentre però si parla tanto di bastoni, bottiglie di vetro, feriti (sbaglio o non c'è un nome e una foto di un solo ferito?), ripetendo "200 violenti", "duri scontri", "squadrismo" ecc.
Allora, se non saltano fuori immagini che documentino un'aggressione (e ormai sono passate molte ore) la mia idea è questa: Fassino, come prevedibile, è stato sommerso di fischi-insulti, forse una persona ha agitato un bastone (chi? quando? dove? contro chi?), ma la dirigenza diessina ha colto al volo l'occasione per:
1) esagerare i fatti e fare la vittima, confidando che i media gli avrebbero dato molto spazio;
2) spostare l'attenzione dai contenuti politici, cioè dalla linea NEI FATTI non-pacifista del gruppo dirigente Ds, ad altro;
3) approfittarne per qualche polemica interna e/o intimidire chi vorrebbe, in campagna elettorale, criticare la linea NEI FATTI non-pacifista della dirigenza diessina.
Temo che, al solito, il 90% dei media avesse già articoli e commenti scritti prima di verificare alcunché. Un film purtroppo visto molte volte nel tempo del "pensiero unico".
martedì, 23 marzo 2004
Sentita autocritica
Oltre ai messaggi qui sotto, ho gia' avuto un paio di rimpalli telefonici: "... E allora arriva Polly" è uno di quei film che si possono tranquillamente evitare. Va bene così?
martedì, 23 marzo 2004
... E alla fine arriva Polly (voto 6)
Lo so, che sembro "di bocca buona". Che questo è un filmetto senza particolari qualità (niente a che vedere con i fratelli Farrelly). Ma ho riso 5 o 6 volte, rumorosamente; e ho visto il film a 3 Euro, in una multisala Medusa.
Conclusione marxiana: per 3 Euro, è un film che raggiunge la sufficenza.
martedì, 23 marzo 2004
Toglierselo dalla testa
C'è un magnifico slogan che "Carta" attribuisce a Indymedia Madrid: "Togliersi la guerra dalla testa".
E' questo il cuore del problema... Vale per la guerra come per Berlusconi. Ne siamo ossessionati... I più ossessionati sono quelli che si ritengono i nostri dirigenti, e che non si rendono conto di quanto si siano berlusconizzati, come modo di pensare, di parlare, di agire.
Una nuova sinistra può nascere solo togliendosi Berlusconi dalla testa.
lunedì, 22 marzo 2004
Sabato, a Roma...
Non è stato subito chiaro, quanti fossimo. Il luogo del concentramento era diluito in centinaia di metri, e varie piazze, e quando all'una abbiamo incrociato il gruppo di Emergency (con Gino Strada, Teresa Sarti, Milly Moratti, Giulietto Chiesa, Vauro, ecc.), avevamo ancora molti dubbi sulla riuscita della manifestazione. Stanchi di aspettare una partenza che non veniva mai, abbiamo "tagliato" verso via Nazionale, e ci siamo ricongiunti al corteo all'altezza dell'Esquilino.
Piu' si avanzava, piu' era chiaro che si trattava di una moltitudine difficile da misurare. Una folla enorme, pacifica e colorata. Una manifestazione che andava oltre ogni previsione...
Avevo una radiolina (anche per ascoltare la Milano-Sanremo e Irlanda-Italia di rugby) e ho capito che stava succedendo qualcosa intorno a Fassino, mentre stavamo davanti all'Altare della patria. Notizie confuse, e il timore che diventasse questa, la "notizia". Come si è poi verificato.
Penso che fosse giusto contestare Fassino e la linea del gruppo dirigente dei DS. Penso che nessuno avesse il dirittto di impedirgli di entrare nel corteo e di farselo finché ne aveva voglia. Penso fosse giusto fischiarlo, anzi che la contestazione più dura sarebbe stata il silenzio. Ma so benissimo che per certi manifestanti, queste sono sottigliezze, l'unica cosa che conta (per loro) è mostrarsi, far vedere che ci sono, conquistare la scena.
Nessuno può essere tanto ingenuo da non capire "l'effetto collaterale" di simili comportamenti. Sono gesti estetizzanti, che scaldano il cuore di chi li fa, e danneggiano tutti gli altri. Far passare Fassino per una vittima, è davvero un'idiozia imperdonabile.
lunedì, 22 marzo 2004
L'ultimo hurrà
Ho visto Baggio, ieri, allo stadio Dall'Ara: l'ultima volta live... Fa bene a smettere, anzi benissimo.

E' il momento giusto: andarsene fra gli applausi, mentre anche il pubblico "ostile" mostra di volerti bene, gli arbitri ti tutelano, e gli avversari evitano accuratamente di avvicinarsi alle sue caviglie. Chi vorrebbe essere ricordato come l'uomo che ha abbreviato la carriera di Roberto Baggio?
venerdì, 19 marzo 2004
Slogan elettorali
Ne ho già visti 2 che mi piacciono.
Al primo posto "Io c'entro" dell'UDC (davvero magnifico).
Ma fa ottima figura anche Rifondazione Comunista, che acquista una pagina su Musica di Repubblica e ci mette un pugno chiuso attorno a una cornetta telefonica, con la scritta "La linea è libera"; poi un Numero Verde 800-939902 e una mail scrivi@diamocideltu.net (ma già questo tono colloquiale - per rivolgersi ai giovani - non mi entusiasma).
venerdì, 19 marzo 2004
L'ubiquo Luca Cordero di...
Leggo sui giornali che Montezemolo resterà alla Presidenza della Fiera di Bologna fino alla naturale scadenza di fine 2005. Ciò avviene nonostante Montezemolo stia per diventare Presidente della Confindustria, oltre che Presidente della Ferrari e della Federazione degli Editori...
Anni fa, Michele Serra scrisse di lui: "Non volendo favorirlo in modo smaccato, Agnelli assume Luca Cordero di Montezemolo nel gruppo Fiat attraverso un regolare e severo concorso, al quale partecipano, oltre a Luca, due pesci rossi. La prova d’esame consiste in una sola domanda: “Preferiresti lavorare alle presse o fare il direttore sportivo alla Ferrari?”
Con molto equilibrio Luca risponde che preferirebbe fare il direttore sportivo alle presse".
Con molto equilibrio, Ulivo e Casa delle Libertà applaudono Montezemolo in ognuna delle sue innumerevoli interpretazioni.
venerdì, 19 marzo 2004
Due sorprese da Twin Peaks
Sto rivedendo le repliche, registrandole il lunedì notte. "Chi ha ucciso Laura Palmer?" l'abbiamo già saputo, "Bob" è stato rivelato, l'agente Cooper è rimasto a Twin Peaks ma non indossa più giacca e cravatta, e camicia bianca; ora porta camicie da boscaiolo, a quadrettoni, e su di lui si staglia la vendetta di Windom Earle, l'antico collega, impazzito giocatore di scacchi... Nell'ultima puntata, ho avuto due sorprese: la prima è il nome alla regia (Diane Keaton); la seconda è la scena in cui Cooper trova sul suo letto una maschera (sotto la quale c'è un registratore con la voce minacciosa di Windom Earle). Questa scena è praticamente identica a quella in cui Tom Cruise rientra in camera da letto e trova la maschera accanto a Nicole Kidman addormentata, in Eyes Wide Shut. Talmente identica, da certificare il fatto che Kubrick vedesse Twin Peaks (o che i suoi incubi fossero assai simili a quelli di Lynch).
giovedì, 18 marzo 2004
Prodi, Kerry, Bonino e Zapatero
Ormai l'avevo capita, ma speravo di essere abbagliato dai soliti pregiudizi: coloro che dovrebbero guidare la sinistra italiana (Prodi) e mondiale (J. F. Kerry), insieme a Emma Bonino (prima pagina del Corriere di oggi), ci spiegano che non abbiamo capito il punto: "Le truppe non devono ritornare immediatamente dall'Iraq: una cosa è partire e una cosa ritornare", dice Prodi, dopo mesi di silenzio sulla questione. Mentre Kerry si rivolge direttamente al neo-premier spagnolo per dirgli, più o meno, la stessa cosa.
Realismo politico, si direbbe. Ma a dare retta a questi iper-realisti, tanto varrebbe stare a casa da Roma e affidarsi a chissà quali negoziatori... Esattamente il contrario di quello che penso.
Con la conseguenza che Kerry, se vorranno, lo devono scegliere gli americani; Prodi, invece, qualcuno ha già deciso che sarà il mio leader.
giovedì, 18 marzo 2004
Vanità da Google
Cercavo qualcosa (non so più cosa) sui tifosi di calcio. Vado su Google, digito un po’ di parole, apro un po’ di link, altri li salvo perché non ho tempo... Poi trovo il tempo, e fra i link che avevo salvato ce n’è uno in cui vengo citato proprio io... La cosa strana è che si tratta della rivista “Ideazione”, che un tempo si sarebbe detto essere di estrema destra.
Ideazione è una rivista di cultura politica di area liberale e conservatrice. Nata nel 1994 ha sede nel centro di Roma... E’ una rivista bimestrale di 256 pagine per sei numeri all’anno.
http://www.ideazione.com/Rivista/rivista_frame.htm
L’articolo in cui mi si cita è una lunga e bella intervista a Tim Parks, scrittore inglese da tempo residente in Italia. Parks è l’autore, fra l’altro, di “Questa pazza fede” (Einaudi), ricordo di un anno passato girando l’Italia mischiato ai tifosi del Verona. In fondo all’intervista, il curatore (Vittorio Macioce) parla di altri libri assimilabili e scrive:
È lo stesso spirito che portava Osvaldo Soriano a girovagare nei campetti di periferia, nelle domeniche desolate e a scrivere: "Il rigore più fantastico di cui io abbia notizia è stato tirato nel 1958 in un posto sperduto di Valle de Rio Negro, in una domenica pomeriggio in uno stadio vuoto…". È Pasolini che si diletta sull’ala e alle sue corse dedica La partitella... È Vittorio Sereni, ossessionato dall’amore dell’Inter, che vede: "Il verde è sommerso in neroazzurri". È Rudi Ghedini che in Semifinale (edizioni Theoria), scrive: "Nei momenti bui il tifoso afflitto può sempre ricordare i tempi di Herrera o il gol di Nicola Berti con una volata di sessantotto metri in circa nove secondi, ma il successivo naufragio casalingo mi rassicurò: era la solita Inter, psicolabile e inaffidabile".
La morale è variabile: sono più famoso di quanto credessi e mi leggono intellettuali dell’estrema destra.
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